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Inches (La Destra): “PVQ Area, opere pagate ma mai realizzate: denunciate 14 persone in Procura”

Da Massimo Inches, Consigliere de La Destra nel II Municipio, riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa in merito a presunte opere finanziate ma mai costruite ai tempi della realizzazione del Punto Verde Qualità Area di via della Mendola, zona via Cortina d’Ampezzo, avvenuta nei primi anni dello scorso decennio. Secondo Inches, che ha denunciato 14 persone in Procura fra le quali alcuni funzionari del Comune, addirittura un parcheggio multipiano e un campo tennis, pur inesistenti, sarebbero stati pagati per fatti.

Questo il testo del comunicato. “Su richiesta di cittadini residenti, mi sono interessato al Punto Verde Qualità di via della Mendola, 288 n. 20.10 del bando del Comune di Roma, conosciuto come Area. Da tempo sto seguendo varie situazioni riguardanti i Punti Verde Infanzia e punti Verde Ristoro, con le mie denunce in Procura ho fatto allargare le indagini penali anche su casi di proprietà comunali date a privati in assenza di un bando pubblico o addirittura spazi per giostre su aree verdi, assolutamente non previste nel regolamento comunale.”

“Per la realizzazione dell’opera venne costituita la società Executive Sport Center srl. La corposa documentazione che ho acquisito riveste una notevole rilevanza penale, dimostra che l’importo dei lavori era inizialmente di lit. 3.000.000.000, poi aumentato a lit.9.203.362.139 (€ 4.753.139,87), erogato con fidejussione del Comune di Roma. L’importo dei lavori riportati nel Computo Metrico venne firmato dal Capo del X dipartimento del Comune, dall’ ingegnere collaboratore dell’impresa SIM srl e dalla rappresentante dell’Executive Sport Center srl. La somma venne poi ulteriormente incrementata con una perizia di variante in corso d’opera ad € 7.797.380,57”.

“I 9 pagamenti vennero effettuati a Stato Avanzamento Lavori (S.A.L.) firmati ed autorizzati dal direttore dei lavori e da tutti i membri della Commissione di Vigilanza, che rappresentava il Comune di Roma, il CONI e l’Istituto per il Credito Sportivo. Prima di svincolare le somme avrebbero dovuto verificare la corrispondenza dei lavori indicati nel computo metrico a quelli effettivamente eseguiti. In base ai controlli effettuati sul computo metrico e sugli elaborati grafici, ho rilevato le irregolarità, che dovrà accertare la Procura della Repubblica, ed in particolare:

1) Circolo del Tennis. Nel computo metrico è indicata la fornitura e messa in opera di un circolo del tennis composto da 3 campi tennis con accessori , pertinenze e recinzioni che non sarebbero stati costruiti, ma ugualmente finanziati e pagati.

2) Parcheggio Multipiano. Nel computo metrico e nel libretto delle misure con cui è stato redatto sono elencate numerosi voci relative al parcheggio di tre piani di circa mq.3.600 che sembrerebbe non sia stato costruito, ma ugualmente finanziato e pagato. Tale struttura è andata a gravare sul totale dell’importo dei lavori per una cifra ingente (solai,cemento armato,pavimenti, rivestimenti ,impianti ecc.ecc.).

3) Scavi , trasporto in discarica e pagamento tasse di smaltimento in discariche autorizzate. Dal Computo metrico si rileva che è stato finanziato uno scavo per mc. 28.707,94 di terreno di risulta ivi compreso materiale prelevato all’area destinata al parcheggio multipiano mai costruito. In base al computo metrico è stata quindi finanziata e corrisposta per scavi una somma di lit. 75.280.498 (€ 38.879,13).

4) Depuratore. Nel Computo metrico è indicata la rimozione e trasporto in discarica di un grande depuratore cilindrico in disuso di m.10 h x m. 25 diam. Il depuratore invece sembrerebbe essere sempre al suo posto e non s’è travata c traccia di ricevute per lo smaltimento rilasciate dalla discarica autorizzata

5) Solai. Sono finanziati e pagati solai per mq. 6.841,27 ma il solaio delle palestre è di mq. 1.284,69 ,quello degli edifici A e B è di mq. 1.000, risulta invece essere stato computato, finanziato ed erogato un pagamento almeno “triplo” rispetto alla superficie dei solai effettivamente necessari alla costruzione

