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Lucchetti Ponte Milvio, da 3msc a 3mq

catasta-lucchetti-120.jpgDa tre metri sopra il cielo a tre metri quadri in un parcheggio. Fine ingloriosa di una moda. Resta infatti indefinita la destinazione delle migliaia di lucchetti rimossi da Ponte Milvio ed attualmente coperti ed accatastati nel parcheggio del XX Municipio. Benché il fatto interessi ben poco i romani e tanto meno i residenti del XX Municipio, il tema è approdato nell’aula del parlamentino di via Flaminia 872 impegnando per oltre un’ora i consiglieri senza un nulla di fatto. Per ora resteranno lì, all’ombra di un ampio albero occupando un posto auto dei pochi già presenti.

Si è infatti dibattuta, nella seduta di lunedì 17 settembre, una proposta del consigliere PD Alessandro Cozza che chiedeva di venderli e col ricavato acquistare due defibrillatori da donare alla Croce Rossa.

“Impegnare dei fondi pubblici per istituire un polo museale ad hoc è una scelta inappropriata – ha sostenuto Cozza – i lucchetti, andranno sicuramente a deteriorarsi prima che gli venga trovata una nuova sistemazione. Vendendoli per fare questa donazione alla CRI si farebbe un’opera meritoria”.  Insomma, ora sì che i lucchetti avrebbero fatto veramente del bene al cuore era lo spirito del proponente, non condiviso però dalla maggioranza.

“Non sono d’accordo – ha esordito il presidente Gianni Giacomini – è una questione di rispetto verso le migliaia di ragazzi che li hanno messi. Non vanno gettati ma preservati a futura memoria. Il problema è nelle mani del Sovrintendente capitolino ai Beni Culturali, Broccoli, è lui che deve decidere” ha affermato citando una lettera che quest’ultimo gli ha inviato comunicandogli di aver trovato una soluzione “di concerto con lo scrittore Moccia”.
Quindi vanno lasciati lì dove ora si trovano, in attesa dell’illuminante decisione.

catasta-lucchetti-1.jpg

“Avevo molto apprezzato l’idea del Sindaco di spostarli sotto Ponte Milvio, nell’enclave della sponda del Tevere subito ribattezzata “la piazzetta dell’amore”, peccato che l’idea sia stata abbandonata”. Così si è espresso il vicepresidente e assessore alla cultura Marco Perina che, sottolineando – a suo dire – che la rimozione dei lucchetti è avvenuta senza tutti i crismi legali ed amministrativi e rifiutando in ogni modo l’idea di venderli, ha lanciato la proposta di indire un “concorso di idee per chiedere ad artisti e scultori un progetto di riutilizzo degli stessi”.

“Assolutamente impossibile venderli”. Lo ha sostenuto infine il consigliere PdL Giorgio Mori, di professione avvocato, citando l’articolo 927 e successivi del codice civile. “Gli “oggetti trovati” diventano proprietà di chi li ha rinvenuti solo dopo un anno dal fatto, oggi quindi non sono nella disponibilità dell’amministrazione pubblica” ha dichiarato all’aula senza risparmiare una battuta all’opposizione: “il PD vuole venderli per comprare un defibrillatore? Forse ne ha bisogno il PD stesso visto il batticuore che questo argomento sta causando ai consiglieri democratici!”

La proposta di Cozza è stata quindi bocciata per alzata di mano nonostante la difesa finale ad opera del capogruppo PD Daniele Torquati. I lucchetti, quelli tolti, resteranno ancora parcheggiati alle spalle del Municipio mentre nel frattempo su Ponte Milvio ne fioriscono già di nuovi.

La rimozione ha acceso infatti la voglia di trasgressione. Spariti i venditori abusivi di ferraglia e pennarelli, sul Ponte si aggirano ora “spacciatori” di lucchetti che con fare indifferente propongono alle giovani coppie di passaggio l’acquisto proibito. E sono in tanti a cedere alla tentazione. Un click e via di corsa, per non essere visti. A distanza di una settimana dalla rimozione di massa sono già decine quelli nuovi e fiammanti che pendono dai monconi dei vecchi stendini.

Claudio Cafasso

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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36 COMMENTI

  1. Alla fattispecie potrebbe trovare applicazione l’art. 923 c.c., relativo alle cd. res derelictae che dispone che “le cose mobili che non sono di proprietà di alcuno si acquistano con l’occupazione”.
    Non credo infatti che sia possibile accertare il reale proprietario di una cosa che non presenta caratteri di distinguibilità.

