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Movida, accordo fra Campidoglio e pubblici esercizi

ponte-milvio-notte-5.jpgFirmato in Campidoglio tra il Comune di Roma e le associazioni di categoria dei pubblici esercizi un protocollo per contrastare il fenomeno della movida violenta. Una collaborazione che nasce dalla volontà di andare oltre l’ordinanza anti alcol e che sancisce minori restrizioni, più consapevolezza, maggiore sinergia fra Comune e operatori commerciali coinvolti dal fenomeno in tante piazze romane.

In pillole, il protocollo sottoscritto guarda alla sicurezza e alla prevenzione. Verranno forniti “Alcol test” nei locali, da novembre ci sarà la presenza di hostess e steward, verranno distribuiti etilometri usa e getta, verrà distribuito materiale informativo.
Dal canto loro – si legge nella nota – i pubblici esercenti si impegnano a favorire campagne istituzionali di informazione, a sensibilizzare gli avventori affinchè all’uscita dei locali evitino comportamenti pregiudizievoli per la quiete pubblica, a mantenere liberi gli spazi da ogni ingombro e rifiuti e infine non aderire nè partecipare al Pub Crawl.

Il protocollo, sottoscritto con ampia soddisfazione dalle parti, essendo sperimentale avrà la durata di un anno.

Il primo ad essere soddisfatto è il sindaco Alemanno che dal suo blog personale dichiara: “abbiamo voluto creare un’alternativa, grazie alla collaborazione con i pubblici esercizi, per dare una svolta al fenomeno movida in tutto il territorio, senza mettere in piedi nuove ordinanze. Questa collaborazione avviene all’indomani di quanto successo a piazza Cavour. È una sfida per tutti noi. Se il protocollo non dovesse produrre i risultati sperati allora si ripresenterà l’esigenza di una nuova ordinanza.
I fenomeni della movida nascono da confusione e dall’azione di piccoli gruppi di violenti. È necessario quindi convincere il 90% dei ragazzi perbene a non confondersi con quelli che vogliono creare confusione. Voglio inoltre tranquillizzare tutti che questa collaborazione non significa un abbassamento dell’attenzione sul fenomeno, ma solo un nuovo modo di intervenire.”

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