6) Rivestimento pietra da taglio. E’ stato computato, finanziato e pagato il rivestimento integrale del centro sportivo in pietra da taglio (travertino) per mq.2.873,86.Tale costosissima lavorazione risulterebbe invece che non sia mai stata effettuata, ma ugualmente computata,finanziata e pagata

7) Impermeabilizzazioni. Nel computo metrico risulta finanziato e pagato un importo per impermeabilizzazione di € 121.413,21 su una superficie di mq.20.555,54 pari ad oltre sette volte la superficie del centro sportivo

8) Impianto idrico termico e di condizionamento Per un importo concordato di euro 319.555,39 la Sim, che ha eseguito i lavori ha ottenuto tramite il Credito Sportivo un totale probabilmente triplicato, di €uro 820.879,42.

9) Sistemazione aree verdi. In tutta la documentazione contabile è indicata la ditta appaltatrice dei lavori che “sarebbe stata imposta” alla Concessionaria. Nella determinazione dirigenziale risulta che è stata corrisposta la somma di € 369.607,04 oltre ad € 45.100,06, mentre è provato che l’importo pagato è stato di € 187.527,28,

10) Parcelle progettisti. si rileva che sarebbero stati pagati € 599.310,23 per progettazioni senza che le fatture siano state vistate come previsto dagli ordini professionali .”

Nell’esposto alla Procura della Repubblica di Roma, Massimo Inches dichiara inoltre che “lo scrivente ha richiesto informazioni utili allo svolgimento del proprio ruolo istituzionale sui Punti Verdi Qualità, precisamente l’elenco degli assegnatari, l’elenco di quelli portati a compimento, l’elenco dei concessionari ai quali è stata revocata la concessione, specifica per ogni concessionario inadempiente dell’importo finanziato con fidejussione del Comune di Roma, senza avere mai avuto seguito da parte del Dipartimento Tutela Ambientale Verde Pubblico.”

14 i soggetti interessati e coinvolti nell’esposto, da ex componenti della prima società concessionaria a direttori di lavori, da funzionari e dirigenti del Comune ai membri della Commissione di Vigilanza.

Secondo il consigliere Inches, la sua denuncia in Procura “potrebbe confermare l’ esistenza di una possibile organizzazione volta ad un unico piano finalizzato ad accedere ai finanziamenti garantiti dal Comune di Roma con fidejussione, come potrebbe essere avvenuto anche in altri Punti Verdi Qualità”.
Per quanto riguarda Area, conclude Inches, “un ex socio della concessionaria aveva denunciato che l’importo finanziato sarebbe almeno il doppio dei lavori realmente eseguiti, subendo peraltro minacce di morte, denunciate alla Procura della Repubblica nel 2005, ed aggressioni e minacce fisiche per averlo detto.”

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10 COMMENTI

  1. Recentemente dopo i vari articoli apparsi su i principali quotidiani sullo scandalo dei PP.VV.QQ. mi sono messo in contatto con Massimo INCHES tenace consigliere del II° Municipio allertandolo sulle varie irregolarità di Area & Happy Family … Ora, devo dire sinceramente abbiamo formato una bella squadra contro TUTTE le ingiustizie. Stiamo riesumando la denuncia penale stranamente ARCHIVIATA che presentai a suo tempo nei confronti dei concessionari dei due punti verdi di Roma Nord. GRAZIE al determinato INCHES, ora di capi d’accusa … ce ne sono a iosa ! La cricca di imprenditori, funzionari e dirigenti comunali coinvolti nella vicenda incomincia veramente a tremare …
    G.M.T.

  2. Bravi
    Non bisogna molla mai e stana sta gente che s ‘nfileno come serpenti dentro le istituzioni.
    Sordati sparsi da tutte le parti pe frega er cittadino onesto .
    Grazie dar popolo oppresso.

  3. L’ inchiesta sui Punti Verde di Massimo INCHES si allarga …
    da il Messaggero di oggi:
    Fatture gonfiate, indagato imprenditore.
    ROMA – Dopo la chiusura delle indagini sul punto Verde Parco Feronia, la procura punta adesso al Parco Kolbe, un’area verde in via Tiburtina data in concessione dal Comune. E l’indagine riparte con un nuovo indagato eccellente, Andrea Munno, titolare della società Edil House ’80 srl, con un passato nell’estrema destra e una solida amicizia con il sindaco Alemanno. E’ su di lui che si concentrano i sospetti su una serie di fatture gonfiate che sarebbero state trovate nella contabilità della sua azienda. Nella quale, tra l’altro lavora come consulente Stefano Mastrangelo, ex dirigente del X Dipartimento del Comune, l’ufficio che dava le concessioni ed eseguiva le verifiche sullo stato di avanzamento dei lavori deiPunti Verde.