    Accogliere la tesi opposta significa dover accettare conseguenze paradossali e, a mio parere, aberranti; oggetti dannosi per i beni pubblici (per il decoro e per l’integrità) e per l’incolumità dei cittadini (ricorderete il crollo di un lampione) diventerebbero meritevoli di tutela come se fossero beni artistici!

    Non si vede allora perché altri oggetti non debbano beneficiare della stessa tutela.
    Ad es. i manifesti abusivi (peratro facilmente riconducibili al proprietario), dopo la rimozione, non potrebbero essere macerati o riciclati se non a seguito del decorso di un anno dalla pubblicazione nell’albo pretorio del Comune da parte del Sindaco della loro consegna allo stesso.
    Non si può seriamente sotenere questo.

    Pertanto vendeteli, regalateli, ma togliete di mezzo questi ignobili lucchetti!
    Questa gioventù bruciata va educata.
    Se i giovincelli non sono in grado di aspirare a obiettivi ambiziosi per la propria persona, che siano educati a perseguire obiettivi ambiziosi per la nazione!

  2. …BRAVO Carlo Maria!!!… la gioventù bruciata va educata… questi giovincelli di 12/13 anni vanno puniti severamente!!!… che imparino ad aspirare ad obiettivi più ambiziosi…. ma cosè questo “amore”, questo stupido sentimentalismo, queste futili promesse giovanili… BASTA!!!! Ci vorrebbe qualche centro di rieducazione stile Guantanamo o un bel Gulag per insegnargli come ci si comporta….!!!!!

  3. Oggetti trovati? I lucchetti non sono cose trovate, perche’ non sono cose smarrite.

    Cosa smarrita è la cosa mobile avente un valore che sia stata involontariamente perduta dal proprietario, e costui ignori il luogo dove essa si trovi: cioe’ il proprietario non ha rinunciato alla proprieta’. E c’e’ l’invenzione, con le norme del codice citate.

    I lucchetti sono cose abbandonate: quindi res nullius in quanto il proprietario si libera del possesso della cosa con l’intenzione di rinunciare alla proprieta’.

    O forse l’avvocato di professione vuol sostenere che i lucchetti sono stati persi involontariamente??

  4. E se invece con il ricavato ci piantassero tante rose per quanti sono i lucchetti a tappezzare il lungotevere milvio un una sorta di parco dell’amore?

  5. No, no, no, Carlo, sei troppo intelligente per sostenere queste argomentazioni.
    Ed allora secondo me sei solo viziato da un po’ di pregiudizio politico.
    Ti conosco, Ti stimo e speravo che non fossi proprio Tu ad entrare in questa discussione forense che può essere fatta, ma solo per SCHERZO … (ricordiamolo sempre)
    Altrimenti dovremmo vergognarci a guardare in faccia i cittadini.
    Ed io sinceramente da tempo tengo lo sguardo molto basso …
    L’analogia con i manifesti, secondo me, è inaccettabile, in quanto questi seguono il percorso dei rifiuti (vedi vicenda cassonetti gialli) e dunque non seguono il percorso dell’ “invenzione”, secondo me applicabile invece in questa fattispecie, dove i lucchetti non possono essere considerati rifiuti, in quanto mai sono stati abbandonati al fine di “perimento”.
    Non corrisponde poi al vero che per i lucchetti NON “sia possibile accertare il reale proprietario di una cosa che non presenta caratteri di distinguibilità.” in quanto proprio essi hanno il carattere di distinguibilità nelle firme degli amanti.
    E comunque il codice civile non prevede l’accertamento della proprietà del bene, ma semmai la rivendicazione del bene. (dunque ancora possibile realisticamente)
    I lucchettari, in senso astratto, potrebbero addirittura riferirsi ad un affidamento in loro indotto dalla tolleranza avuta dall’amministrazione in questi anni.
    Se l’amministrazione non sanziona, insomma, può legittimare, nel lungo termine, ad un comportamento reiterato e diffuso.
    In realtà però la redazione, nell’ottimo articolo, non ha citato una mia precisazione sull’analogia (a mio parere troppo frettolosamente fatta dal PD) con le monetine di Fontana di Trevi, che, seppur “bene” molto diverso dai lucchetti, sono stati oggetto di delibera o ordinanza del Comune a favore della Caritas. (insomma c’è stata una fase di acquisizione al Patrimonio o Confisca) e successiva assegnazione ad un ente di carità. Qui non c’è nulla. Perchè secondo me non è nemmeno fattibile in tempi rapidi.
    Infine il defribillatore … secondo me, in realtà dovrebbe essere applicato al PD, che non riesce più ad andare avanti …
    Ma questa vicenda è solo un brutto scherzo.
    Ed ora viene in mente solo una battuta “AVANTI IL PROSSIMO”.
    Chi avrà la prossima idea geniale sui lucchetti … ?
    Io temo di saperlo… 🙂
    G.Mori

  6. La cosa più agghiacciante di questa vicenda (oltre alla solita mielosità parecchio ripugnante di Giacomini) è il venire a sapere che il Sovrintendente capitolino ai Beni Culturali (colui che ha “il problema nelle mani”), scrive una lettera al Presidente del Municipio comunicandogli di aver trovato una soluzione “di concerto con lo scrittore Moccia”…. Abbiamo superato ogni limite di decenza.

