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Denuncia archiviata, tornano i cassonetti di Monsignor Giacalone

chiesa.jpgLa notizia di reato è infondata. Così si è espressa la Procura della Repubblica sulla denuncia a carico di Lucas Giacalone e altri in merito al presunto reato di “attività illecita di raccolta e di smaltimento rifiuti” chiedendo al GIP l’archiviazione del caso. La richiesta è stata accolta: i cassonetti gialli di Monsignore possono tornare sulla strade.

Il Pubblico Ministero, stando alle sue considerazioni, ha fatto una netta distinzione fra rifiuti, la cui raccolta può essere effettivamente effettuata solo da chi all’uopo autorizzato, e gli oggetti e gli abiti usati comunque riutilizzabili. Se questi vengono immessi volontariamente dal proprietario in un cassonetto giallo si configura un atto di donazione e non la volontà di gettarli sic et simpliciter.
Ergo non sono rifiuti, ergo raccoglierli per riutilizzarli a fin di bene non è attività illecita di raccolta e smaltimento.

Questa in breve, se l’abbiamo ben interpretata, la ragione che ha indotto la Procura a ritirare e a chiedere l’archiviazione della denuncia a carico di monsignor Lucas Rocco Massimo Giacalone, vicario della Chiesa Ortodossa Bielorussa Eslava Catholica do Rito Bizantino, denuncia sulla base della quale la Polizia Provinciale, a dicembre 2010, aveva posto sotto sequestro quella sessantina di cassonetti gialli distribuiti dalla Chiesa sul territorio del XX Municipio.

La storia

Brevemente ricordiamo che a Luglio 2010 il XX Municipio aveva rilasciato una “concessione permanente di occupazione suolo pubblico al Mons. Giacalone Lucas Rocco Massimo, in qualità di Patriarca Vicario della Chiesa Ortodossa Bielorussa Eslava” per il posizionamento di 17 contenitori per la raccolta di indumenti usati a scopo di beneficenza.

Ma stando a quanto diceva l’AMA, questa autorizzazione non poteva essere concessa in quanto non rientrante nelle competenze di un Municipio. E sempre secondo l’AMA, l’ente autorizzato non possedeva i requisiti richiesti dalla cosiddetta Legge Ronchi per lo smaltimento dei rifiuti intendendosi come tali – questa fu l’interpretazione corrente – anche gli abiti usati. Infine, l’autorizzazione era stata per 17 cassonetti ma sul territorio ne risultavano presenti circa sessanta.

Alla luce di tutto ciò e nel pieno delle polemiche – essendo il caso finito anche sui quotidiani nazionali e sulla TV di Stato – Presidenza e Direzione del XX Municipio, sotto la spinta di un documento approvato all’unanimità dal Consiglio, a cavallo fra il 2010 e il 2011 revocarono la concessione mentre nel frattempo era scattato il provvedimento della Polizia Provinciale. Fin qui la cronaca dei fatti.

Veniamo ad oggi

A distanza di quasi due anni torniamo dunque a parlare della saga dei cassonetti gialli che attirò l’attenzione dell’opinione pubblica anche per la caratura della personaggio coinvolto, Monsignor Giacalone.

In assenza di Monsignore, in questi giorni in ritiro spirituale, abbiamo avuto un lungo colloquio con il Reverendo Nazareno Brugoni, direttore della comunità romana della Chiesa Ortodossa Bielorussa Eslava, che ci ha illustrato l’evoluzione del caso ed i programmi a breve della Chiesa.

L’esordio non è stato dei migliori. Il Reverendo ci ha tenuto a precisare che la campagna mediatica di cui è stata oggetto la sua Chiesa a fine 2010 per il presunto scandalo dei cassonetti le ha procurato un danno d’immagine non indifferente per cui sono state già avviate azioni risarcitorie, quantificate in 500mila euro, a carico di giornali locali e nazionali, on-line o cartacei, che per un verso o per l’altro hanno contribuito a “gonfiare il caso”.

Ma non solo, “anche all’AMA, al TG Lazio ed alla Polizia Provinciale chiederemo i danni” precisa il Reverendo sottolineando di aver inoltre chiesto l’oscuramento dei media on-line o di qualsivoglia sito web nei quali sia ancora possibile trovare gli articoli dell’epoca.

Consapevoli che la nostra testata potrebbe essere nel novero dei destinatari della richiesta, ma con la serenità del cronista che ha solo raccontato i fatti man mano che accadevano, abbiamo comunque chiesto al Reverendo Brugoni di spiegarci l’evoluzione della vicenda, incuriositi peraltro dalla recente comparsa di tre dei famosi cassonetti dinanzi un vasto edificio ubicato in via Cassia 2103, un chilometro circa oltre l’Olgiata.