    Munno, con un certificato penale che parla di detenzione di armi e bancarotta, avrebbe avuto un ruolo anche nel punto verde San Basilio, lo stesso che una testimone collega ad Antonio Lucarelli, capo della segreteria di Alemanno. A presentarsi dai pm è stata la sua ex compagna: «Voglio chiarire – si legge nel verbale – che Munno mi risulta avere seguito dal punto di vista amministrativo e contabile anche i lavori presso il punto verde San Basilio, gestito dall’ingegnere Fabrizio Moro con la società Edil Gisa e Carlo Di Cesare e Giancarlo Scarrozza, nonché Antonio Lucarelli le cui quote credo siano state fittizziamente cedute a una delle figlie del Di Cesare, e per il Parco Feronia». E ancora: «Tra le cose che mi hanno indotto a interrompere la mia relazione sentimentale e di vita con Munno – spiega ancora la donna – c’è stata sicuramente la scoperta che lui aveva utilizzato le mie due figlie di un precedente matrimonio come amministratrici della società Edil House ’80, riconducibile per l’appunto allo stesso Munno e da questi di fatto gestita. Le mie due figlie sono state convinte in quanto profondamente ingenue e ora sono tenute in scacco da Munno che dice loro: se casco io, cascate pure voi».

    LE FIRME FALSE
    L’ex compagna dell’imprenditore racconta anche di essere amministratrice di una società che non svolge attività e dovrebbe solo possedere immobili. Ma dagli estratti conto risulta altro: «Mi sono immediatamente accorta che tutti gli assegni riportavano la mia firma falsa. Premetto che la provvista di tali assegni non è mia e non so dire da dove provenissero, quello di cui mi sono accorta è che le somme entravano e uscivano dal conto con estrema rapidità. Anzi a guardare bene l’estratto conto si vede che sul conto dell’Ansifa 60 vengono versati i denari della Edil House 80». Poi la signora aggiunge: «Munno aveva partecipazioni in numerose società che però ora ha venduto ma che continuano a essere di fatto da lui gestite ».

    PARCO KOLBE
    La Edil House, dice la donna al pm, sta effettuando in subappalto i lavori per Parco Kolbe «per quanto ne so – spiega – l’appaltatore è la società Elementi srl». Poi aggiunge: «Sono al corrente che la Edil House sta svolgendo attualmente lavori presso Parco Kolbe ricevendo regolarmente compensi di importo elevato e ciò nonostante sia in grave ritardo nel pagamento degli stipendi degli operai».

    IL TENORE DI VITA
    «Munno ha rapporti con l’area politica del sindaco Alemanno; posso dire che Munno ha un tenore di vita estremamente elevato possiede tramite la Edil House 80 un’imbarcazione di 14 metri che si chiama Gilda, gira con una Porsche Cayenne del valore di 150mila euro sempre intestata alla Edil House. Munno ha avuto una condanna definitiva per bancarotta fraudolenta non capisco come possa dirigere un’impresa».

  4. E anche se fosse che si vota, che centra? Perchè buttare sempre in caciara elettorale come se tutte le denunce avessero solo uno scopo propagandistico ?
    A lei Marcello la legalità fa così schifo ??

  5. Infatti che c’entra ? Io sono apolitico e apartitico eppure per il sociale, per combattere le ingiustizie ho rischiato sempre come INCHES … mah ! E’ la persona che STIMO …. Cmq vi rimetto di seguito l’ultimo articolo d’oggi del Corsera :

    L’INCHIESTA.
    Debiti, tangenti e processi .
    Il buco nero dei Punti verde.
    Su 67 programmati 17 sono sotto inchiesta, solo un terzo finiti. Gli inquirenti: nelle intercettazioni citato assessore Visconti.

    Punto Verde Parco Feronia.