    Comunque sia, trovo buona l’idea del Cons. Cozza di destinare i proventi della vendita della ferraglia a opere di bene. Se il vuoto normativo evidenziato dal Cons. Mori fosse confermato dall’Avvocatura, si proceda per colmarlo con apposita Deliberazione od Ordinanza (come per Fontana di Trevi), ossia con atti che rientrano pienamente nel potere dei Consiglieri e del Sindaco, che sono stati eletti per far questo e non per perdere tempo a litigare o a farsi “dispetti d’Aula”. Sarà anche un problema di serie B, ma che si risolva. Almeno questo!

    PS: Cons. Mori, perché tutta questa gratuita e reiterata ironia sui defibrillatori? Non la trova inopportuna? Non glielo auguro di certo, ma se dovesse perdere un genitore, un fratello o un figlio “perché non c’era un defibrillatore nelle vicinanze” immagino che avrebbe un atteggiamento più serio (e forse si taglierebbe la mano che ha alzato per votare contro).

  7. Caro Giorgio,
    accolgo il tuo gioco “giuridico” e rilancio la posta.

    Se è palese l’altruità dei lucchetti, la loro rimozione non configura forse il reato di furto la condotta degli autori e dei mandanti la rimozione dato che “chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a euro 516” (art. 624 c.p.)?
    Magari con l’aggravante di cui all’art. 625, quando è usata “violenza sulle cose”, visto che sono state usate delle belle cesoie?

    Oppure ricorre l’art. 635 per il quale “chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 309”?

    Oppure bisogna cambiare direzione e, dato che l’identità dei “lucchettari” sarebbe facilmente accertabile, punire questi ai sensi dell’art. 733 per il quale colui che “distrugge, deteriora o comunque danneggia un monumento o un’altra cosa propria di cui gli sia noto il rilevante pregio, è punito, se dal fatto deriva un nocumento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale, con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda non inferiore a euro 2.065”?

    E in tal caso, non potrebbe aver luogo il sequestro di cui all’art. 253 c.p.p., costituendo i lucchetti un evidente corpo del reato?

    Incriminare i giovincelli non è opportuno, , siamo d’accordo, anche perché, dato il numero dei lucchetti, finirebbe per rendersi necessario un indulto o un’amnistia per liberare le carceri….
    Però neppure il plauso per questo ciarpame, per cortesia.

    Ma sai, sto diventando vecchio, e sogno un’Italia con altri orizzonti.
    Poco tempo fa ho visto un’intervista a un sociologo francese che contrapponeva l’ideale della gioventù francese del 1968, che voleva cambiare il mondo, all’ideale della gioventù moderna, che vuole consumare il mondo.

    Sinceramente ciò mi rattrista, e non posso accettare che gli adulti di oggi esaltino le fantasie e i deliri infantili degli adolescenti di oggi, sempre pronti ad azioni banali perché possiedono pensieri banali.

    In questo modo essi perdono la loro dignità, perdono la speranza di un futuro migliore (che si costruisce con la fatica e con il sudore), disperdono le loro potenzialità, e di essi resta attivo soltanto, come rilevava il sociologo, il loro tubo digerente.
    Che spreco…