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A prima vista si nota subito che si tratta di un grande manufatto. Stando infatti ad un bando d’asta di gennaio 2009 per “Liquidazione coatta amministrativa” della società che ne era proprietaria, l’edificio è “di mc 5.180 insistente su terreno di 9.088 mq” e venne messo all’asta “al prezzo minimo di € 5.098.000”. Ma l’asta non venne aggiudicata.

Oggi sul cancello, una targa dice che quella è la sede della Chiesa Ortodossa Bielorussa Eslava.
“Se siamo in questo edificio è grazie ad un fedele, divenutone poi proprietario, che ce l’ha concesso gratuitamente in uso” precisa subito il Reverendo onde fugare ogni dubbio.
E poi aggiunge: “mentre in via Suzzara, a Prima Porta, resta la sede ufficiale della nostra Chiesa, qui in via Cassia, entro la fine di questo mese apriremo una Parrocchia. Ci saranno quattro sacerdoti che officeranno messa e ci metteremo tutti a disposizione della comunità, dei poveri e degli indigenti per dare loro una mano.”

E alla domanda come si concretizzerà la loro azione sul territorio, il Reverendo ci spiega che fra le diverse iniziative in programma il primo a partire sarà un mercatino solidale.
“Abbiamo già ottenuto l’autorizzazione del XX Municipio a fare settimanalmente un ‘mercatino tra persone’ a fin di bene. Chiunque abbia un oggetto da vendere o da barattare potrà farlo qui sul nostro piazzale ogni sabato e domenica. Favoriremo così lo scambio ed i rapporti umani aiutando i bisognosi ad acquistare a pochi soldi quel che altrove comprerebbero a maggior prezzo.”

Ma il progetto più importante è ancora in fieri. “Appena avremo raccolto i fondi necessari qui, in via Cassia 2103, apriremo anche una mensa per i poveri. Daremo un pasto caldo a chiunque ne abbia bisogno, senza distinzione di religione o altro”.

“E a proposito di fondi – sottolinea con vigore – tutte le nostre entrate e tutte le nostre uscite saranno documentate in internet. Vogliamo essere una Chiesa trasparente smentendo così tutte le accuse mosse in passato di essere degli emuli di Totò-truffa” esclama con veemenza, riferendosi velatamente ad un titolo del 2010 di un quotidiano nazionale.
“Un titolo falso ed immeritato – aggiunge – soprattutto se letto alla luce delle considerazioni del Pubblico Ministero che ha dimostrato invece la nostra assoluta buona fede”.

E i cassonetti gialli? Gli chiediamo curiosi facendogli notare i tre che già sono esposti a ridosso del muro di cinta dell’edificio con ancora l’etichetta che riporta la concessione del XX Municipio poi revocata.

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“Quei tre sono su area privata e quindi l’etichetta poco conta” sostiene il Reverendo Brugoni anticipandoci che “visto che siamo liberi di rimetterli, quanto prima posizioneremo un centinaio di cassonetti in tutta Roma. Per quelli nel XX Municipio abbiamo già chiesto l’autorizzazione a Gianni Giacomini, presidente del XX Municipio, che non ce la negherà essendo stato un convinto assertore della nostra buona fede fin dall’inizio”.

E per gli altri quartieri, andrete a chiederla di municipio in municipio? “Per i cassonetti che posizioneremo fuori dal XX chiederemo il nulla-osta direttamente al Sindaco Alemanno. E se non ce la darà, se la vedrà con il giudice” ci risponde sicuro concludendo: “il fatto di cui siamo stati accusati non sussiste. Raccogliere abiti usati dai cittadini e ricavarne denaro per delle buone azioni non è reato!”

Denuncia o non denuncia a nostro carico ci salutiamo con fair-play, dandoci appuntamento all’inaugurazione – impossibile mancare – della prima Parrocchia romana della Chiesa Ortodossa Bielorussa Eslava Catholica do Rito Bizantino, in via Cassia 2103.

Claudio Cafasso

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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8 COMMENTI

  1. La circostanza che il GIp abbia accolto la richeiesta di archiviazione lascia impregiudicata l’eventuale irregolarità amministrativa connessa alla collocazione dei cassonetti della sedicente chiesa, la quale, magari, vorrà usufruire delle agevolazioni IMU.

    Del resto Scientology da anni si batte per essere considerata confessione religiosa, con tutte le positive conseguenze che ne possono derivare
    http://www.repubblica.it/esteri/2012/09/10/news/scientology_setta_star-42254117/

    In altre parole, il fatto che non sussista responsabilità penale non evita l’illiceità amministratia di cassonetti collocati sul suolo pubblico senza valida autorizzazione.

