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Sanità in crisi a Roma Nord: chiude l’INRCA

Non bastava il caso del poliambulatorio di via Offanengo a mettere in crisi la sanità pubblica a Roma Nord. Dopo Labaro, è il turno della Cassia dove il caso INRCA torna prepotentemente alla ribalta. E’ definitivo, a fine dicembre l’istituto verrà chiuso. Disagi per le migliaia di cittadini che se ne servivano e nubi sul futuro occupazionale di 117 dipendenti.

“L’istituto Nazionale di Ricovero e Cura per gli Anziani”, questo il suo nome per esteso, è un istituto pubblico con sede legale ad Ancona e con un’appendice a Roma, in via Cassia 1167, operativa dal 1976. Al di là del nome e quindi dell’età, tutti vi possono ottenere le stesse prestazioni che si effettuano negli ospedali romani. Da anni offre, o si potrebbe ormai dire “ha offerto”, la propria attività ambulatoriale di tutto rispetto all’intero versante di Roma Nord.

E la sua chiusura è una chiusura annunciata. E’ da inizio 2012 che era nell’aria grazie collasso finanziario originato dal mancato riconoscimento da parte della Regione Lazio delle remunerazioni dovute per le prestazioni sanitarie effettuate negli anni passati.
Un debito che la Regione si è rifiutata di voler riconoscere perchè derivante da prestazioni sanitarie non ritenute equiparabili a ricoveri appropriati e/o congrui.
Una parte di questo debito è stato assorbito dalla regione Marche ma da Ancona non ne hanno voluto più sapere di accollarsi altre passività di bilancio.

La crisi finanziaria della struttura si è trascinata quindi di mese in mese. Il mancato riconoscimento da parte della regione Lazio di una quota ingente delle prestazioni effettuate e l’accumulo di un passivo crescente hanno pesato come due macigni sulla gestione dell’istituto.

A nulla è valso anche il tentativo del XX Municipio il cui Consiglio, approvando all’unanimità lo scorso 26 marzo un documento con il quale si chiedeva alla Regione Lazio di avviare un tavolo di confronto e di riconoscere all’istituto le prestazioni pregresse subordinando l’erogazione dei fondi alla definizione di un piano di rimodellamento della struttura, aveva cercato di dare una sterzata alla situazione.

Il successivo tentativo del Direttore Generale dell’INRCA di porre rimedio alla crisi accorpando la sede romana dell’istituto ad una struttura ospedaliera maggiore (S.Andrea, Casilino, Università Tor Vergata) con lo scopo di ottenere un risparmio sul costo dei servizi si è esaurito all’inizio di luglio per il mancato accordo con la regione Lazio.
E’ stata allora presa in considerazione l’alternativa della dismissione, con il conseguente avvio di colloqui per la ridestinazione del personale nell’ambito di altre strutture sanitarie dell’area romana; anche questa trattativa si è trascinata senza alcuna conclusione.

A questo punto, la presidenza della regione Marche e la dirigenza dell’Ente hanno deciso in autonomia di procedere alla chiusura della sede romana, prevista per la fine di dicembre, e di iniziare un’azione giudiziaria contro il Lazio per il recupero del passivo accumulatosi negli ultimi anni; contemporaneamente, sono stati avviati gli atti per la messa in mobilità del personale, comprendente 117 dipendenti, tra medici, infermieri, amministrativi.

Il mancato accordo con la regione Lazio rende tuttavia assai incerto il destino del personale e tale incertezza si riflette nel fatto che a meno di due mesi dalla chiusura, né ai dipendenti singoli né alle rappresentanze sindacali è stata data alcuna informazione sulla sede dove potrà continuare l’attività lavorativa.