  8. Pietro, il tuo ragionamento giuridico è perfetto, ma l’art. 927 c.c. si occupa di definire i comportamenti di “chi ritrova” una cosa mobile, non della condizione della cosa stessa. E non puoi certo dire che “I lucchetti sono cose abbandonate: quindi res nullius in quanto il proprietario si libera del possesso della cosa con l’intenzione di rinunciare alla proprieta’.”, in quanto non vi rinuncia per nulla, tanto che ne afferma la proprietà con l’intestazione sopra e la vincola con serratura ad un luogo fisso.
    Carlo, stasera mi è pure venuto in mente un ulteriore elemento.
    La chiave è addirittura l’elemento identificativo della proprietà, in quanto solo il proprietario la possiede e (con quasi matematica certezza) è l’unico che ne può effettivamente rivendicare la proprietà.
    Paolo, al solito prevenuto e provocatore con me.
    1. Non c’è nessun vuoto normativo. C’è solo vuoto di opposizione.
    2. Non sono atti che rientrano nei poteri dei consiglieri e dei sindaci.
    3. Chi ti ha detto che non mi sia successo… ?
    Quest’ultima Tua considerazione sui defribillatori (estremamente superficiale), rileva la profonda differenza mentale tra me e Te. Se anche una vicenda politica avesse avuto rilievo nella mia vita personale, io cercherei di distinguere la scelta personale da quella politica ed è esattamente quello che peraltro fanno tutti gli avvocati che esercitano la vita politica ad ogni livello.
    La mattina magari difendono il reo e il pomeriggio votano una norma per aggraverne le sanzioni.
    E poi Te lo dico per l’ennesima volta. Non cercare sempre di darmi lezioni.
    Da Te non le prendo !
    Carlo, Tu invece hai raddoppiato, ma secondo me hai fatto proprio “scacco matto” con quest’ultimo commento.
    Io non sono in grado di contestare quest’ultima Tua argomentazione.
    Chi ha rimosso i lucchetti, con quale legittimazione giuridica lo ha fatto?
    Vediamo se qualcuno è in grado di rispondere.
    G.Mori

  9. Non credo proprio. La condizione di chi ritrova dipende dalla fattispecie cui e’ assoggettabile il bene. Non si tratta di oggetto smarrito quindi nessun art. 927. Casomai sarebbe furto, ma siccome si tratta di oggetti che deturpano, vanno trattati come i cartelli attaccati ai semafori. Non ho mai sentito una polemica tanto sterile e pretestuosa, comunque.

  10. Ma se sono oggetti che deturpano, perchè l’amministrazione ha voluto realizzare le strutture su cui sono stati posti per anni, ingenerando un’aspettativa a chi voleva collocarceli … ?
    Tu dici: ” Non ho mai sentito una polemica tanto sterile e pretestuosa”.
    Bartolo da Sassoferrato, grande giurista medievale, riprendendo il diritto romano distingueva il caso di abbandono di un libro nel mare.
    se il libro era stato gettato in mare clausum et involutum (chiuso e intonso), significa che il proprietario non aveva intenzione di spogliarsene, e quindi non si tratta di res derelicta; se il libro era stato gettato in mare apertum (aperto), cioè spiegazzato, allora il proprietario voleva disfarsene.
    Quindi non bastava l’elemento materiale (spossessamento), ma anche l’elemento spirituale (animus derelinquendi), l’intento di abbandonare il bene, e Tu sei ben lungi dall’averlo dimostrato, secondo me.
    La polemica sterile e pretestuosa, come la definisci Tu, per il nostro popolo, un tempo, era invece la linfa culturale-giuridica.
    G.Mori

  11. Mori, sta bene? Tutta sta canizza solo per averle chiesto se non fosse inopportuna la sua reiterata ironia sui defibrillatori?!
    Ah, ora ricordo. Lei (lei non tu) ce l’ha ancora con me perchè tempo fa le ho ricordato di non aver mantenuto la promessa (fatta qui su VCB) di darci chiarimenti in merito al suo coinvolgimento in Parentopoli all’Atac, sempre stando a quanto riportato qualche tempo fa dal Corriere della Sera (stavolta le risparmio il link)! Ecco perchè tutta questa acredine, questo smodato nervosismo! E vabbé, sopporterò anche questo, l’importante è che lei stia bene.

    Un paio di cose rispetto alle sue risposte numerate:
    1) Ma lei davvero pensa che un Sindaco non possa emettere un’Ordinanza e un Consiglio non possa deliberare??? Perché è questo quello che lei ha detto! Ah, ok, le era andato il sangue alla testa… (almeno spero)
    2) Non c’è nessun “vuoto”? Quindi esiste una norma che permette alle autorità di eliminare quella ferraglia senza troppi indugi e magari di venderla e destinare il ricavato in beneficenza? Interessante! Allora perché fa questo “giochino giuridico”? Comunque, queste sono le sue parole: “…monetine di Fontana di Trevi (…) sono stati oggetto di delibera o ordinanza del Comune a favore della Caritas (…) Qui non c’è nulla” Dice bene Mori, non c’è nulla, non c’è una norma specifica al riguardo. Che si faccia!