    Una domanda alle nostre reverendissime eccellenze; raccogliete anche lucchetti?

  2. Ma questa “chiesa” paga l’occupazione di suolo pubblico per i luoghi dove sono posizionati i cassonetti?? Essendo un ostacolo sulla strada, sono assicurati?? se ci vado a sbattere con lo scooterone di notte, non avendo dei segnalatori luminosi, chi mi paga , il monsignore ???

  3. Non rimane che affidarsi ad evangeliche mazzate per eliminare i cassonetti.
    Chiesa Ortodossa Bielorussa Eslava Catholica do Rito Bizantino ?
    Maccherobb’è ?
    Ma possibile che qualsiasi è padrone a casa nostra ?

  4. Hanno chiesto una nuova autorizzazione a Giacomini, che non la negherà?
    Andrà a finire come l’altra volta: i cassonetti presenti sul territorio erano molti, molti di più rispetto a quelli autorizzati.
    Come ha scritto bene Carlo maria Mosco, il fatto che non sia stato ravvisato reato, non significa che non ci siano irregolarità e vizi sotto il profilo amministrativo!

  5. …. quindi chiunque faccia richiesta di occupazione suolo può raccogliere, con appositi contenitori, abiti usati… ???? EVVIVA !!! La “rebubblica delle banane XX Municipio” ne combina un’altra delle sue… !!!!

  6. Dott. Giacomini Le chiedo Ufficialmente davanti al popolo del WEB ; il territorio di VALLE MURICANA ha bisogno di due cassoni scarrabili per il contenimento delle potature .
    Diverso tempo fa abbiamo avuto un incontro Improduttivo con l’attuale responsabile AMA , il quale si e’ Limitato a dire che la norma non lo prevede.
    L’autorizzazione alla raccolta di tutti i rifiuti solidi urbani e’ concessa solo all’AMA quindi e’ doveroso da parte Sua occuparsi anche del decoro e dellla sicurezza , attualmente l’incivilta e l’impossibilita dello smaltimento per servizi carenti produce uno spettacolo da terzo mondo .
    Avendo molti terreni disponibili vorremmo che fossero utilizzati in maniera Salomonica per venire incontro ad uno dei tanti problemi che soffoca il nostro quartiere.
    Le ricordo ancora che tra via Civenna e via Dolzago un certo numero di cassonetti occupano il marciapiede adiacente alla fermata autobus , questo luogo sta diventando una mini discarica a cielo aperto facendo vivere ai residenti un disagio enorme e continui litigi con persone maleducate provenienti anche dai centri urbani adiacenti .
    Avendo sposato pienamente di curare il territorio dove attualmente abito , essendoci adoperati come Comitato di Quartiere Karol Wojtyla per incontri risolutivi con le varie commissioni e’ improrogabile una sua decisione mi auguro che questo avvenga prima che Lei decida di ricollocare i Cassonetti Gialli vincolati da interessi Privati e non di rilevanza pubblica .
    Dimenticavo i marciapiedi di valle Muricana vanno puliti come a collina Flemig , San Godenzo, Ponte Milvio , Olgiata , Cesano .
    Informative di quartiere
    Le chiese sono ricettacoli d’indumenti usati e svolgono con discrezione tale attivita’ , ridistribuendo secondo necessita’ in maniera capillare e Nobilitando questo modello di solidarieta’ gratuita .
    Don Stefano ex parroco di Prima Porta (chiesa S. Alfonso ) da pochi anni ha messo in piedi un luogo all’interno della sua struttura (la Cappelletta) che potesse accogliere i fedeli di origine Ortodosso creando un punto di riferimento propositivo e di di dialogo.

    I nuovi parroci Cristiani, inviati , molti sono Extracomunitari quindi c’e un processo in atto per aiutare un processo di aggregazione .
    Quello che manca e’ la POLITICA quella VERA.

  7. Articolo molo interessante, grazie redazione.
    Io abito a Prima Porta e non conoscevo queste persone, ma alcuni amici mi hanno detto che questi nomi hanno comunque una storia importante per Roma e per la nostra circoscrizione.
    Allora ho voluto fare una ricerca su google mettendo i nomi che sono stati citati nell’intervista.
    Avevano ragione i miei amici.
    Erik

  8. Come al solito tranne un paio di commenti sono tutti denigratori … come al solito ci si scaglia contro i deboli e si spara contro la croce rossa…

    Come al solito in Italia stiamo assistendo al classico “fare i forti con i deboli, e i deboli con i forti” chissà se i vari commentatori avrebbero la stessa sollecitudine a sputtanare i vari Papi e cardinali della chiesa cattolica. Sarei molto curioso di vedere…

    Magari saranno a favore dei Mussulmani come al solito…

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