    ROMA – Sul sito web del Campidoglio la descrizione dei Pvq, un acronimo che sta facendo lavorare duro i magistrati di piazzale Clodio per il marcio che affiora dalle indagini e la vagonata di quattrini pubblici buttati al vento, è talmente bucolica da evocare certi parchi urbani scandinavi, con la staccionata e le aree-giochi tirate a lucido. «Punto Verde Qualità è l’espressione scelta per indicare un innovativo programma per il recupero di aree abbandonate…». Bene, vediamo come: «L’Amministrazione ha realizzato una sintesi tra la tutela ambientale e la nascita di società di gestione che costituiscano un volano per l’occupazione». Già, un volano. Per fare cosa? «Nei Pvq – prosegue l’ottimistico annuncio – sono spesso presenti bar, campi sportivi, asili nido, ludoteche, palestre, piscine, bagni pubblici e aree ludiche per i cani».
    Svago, relax e cagnetti scodinzolanti. Fantastico. Fosse vero. La realtà, in questa storia di rapporti opachi e mazzette tra imprenditoria e uffici capitolini raccontata da centinaia di intercettazioni in slang romanesco, è decisamente un’altra: un intervento tutto sommato ordinario come il rilancio del verde cittadino attraverso convenzioni con società che, in cambio di un bar o un campo da tennis, si accollassero la manutenzione dell’area, è degenerato in un business colossale e fuori controllo.
    I Pvq, nati nella Roma su due ruote di Rutelli e transitati tra molte ombre in quella veltroniana, nel quinquennio agli sgoccioli di gestione Alemanno hanno finito per evocare ben altro: assalto alla cassa, affari illeciti.

    Punto verde in Piazza Meucci
    Su 67 Punti verde programmati (per un totale di 400 ettari) quelli conclusi sono un terzo. Una decina sono in fase di realizzazione, una ventina di progettazione e altrettanti vanno spostati per vincoli, espropri o altro. E poi ci sono quelli nel mirino della Procura: tre già «spacciati». Il primo filone d’inchiesta per corruzione e truffa relativo ai Punti verde Spinaceto, Feronia e Tor Sapienza, infatti, viene considerato chiuso: a breve arriveranno le richieste di rinvio a giudizio per gli imprenditori arrestati a marzo (Massimo Dolce e Marco Bernardini), gli architetti comunali Stefano Volpe e Maria Parisi accusati di aver «oliato» le pratiche in cambio di danaro, smartphone e televisori, e gli altri 8 indagati, tra i quali Giancarlo Scarozza, cognato di quel Gennaro Mokbel noto per più eclatanti intrallazzi.

    L’Assessore Visconti (Jpeg)
    Ed è proprio su questa prima tranche che oggi, dalle carte, emerge una novità importante. Qualcosa che potrebbe far da volano, sì, ma nel senso di far salire l’inchiesta di livello. L’intercettazione risale al 6 dicembre 2011. Bernardini (concessionario di Spinaceto) e Volpe (l’architetto) parlano al telefono. Il primo, spiega un report del Nucleo di polizia tributaria, «riferisce che Stefano Salsa, appartenente allo staff dell’assessore all’Ambiente, avrebbe contattato il responsabile del Banco Credito cooperativo presentandosi come segretario dell’assessore Visconti» per «procedere con il Punto verde Parco Spinaceto».
    In ballo c’è il secondo stralcio di mutuo per 8,7 milioni di euro. Segue un’altra telefonata dell’architetto a Dolce per fissare la stipula «prima di Natale, tra il 17 e il 20…». Cosa che poi effettivamente avverrà e induce i finanzieri a concludere: «Le conversazioni evidenziano l’erogazione riconducibile agli indagati, su pressione dello staff dell’assessore Marco Visconti».
    La politica, insomma, era all’oscuro o complice? Su altri due Punti verde, Olgiata e Parco Kolbe, l’inchiesta è a buon punto: la recente iscrizione tra gli indagati di Andrea Munno, titolare della Edil House ’80, nata negli stessi anni in cui militava nell’estrema destra, rimanda a quel milieu di affaristi riciclati nel verde ma inciampati in false fatturazioni e «dazioni» illecite. Tre più due, dunque: e siamo a 5. Ai quali aggiungere gli altri 12 «Punti» sui quali – trapela dalla Procura – le intercettazioni sono iniziate. Morale: 17 aree verdi su 67, una su 4, in odore di gravi illegalità.
    «La degenerazione – dice Athos De Luca, il consigliere pd che sull’argomento si batte da anni, senza veli anche rispetto alla precedente giunta – è avvenuta per almeno tre motivi: l’importo troppo alto delle concessioni, ben 15 milioni ad area, i passaggi di mano senza controlli, sulla base di semplici determine dirigenziali, e la mancata revoca in caso di ritardi nel saldo delle rate alle banche. L’unica salvezza è azzerare tutto: cacciare chi ci ha marciato e fare un nuovo bando con regole più severe».
    Il vulnus originale che ha dato il via all’assalto, adesso, fa venire i sudori freddi in Campidoglio per i possibili effetti sul bilancio. In due parole: garanzie fidejussorie. Dopo i primi bandi «puliti» del lontano 1995, la progressiva e dissennata scelta degli amministratori è stata quella di garantire le imprese coinvolte nei progetti verdi firmando fidejussioni sempre maggiori.