    A proposito del giochino giuridico”: come fa a non potersi considerare abbandonato un lucchetto la cui chiave è stata intenzionalmente gettata in un fiume (quindi irrecuperabile)?

    saluti

  12. …bene, ne sono felice.
    Quello che è lei invece ancora non mi è molto chiaro; ciò mi rammarica, ma debbo prendere atto che elude nuovamente…
    Se io fossi un rappresentante del popolo e il mio nome venisse associato a fatti e comportamenti cui so di essere estraneo, sarebbe mia premura fare al più presto chiarezza, soprattutto se il mio partito fosse nell’occhio del ciclone – anche a livello locale – per l’ennesima brutta pagina di malapolitica e sperpero di denaro pubblico.
    In conclusione, ha ragione lei, siamo profondamente diversi.
    La saluto.
    Ps: complimenti per l’uso del tu/lei e delle maiuscole. L’educazione, prima di tutto…

  13. Trovo incredibile che Broccoli si consulti con Moccia per trovare un posto ai lucchetti. Ma chi è Moccia: uno che si è apprpriato di una storia di un conoscente e ci ha fatto i soldi. Ora senza di Lui c’è il panico. Bravo Presidente, bravi chi appoggia la rimozione. L’amore vero poi non ha lucchetti ne catene: quando finisce Amen. Chiudiamo il ponte la notte se l’amministrazione non è capace di controllarlo dai vandali, spacciatori e extracomunitari venditori. E che i vigili tornino a a camminare per le strade a pattugliare: mai li ho visti per esempio sul ponte: forse non sanno dove passa la linea che divide il XX Municipio dal II Municipi e quindi nel dubbio meglio restare in piazza, e per non sbagliarsi hanno chiuso più di un occhio a lasciare i Bangladesh a vendere i lucchetti.

  14. Senza l’imbratto dei lucchetti il Ponte ha ritrovato la sua bellezza, il suo decoro, e la sua dignità. Difendetela da atti vandalici perfavore, il ché include mucchi di metallo accatastati a mucchi.

  15. La citta di Venezia ha disposto l’irrogazione di una sanzione di 50 euro per tali vandali (http://www.style.it/lifestyle/delicious/2011/02/10/lucchetti-dell-amore-proibiti-a-venezia.aspx) ritenendo violato l’art. 13 del Regolamento di polizia urbana ai sensi del quale “è proibito danneggiare, deturpare, imbrattare con scritti, affissioni, disegni e macchie gli edifici pubblici e privati, i monumenti, i muri in genere, le panchine, le carreggiate, i marciapiedi, i parapetti dei ponti, gli alberi e qualsiasi altro manufatto”.

    A riguardo, il regolamento di polizia urbana di Roma Capitale, all’art. 19 rubricato Tutela di monumenti ed edifici, dispone che “è vietato deturpare, danneggiare, imbrattare comunque anche con manifesti affissi in periodo di propaganda elettorale i monumenti, le chiese, gli edifici pubblici e privati riconosciuti di pubblico interesse artistico od archeologico, le mura, gli avanzi archeologici, i parapetti e i recinti relativi, le fontane, i sedili, i fanali, le cancellate, le inferriate e qualunque manufatto ad essi pertinente. (*)
    (*) vedi art.663 c.p. e art.5 legge 11 giugno 1992, n.778 e successive modifiche”

    L’art. 663 del codice penale (Vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni), dispone che “Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico vende o distribuisce o mette comunque in circolazione scritti o disegni, senza avere ottenuto l’autorizzazione richiesta dalla legge, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309.
    Alla stessa sanzione soggiace chiunque, senza licenza dell’autorità o senza osservarne le prescrizioni, in un luogo pubblico aperto o esposto al pubblico, affigge scritti o disegni, o fa uso di mezzi luminosi o acustici per comunicazioni al pubblico, o comunque colloca iscrizioni o disegni.
    Le disposizioni dei commi 1 e 2 non si applicano all’affissione di scritti o disegni fuori dai luoghi destinati dall’autorità competente”.

    Ai sensi dell’art. 60 del regolamento di polizia urbana di Roma Capitale “Le contravvenzioni alle norme del presente Regolamento sono punite con l’ammenda (*) prevista dall’art. 106 (**) della legge Comunale e Provinciale, approvata con R.D. 3 marzo 1934 n. 383 (**), salve le diverse o maggiori pene previste dal Codice Penale o da altre leggi o regolamenti generali e
    speciali che risultino violate dall’atto contravvenzionale.
    (*) Ora “sanzione amministrativa”
    (**) Legge abrogata dall’art.274 del D.lgs 28/8/2000 n.267 T.U.E.L. – Ai sensi degli artt.3 e 7 del medesimo decreto è stata approvata la Deliberazione del C.C. n.81 del 6/9/2001 “Regolamento per l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni a disposizioni contenute in provvedimenti comunali in assenza di previsioni di legge e regolamenti”.

