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Movida, Ponte Milvio o Piazza Cavour?

movida.jpgPiazza Ponte Milvio, cui spetta il titolo di piazza d’onore della movida, ha da poco una seria rivale. A strapparglielo ci sta provando Piazza Cavour, diventata punto di ritrovo per molti ragazzi provenienti dai più disparati quartieri romani, in tanti anche da Roma Nord. Il classico “ci vediamo a Ponte” sembra ormai essere stato sostituito con un la frase “ci vediamo a Piazza Cavour”. O meglio, alla nuova Piazza Cavour, che dopo lunghi e tormentati lavori ora ha assunto un nuovo look.

Non c’è più la storica rotatoria e tutta la viabilità del quartiere è stata modificata. Prato all’inglese ben curato (durerà?), decine di panchine, una suggestiva illuminazione a led ed un parcheggio sotterraneo abbastanza costoso rispetto a quello all’aperto di Ponte Milvio, ma con centinaia di posti: sono queste le caratteristiche della nuova Piazza Cavour.

Piazza che è appunto diventata nel corso degli ultimi mesi un grande punto di ritrovo per i giovani della Capitale. Basta andare a fare un giro il sabato sera per rendersi conto della dimensione del fenomeno. Centinaia di ragazzi popolano la rinnovata Piazza in ogni angolo. E se la maggioranza di essi sono studenti delle scuole della zona Prati, sempre più sono anche i giovani che sciamano da Roma Nord ed anche oltre.

Come accade a Ponte Milvio, anche si tende a lasciare i propri mezzi, motorini e minicar, ovunque. Ed anche qui sono aumentati i controlli delle Forze dell’Ordine a causa del gran numero di giovani che puntuali si presentano ogni sera del fine settimana.

Ma perché Piazza Cavour è diventata così attrattiva? Quali sono i motivi che spingono i ragazzi a venire qui il sabato sera abbandonando Ponte Milvio?

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Le ragioni sono tante. Sicuramente un ruolo chiave è giocato dal cinema Adriano, uno dei più grandi e famosi di Roma. Molti giovani stanno tornando al gusto dell’andare al cinema, favoriti dalle multisale e dalla possibilità di scegliere tra tante pellicole diverse.

Rispetto poi a Ponte Milvio, dove si è costretti a stare in piedi tutto il tempo se non si entra in qualche locale, qui, grazie alle numerose panchine, è più facile e comodo parlare e stare insieme. La presenza di alcuni bar e gelaterie aiuta poi ad attirare ancora più persone. E da non trascurare, infine, è la posizione della Piazza: siamo a pochi passi dal centro della Capitale e vicinissimi a Via Cola di Rienzo.

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Il resto lo fa la moda. È chiaro che i giovanissimi sono portati a seguire ciò che fanno quelli più grandi. La tendenza dunque è destinata a crescere.

Intendiamoci, tutto questo non significa che a Ponte Milvio ci siano ora poche persone, ma certamente meno rispetto al passato. Basta spostarsi nel corso della stessa sera da una piazza all’altra per notare la differenza.

Se da un lato ne gioiranno i residenti di Ponte Milvio dall’altro il fenomeno non può non preoccupare i gestori dei tanti locali di ponte mollo: i giovani, oltre alle macchinette e ai motorini, muovono anche denaro, una parte del quale pare aver preso la via verso il quartiere Prati.

Nicolò Bufalini

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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8 COMMENTI

  1. A leggere quest’articolo sembra che la piazza rimessa a nuovo a spese della comunità sia diventata un bel punto di aggregazione, e la cosa va benissimo, è importante è che tutti tengano al bene comune, ma come dice l’articolista, quanto durerà??? A leggere quest’altro articolo, sembra che sia finito ancor prima di iniziare, e se continuasse così, la bella e rinnovata piazza Cavour avrà vita breve. L’unica cosa che mi spiace è che, visti i tempi prossimi alle elezioni, le forze dell’ordine non useranno le maniere forti con queste nuove (de)generazioni. http://www.iovivoaroma.it/notizie-de-attualita/roma-maxi-rissa-tra-giovani-a-piazza-cavour-organizzata-su-facebook.htm

  2. Forse si tratta di “cinghiamattanze” o più semplicemente di manifestazioni care ai politici del “tanto peggio-tanto meglio” (nel senso: meglio per i politici che si prendono le tangenti su ogni opera pubblica-peggio per i cittadini che pagano lavori e manutenzioni).

  3. Non credo sia il cinema. Penso che si siano accorti che qui non c’e’ spazio per sedersi, non c’e’ un prato manco a pagarlo, e soprattutto non c’e’ NULLA intorno al piazzale. Arrivano qua, si fanno rapinare nei locali, fanno due passi e trovano solo il mortorio del flaminio, l’allegro viadotto di corso francia, il deserto di via cassia, il silenzio della farnesina. Fanno due passi e tornano sul piazzale. Alla fine ti rompi, no?

  4. Magari tornasse la vecchia e cara ponte milvio, dove potevi fare due passi senza inciampare in una bancarella o in un suv parcheggiato in tripla fila.

  5. Ecco spiegata l’ora e mezza passata sabato scorso per trovare parcheggio in zona prati! Non essendo passato per Piazza Cavour (dove tanto non parcheggerei per via del costo fuori misura del parcheggione…almeno per quanto mi riguarda XD) non mi ero accorto della mandria. Beh, tanto lì vicino c’è piazza risorgimento, 200 gradi (paninaro) il gelataio nonsocomesichiama sempre di piazza risorgimento ecc.ecc. E’ una naturale evoluzione delle cose: vengono, mangiano, se ne vanno (cit. Bug’s Life) appena saranno finite le risorse (prato all’inglese) passeranno ad una nuova zona XD

  6. I tempi cambiano, qualcosa di bello viene fatto come piazza Cavour ,mentre altre cose le rimpiangeremo come la cara vecchia ponte milvio che secondo me in una visone molto sentimentale e romantica deve il suo declino nn tanto alla nascita di altre soluzioni bensì Alla perdita della sua vera natura, come ritrovo di artisti di innamorati di amici di bancarelle…tutto questo perso per una logica del soldo che ha tolto la poesia vera calamit per gente di tutte le età e razze.

  7. beh…se poi deve finire in rissa…vedi notizia di qualche giorno fa…meglio che che la facciano nel nuovo ritrovo….dove forse c’e’ anche meno residenti e piu’ uffici…come dire se fai baccano non disturbi come qui a ponte milvio

  8. Per il breve periodo, come residente del Flaminio, spero vivamente che la “movida” migri lontano da P. Milvio e dintorni. Per il medio lungo, spero anche che cresca il dibattito sulla movida stessa, come indice del degrado della povertà d’obbiettivi che caratterizza chi la mette in atto.

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