Ma la chiusura, oltre a coinvolgere i 117 lavoratori, s’abbatterà come una mannaia sul versante nord della Capitale. L’INRCA, per tutti i residenti della Cassia e zone limitrofe, è sempre stato un istituto apprezzato e molto utilizzato, fungendo anche da valvola di sfogo per gli ambulatori degli altri due ospedali del versante Cassia, il S.Andrea ed il S.Pietro.
Per non parlare degli anziani della zona, sempre più bisognosi di servizi, risorse, alte competenze nonchè di una buona qualità della vita. Ora non sapranno più dove andare per un’analisi senza dover salire e scendere da bus e spendendo come minimo mezza giornata.

Fabrizio Azzali

 

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15 COMMENTI

  1. dato l’invecchiamento della popolazione, e le problematiche associate, è assurdo che un presidio cosi’ specializzato debba chiudere mettendo in crisi migliaia di pazienti provenienti anche dalla provincia di roma nord , io purtroppo conosco benissimo i problemi delle persone anziane essendone coinvolto personalmente.

  2. E intanto LORO fanno le feste che noi paghiamo a suon di servizi……
    Fiorito docet…. Grazie Polverini…. o Polveroni…e l’ho pure votata!!!! come dice un “furbetto” dell’ultima ora imitato da Crozza “mmmaledettoamme…”. Un ringraziamento va anche a tutte le amministrazioni precedenti…
    Esprimo solidarietà alle 117 persone…. speriamo che nel mondo del magna magna la provvidenza ci metta un pò d’anima!!!!

    Italiano stanco.

  3. L’unico apprezzato Polo sanitario di Roma Nord verrà chiuso senza tenere in alcuna considerazione la sorte dei 117 dipendenti e dei tanti utenti (TUTTI ANZIANI) : chi riassorbirà il personale che indefessamente vi ha profuso le proprie energie per anni in favore di una collettività sempre più numerosa e bisognevole ?
    Dove si dovranno recare questi anziani, in quali “pronto soccorso” dovranno stazionare per giori e giorni ? TUTTO QUESTO GRAZIE ALLA INSENSIBILITA’
    DELLE AUTORITA’ PREPOSTE( Pres. “S”SPOLVERINI, ER BATMAN FIORITO,
    MARUCCIO, LUSI e COMPGNIA BELLA…… IN TUTT’ALTRE FACCENDE AFFACCEN DATI…)

  4. i soldi l’ammistrazione INRCA li sta per prendere come dichiarato dal presidente dell’ Ente, allora perchè devono chiuderlo? che succede c’è ancora chi deve mangiare di più? ecco perchè tagliano la sanità, …………………è uno scandalo ma poi con quale coraggio chiederete i voti in XX circoscrizione.

  5. Oggi mi sono recato all’INRCA per una visita endocrinologica e con somma sorpresa ho scoperto che è stato chiuso.
    Nell’esprimere la mia solidarietà a tutti i dipendenti,vorrei capire se lo staff di endocrinologia, in particolare il dott. Maceli, è stato assorbito da un altro ente.
    Ho chiamato il CUP regione Lazio,ma addirittura non sapevano neppure della chiusura del centro.
    Se qualcuno potesse darmi informazioni,ne sarei grato.
    Saluti

  6. Buongiorno a tutti,
    scusate l’intrusione, sto cercando di prendere un appuntamento con il Dott.Maceli al San Filippo, purtroppo tramite il Recup non si possono prendere appuntamenti con un medico in particolare ma , soltanto con il medico di turno.Come bisogna fare per un appuntamento con lui?

  7. purtroppo ho perso il cell del dott. Maceli devo assolutamente contattarlo potete mandarmi anche in pvt il suo cell per favore? sono una sua paziente e non avevo idea che l’inrca avesse chiuso! rugioropet@gmail.com grazie

  8. salve a tutti. Ho appena appreso della chiusa della clinica INRCA! Ero in cura col Dott. Strollo ed ora non so’ proprio come fare! Vi sarei grata se qualcuno mi fornisse informazioni su medesimo, dove rintracciarlo. Grazie

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