    Ai sensi dell’art. 3 del suddetto regolamento n. 81/2001, “le sanzioni amministrative pecuniarie da prevedere nei regolamenti comunali per le
    contravvenzioni alle disposizioni ivi contenute sono stabilite in misura non inferiore a L. 12.000 pari ad Euro 6 e non superiore a L. 20.000.000 pari ad Euro 10.329.
    Nella stessa misura sono punite le contravvenzioni alle ordinanze emesse dal Sindaco ai sensi degli articoli 50 e 54 del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
    Nei casi in cui nei predetti provvedimenti non sia espressamente indicato
    l’ammontare della sanzione, il limite massimo della sanzione amministrativa pecuniaria, non può per ciascuna violazione superare il decuplo del minimo fissato dalla legge ed indicato al comma 1 del presente articolo”.

    Tornando a noi dopo questo sproloquio di norme e venendo al punto, la sanzione comminabile ammonta da un minimo di euro 6,00 (sei) a un massimo di euro 60 (sessanta).

    Le norme ci sono, come al solito il problema consiste nella volontà di applicarle…
    che infatti non c’è ….
    Panem e circenses… è crollata Roma imperiale, figuriamoci questa terza repubblichina….

  16. Lì a ponte Milvio c’era anche il mio lucchetto!
    Proporrei al presidente del XX di far votare l’idea di creare un ufficio “lucchetti smarriti” però ….per favore ….. a consegnare l’oggetto a coloro che rivendicano il ricordo del proprio amore tagliato a colpi di cesoia, vorrei fosse proprio giacomini e mi piacerebbe che ad ogni consegna di lucchetto si sentisse un sonoro “Scusi”. Direi che potrebbe essere una buona idea essendo abbastanza vicino il periodo delle elezioni; se vuole potremmo chiamare qualche giornalista per rendere tutto piu’ altisonante. perchè perdere tempo con la miriade di problemi che assalgono il XX?
    Ho notato che al presidente del municipio gli sta così a “cuore” il proprio cittadino che … ha conservato tanti bei chiletti di cuoricini sotto un grande albero e proprio nel cortile del XX; per tenerli vicini vicini ….. è commovente la sua dedizione!

  17. @ Fernando, mi scusi se glielo dico,ma Lei è una delle tante persone incivili che si sono fatte prendere da una moda del momento. Quello che mi spiace è che Lei è convinto di ciò che dice : io, Lei, Giacomini e tutti gli altri non rappresentiamo nulla di fronte alla storia millenaria di Roma. Lei vuole le scuse?? le consiglio di contrirsi e rendersi conto dell’errore, e conseguentemente chiedere Lei scusa alla storia di questa città.

    p.s. : capisco che non riesce a pentirsi, e rimando già al mittente l’eventuale vaffa.
    Buona giornata

  18. Professore Paolo, ma perchè continua ad attaccare personalmente il consigliere Mori?
    Lo conosce ? Le ha fatto qualcosa ?
    Tutto questo astio personale non è spiegabile.
    Anche perchè è uno dei pochi non asserviti alla linea del “pensiero
    unico” ricorrente nel PDL del Municipio. E’ molto strano (per non dire…. sospetto….)

  19. Decio Meridio, il suo intervento è alquanto sospetto 🙂
    Lei dice che io avrei attaccato Mori… Io invece direi che è successo il contrario e glielo dimostro semplicemente riportando la (piccola) parte in cui mi rivolgo a Mori nel mio primo intervento e poi la abbastanza sorprendente replica del Consigliere.

    ps: il fatto che Mori non sia allineato può farmi piacere, ma io qui scrivo quello che penso, senza pregiudizi e senza bilancini. Mi è capitato di plaudire ad azioni e parole di Ariola, Torquati, Pica, Scipioni, Cozza, Antonini e altri (tra cui anche Mori, prima che mi si stranisse per la vicenda Parentopoli). Allo stesso modo mi sento libero di criticare l’uno o l’altro a seconda di quanto dice o fa.

    Di seguito riporto gli interventi, come promesso. Faccia un po’ lei..

    Prof. Paolo: Cons. Mori, perché tutta questa gratuita e reiterata ironia sui defibrillatori? Non la trova inopportuna? Non glielo auguro di certo, ma se dovesse perdere un genitore, un fratello o un figlio “perché non c’era un defibrillatore nelle vicinanze” immagino che avrebbe un atteggiamento più serio (e forse si taglierebbe la mano che ha alzato per votare contro).