    L’imprenditore, in pratica, andava a chiedere il prestito in banca tranquillo. Tanto, se non lo onorava, ci pensava il Campidoglio (11 milioni nel solo 2011). Cioè tutti noi. «Ahò, hai saputo che con i Punti Verdi prendi i soldi e scappi?» è diventato così il passaparola tra affaristi senza scrupoli. E poco importa se poi, come capita al Torrino, il laghetto sia pieno di schiuma, oppure se nella Città del rugby di Spinaceto, un Pvq da 33 milioni, il campo sia stato previsto troppo corto, ben 23 metri in meno di quello regolamentare… Secondo gli ultimi calcoli, le casse comunali sono esposte con i concessionari per una garanzia di 600 milioni. Nel 2005, sindaco Veltroni, si era a quota 200. Il consiglio votò una mozione per lanciare l’allarme, ma nel 2007 il plafond salì di altri 180 milioni. Poi arrivò Alemanno: ancora 220 milioni e i clientes son contenti… Laghetti? Cagnetti? Partite a tennis nel rigoglioso verde cittadino? No, la Scandinavia è lontana…

  6. Il voto non c’entra nulla, la cricca nasce con l’amministrazione di sinistra e prosegue, anche peggio, adesso col centro destra. Io, solo per spiegarmi, sono consigliere nel II Municipio, non ho alcun vantaggio ad intervenire nel vostro XX, tanto più che ho allargato le mie azioni in tutta Roma. Nel II municipio non esistono punti verde qualità, ed il mio comportamento non ha fini elettorali, tanto più che non sono convinto che le mie denunce siano gradite dalla mia parte politica. Se vorranno ricandidarmi, sarà solo per il munipio dove sono nato, a 60 anni non ho smanie di avanzamenti, sto bene così. Non ho mai fatto politica nel senso che conosciamo, il peggiore, ma il funzionario di polizia municipale per 32 anni, quando persone mi chiamano per segnalarmi situazioni d’illegalità lo ritengo un dovere istituzionale cercare di andare a fondo a queste cose, a maggior ragione che rappresentano un danno economico per tutti noi romani. La mia attività è anche in centro di Roma, Trastevere, al fianco dei comitati che protestano per le occupazioni abusive del suolo pubblico, così come le mie denunce contro i giostrai favoriti da funzionari comunali collusi, la lobby dei camion bar e tante altre schifezze che detesto. Probabilmente la mia scelta di campo, con i cittadini, non riceve grande apprezzamento dai politici in generale, che mi vedono come loro rivale se non nemico, ed ho l’impressione che tra pochi mesi terminerà la mia attività istituzionale. Mi piace continuare a vedere chiaro su quanto sta accadendo, se sarò messo da parte mi organizzrò con un’associazione, tipo Italia Nostra e Cittadinanza attiva, che pur essendo di sinistra, mi hanno dimostrato apprezzamento per il mio lavoro. Cordiali saluti Massimo Inches

  7. Si uno e’ onesto e’ onesto e basta .
    Er fatto che i politicanti te accantoneno a me sinceramente nun me po frega de meno .Per esempio me peacerebbe che tutti qui farzi che fanno i cagnolini cominciassero a essere omini veri .
    Grazie Massimo a penzo come te.

  8. @ Daniela: proprio perchè vorrei più legalità ( a tutti i livelli..) ho imparato a leggere tra le righe dei comunicati stampa….. e trovo “singolari” le iniziative di fatte a 3 mesi dal voto, dopo 5 anni di silenzio….

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