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Araldica di Mare, la storia del Crest alla galleria Artemare

Alla galleria ArteMare in via dell’Acqua Traversa 247, a Vigna Clara, si inaugura nel pomeriggio di  domani, venerdì 1 febbraio,  la mostra “Araldica di Mare, la storia del Crest” che vede esposte alcune importanti collezioni private di questi preziosi emblemi italiani e stranieri. I Crest, simboli di tradizione millenaria, sono da più di un secolo usati da navi, barche e operatori navali per rappresentarsi. Realizzati quasi sempre in ottone su base in bronzo sono considerati oggetti di alto collezionismo.

La mostra è visitabile fino a giovedì 28 febbraio 2013 con orario 10 – 13 e 16 – 19,30 tutti i giorni esclusi festivi, entrata libera.

Con questa mostra la galleria Artemare, guidata da Daniele Busetto, ex alto ufficiale della Marina Militare, vuole far conoscere l’importanza di questo antico oggetto, un medaglione di bronzo od ottone fuso applicato su di una tavoletta di legno, divenuto nel tempo articolo da collezione e testimone indelebile di storia marittima di navi, barche, circoli e operatori nautici.

crest150a.jpgNella lingua inglese – spiega una scheda fornitaci da ArteMare –  “crest” significa cimiero, intendendosi qualsiasi figura che cima l’elmo e lo abbellisce ma anche insegna o emblema come ornamento o segno distintivo Verosimilmente gli stemmi ebbero origine nel secolo XI, quale necessario distintivo dei cavalieri che vantavano una nobile stirpe, che li portavano dipinti sui loro stendardi e sulle loro armi.
E grazie a loro era possibile distinguere gli uni dagli altri nel corso degli scontri armati. Col passare del tempo l’abitudine di creare un logo in rappresentanza di una comunità di persone, magari contornato da una frase si è sempre più diffusa e ufficializzata.

Nell’antichità infatti le casate nobiliari avevano ciascuna un proprio stemma che di solito richiamava il territorio sul quale esse insistevano e, successivamente, in epoca medievale ciascun cavaliere aveva propri colori da battaglia con un unico disegno impresso sulla propria armatura, sugli scudi sui finimenti dei cavalli, della sua milizia come simbolo di appartenenza.

Lo scudo, così decorato è confluito nello stemma araldico, caratteristico di ogni famiglia nobile, e dall’analisi dello stesso, con tutta una serie di simbolismi si ricavano le notizie essenziali relative alla provenienza genealogica ed ai possedimenti terrieri.

Dall’ottocento con questo termine si intende uno scudetto in legno pregiato che fa da supporto allo stemma araldico. Oggi il termine “crest” identifica un oggetto costituito da una placca per lo più metallica, su di una base di legno, utilizzato come dono ricordo.

I crest a soggetto navale e nautico costituiscono piccole vere opere d’arte e si ricollegano alla nostra storia navale principalmente ma anche alle attività diportistiche ed associative del mare. Sono intrinsecamente belli, sono decorativi si ispirano ad episodi di eroismo ma anche alla mitologia in vario modo richiamano ricordi ed emozioni.

crest150b.jpgA similitudine delle tradizioni nelle marine britannica e statunitense, quella italiana intorno al 1960 diede luogo alla diffusione di questo “ricordo navale” facendolo realizzare all’inizio nelle officine degli arsenali militari.
Infatti i più antichi esemplari erano semplici fusioni in bronzo, costituite da un medaglione sul cui contorno correva una fascia con la scritta del nome della nava e al cui centro si trovava un simbolo più o meno attinente al nome della nave o alla sua attività. Vi sono state poi fusioni in alluminio colorato, ed infine in epoche molto recenti delle composizioni.

Come per le medaglie anche per la realizzazione dei crest, non esistano norme ufficiali, quindi figure, iscrizioni e fregi che li ornano sono frutto della fantasia dell’artista che viene incaricato di disegnarle. Quindi la creazione di figure e simboli è lasciata alla libera iniziativa dei disegnatori, per la rappresentazione della nave o dei simboli dell’Ente.

La base che in principio era di legno ed a forma di scudo, può essere realizzata in materiale plastico, ceramica o smaltata. Il valore dei crest è data non solo dai materiali utilizzati per realizzarlo, ma anche dall’occasione in cui è stato creato e dal numero di esemplari; ad una maggiore rarità corrisponde ovviamente un più alto valore.

Negli ultimi anni la diffusione dei crest è si è ampliata: oltre alle navi li hanno adottati enti a terra, yacht club e associazioni marinare. Esistono collezioni più o meno consistenti di crest, fin’ora costruiti, che decorano pareti di navi, musei navali e palazzi istituzionali della marina , circoli e dimore private.

Svelata l’origine del nome e la sua diffusione sempre maggiore nel mondo nautico, si può concludere che collezionare gli stemmi è possedere prestigiose testimonianze della storia navale.

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