    G. Mori: Paolo, al solito prevenuto e provocatore con me.
    1. Non c’è nessun vuoto normativo. C’è solo vuoto di opposizione.
    2. Non sono atti che rientrano nei poteri dei consiglieri e dei sindaci.
    3. Chi ti ha detto che non mi sia successo… ?
    Quest’ultima Tua considerazione sui defribillatori (estremamente superficiale), rileva la profonda differenza mentale tra me e Te. Se anche una vicenda politica avesse avuto rilievo nella mia vita personale, io cercherei di distinguere la scelta personale da quella politica ed è esattamente quello che peraltro fanno tutti gli avvocati che esercitano la vita politica ad ogni livello.
    La mattina magari difendono il reo e il pomeriggio votano una norma per aggraverne le sanzioni.
    E poi Te lo dico per l’ennesima volta. Non cercare sempre di darmi lezioni.
    Da Te non le prendo !

  20. Prof. Paolo, tutte le volte che lei non riesce a confrontarsi con
    qualcuno e in particolare con Mori lei ricorre all’insulto,
    all’attacco personale o alla dilazione giornalistica.
    Questo non è segno di forza, ma di debolezza.

  21. “I lucchetti” sono un fatto culturale, che lo si voglia o no, cioè sono un’espressione della volontà e della sensibilità di migliaia di persone. Dire “gioventù bruciata”, dire “questi ragazzi devono essere educati”, addirittura dire “io li manderei in un gulag”, così come dire: “cos’è quast’amore, questo sentimentalismo” è assolutamente sbagliato, per principio, per definizione, al di là di ogni ragione che vi si può opporre.
    Io non amo questa moda, detesto il libro di Moccia, nemmeno ho un’alta opinione di questi ragazzi, ovvero non credo che abbiano molto sale in zucca (parlo in generale, quindi sbaglio e faccio torto a qualcuno)…tuttavia non posso distruggere la loro comune azione con un gesto che viene dall’alto, dalla politica distaccata, che dimostra ancora una volta di non avere nessun rispetto del cittadino, anche se questo è un ragazzino tutto da educare. Ebbene, non è certo copsì che si educa a se stesso, né “alla nazione”! Politici e avvocati maleducati!
    RISPETTO, RISPETTO…ci vuole, solo da qui passa la vera educazione e una civiltà migliore anche per la nostra povera Italia in mano vostra.

  22. @ Sig. Gusmaroli, quello che dice può essere vero o discutibile,ma parte da un errore di fondo : il PRIMO RISPETTO deve essere per questa città e per la sua storia millenaria ; mettere un lucchetto, scrivere frasi amorose o fare disegnini con pennarelli a inchiostro indelebile sui bastioni di un ponte che sta lì da 1700 anni non è da persone civili ed educate. Se proprio vogliono esternare il loro amore alla persona amata, andassero ad attaccare il lucchetto al cancello di casa o a scrivere sul muro PRIVATO dell’interessato/a.
    Poi questo modo di pensare dei giovani di scaricare le responsabilità sugli adulti senza volersene prendere ha iniziato a stufare…

  23. Concordo pienamente con l’ultimo intervento di Nico, dalla prima all’ultima riga!

    E, Massimiliano Gusmaroli, il lucchetti non sono “un fatto culturale”. Al limite sono l’emblema dell’ignoranza e della superficialità, cose che, al limite, denotano mancanza di cultura!

  24. Il problema dei lucchetti a Ponte Milvio può essere facilmente risolto realizzando con pochissima spesa un’area dedicata (ad esempio la terrazza prima di Ponte Duca d’Aosta) così come indicato nei progetti dI Roma Tiberina e del Comitato Robin Hood, procedendo Contemporaneamente alla pulizia e bonifica delle sponde. I campionati del Mondo di Canoa-Maratona hanno dimostrato come il Tevere può essere una “risorsa” e non un problema. E NON CI VENGANO A DIRE CHE NON CI SONO I SOLDI!!

  25. I lucchetti, più che un “fatto”, sono un “degrado” culturale.

    Pensieri banali conducono ad azioni banali.

    “Watch your thoughts for they become words. Watch your words for they become actions. Watch your actions for they become…habits. Watch your habits, for they become your character. And watch your character, for it becomes your destiny! What we think we become. “
    “Cura i pensieri e diventeranno parole. Cura le tue parole e diventeranno le tue azioni. Cura le tue azioni perchè diventeranno abitudini. Cura le tue abitudini perchè diventeranno il tuo carattere. E cura il tuo carattere perchè diventerà il tuo destino. Quello che pensiamo diventiamo.”
    Margaret Thatcher

  26. Non ci posso credere …. sig. Nico e sig. Aragon davvero non avete carpito l’Ironia che trasudava dalle righe del mio intervento del 20 settembre?
    O forse le vostre risposte poco carine, nonché prive di contenuti, erano solo una reazione alla mia palese ironia riguardo il “vostro” presidente del XX municipio?
    Io contrirmi? 🙂 Ma io mi diverto un mondo quando leggo le vostre risposte no sense ….. 🙂

  27. Qui ogni volta che non si sa cosa rispondere, si dice che era tutta ironia e che altri non riescono mai a capire… sembra il festival dello sberleffo gratuito verso tutto e tutti, un modo a mio parere vigliacco (il modo..) e poco edificamente di partecipazione alla discussione. Siamo tutti liberi di essere persone serie che discutono e di essere giullari di corte,ognuno faccia come vuole… 😉

  28. Non è grave che lei, sig. Nico, non abbia avuto la prontezza di leggere tra le righe la mia sottile ironia, almeno abbia l’umiltà di ammetterlo. Se vuole però, nei miei prossimi inteventi faro’ una postilla ad hoc per lei .. cosi’ non si sentirà escluso.

  29. “Il problema è che le persone intelligenti sono piene di dubbi,mentre le persone stupide sono piene di certezze.”
    Charles Bukowski
    “Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri,mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi”.
    Bertrand Russell

    Senza alcun riferimento a nessuno… buon fine settimana a tutti.

  30. Guardi fernando stia tranquillo che l’ironia era piu’ che evidente. Sui vari vigliacco e giullare, torni dall’infermiere eccetera, ci passi sopra, che senno’ non ne esce piu’. Ognuno ha il suo stile.

  31. Visto che si alternano le citazioni, me ne è capitata sott’occhio un’altra che merita di essere riportata.
    E’ di uno scrittore, Andreij Tarkovskij, tratta da “Scolpire il tempo”

    “Tuttavia l’uomo moderno non è disposto a nessun sacrificio, benché soltanto il sacrificio costituisca un’autentica affermazione. Ma noi gradualmente ci scordiamo di questo e cosi inevitabilmente perdiamo la percezione della vocazione dell’uomo…”

  32. Chiedo venia…regista

    L’ultimo suo film, “Sacrificio” narra la storia “di Alexander, un uomo che vede crollare tutto ciò in cui crede in seguito all’improvviso scoppio di una guerra nucleare.
    Disperato prega Dio di salvare il mondo, facendo voto di rinunciare a tutto ciò che possiede, se questa sua preghiera si dovesse realizzare.
    Seguendo il consiglio di un amico [ ma sembra non si chiamasse Gianpaolo Tarantini…], Alexander fa l’amore con Maria, una cameriera che si dice sia una strega.
    La mattina dopo scopre che il mondo è tornato indietro di un giorno e nessuna guerra incombe.
    Mantenendo fede alla sua promessa, Alexander dà fuoco alla sua casa e si chiude in un impenetrabile mutismo prima di essere portato via da un’ambulanza” (wikipedia).

  33. Per caso ritorno su questo tema, e dunque su questo forum di Vignaclara.blog, che ringrazio per la sua capacità di dare spazio e saper creare dibattito.
    In breve, non mi resta che dire solo questo: mi chiedo se a questi “ragazzi dei lucchetti” (parafrasando la definizione “ragazzi di vita”) , che sono lo specchio di una intera generazione, avrebbe senso dire (come direbbero tanti di voi): “maleducato” tu ragazzo che attacchi il tuo lucchetto, “superficiale” tu ragazza che esprimi il tuo amore col pennarello sul bastione antico…e, quindi, in rivalsa: tu ragazza sii profonda! tu ragazzo sii educato! tu ragazzo cresci! tu ragazza svegliati dalla superficialità!
    Non credo che, dicendo questo, cambierebbe nulla; né a dirlo né a pensarlo. Credo invece che il vero “degrado” non sia portato dal Giovane – per di più ancora adolescente!!! – ma ovviamente, – ovviamente!!! – io credo sia portato in seno dalle generazioni precedenti alla Sua. Fatemi usare le maiuscole riferendomi a questi Ragazzi (pur maleducati e supeficiali), perché mentre questi sono ancora Terre Fertili, sebbene sporcate e insozzate dalle generazioni precedenti, ecco che le generazioni precedenti, invece, sono il vero problema, essendo la mentalità putrida (benché benpensante e perbenista), essendo il secco terreno da cui i ragazzi non colgono niente altro che non sia ciò che essi, infine,esprimono. Un terreno su cui specula Moccia, su cui speculano gli adulti delle televisioni…e tutta una generazione di genitori e commentatori indegni di essere appellati con le maiuscole.
    poetainazione

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