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Ferrovia Roma Nord – Comune di Riano: basta disagi!

Non bastano le centinaia di proteste e proposte presenti sulla pagina facebook del Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord, che in pochi giorni ha visto raddoppiare il numero di iscritti, non bastano i riflettori accesi dalla stampa. Ora anche le istituzioni scendono in campo a denunciare i disagi patiti dai pendolari. L’ultimo, in ordine di tempo, è il vicesindaco di Riano, Italo Arcuri, che ha inviato una lettera  al presidente di Atac Spa, Francesco Carbonetti.

“Chiarimenti, rimborso dei biglietti e mezzi alternativi” chiede Arcuri sottolineando i disagi che gli utenti della linea ferrovia Roma Piazzale Flaminio-Civitacastellana-Viterbo, che collega anche il Comune di Riano, “subiscono oramai sistematicamente da troppo tempo”.

“Treni sovraffollati – scrive Arcuri – corse soppresse senza preavviso, ritardi, assoluta mancanza di informazioni e, il più delle volte, treni fatiscenti, con conseguente mancanza d’aria e d’igiene nelle vetture e materiale rotabile vecchio e soggetto a frequenti guasti sono scene purtroppo e oramai quotidiane”.

“L’Atac, che ha in gestione la linea – chiede Arcuri nella lettera – in presenza degli episodi di disagio che si registrano si adoperi al fine di provvedere ad un rimborso integrale del biglietto e di predisporre opportuni mezzi alternativi al fine di condurre a sicura destinazione i viaggiatori”.

E perchè sia chiaro a tutti cosa sta succedendo questi giorni, in particolare dal 15 luglio, da quando i lavori in corso nella stazione di Prima Porta e le conseguenti modifiche alla circolazione dei treni che nella tratta La Celsa-Montebello si svolge a binario unico, ci pensa il Comitato dei pendolari con un video esemplificativo della loro odissea quotidiana.

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3 COMMENTI

  1. Messaggio per il vice sindaco di Riano Italo Arcuri:
    Al silenzio ed all’incapacità dell’Atac di gestire questa gravissima situazione , si somma soprattutto l’assenza totale della Regione (proprietaria della ferrovia e responsabile dei lavori in corso) , del Comune (proprietaria e responsabile dell’Atac che gestisce il servizio o meglio il disservizio) e del Municipio XX (la maggior parte dell’utenza sono cittadini residenti in questo Municipio e le 4 stazioni oggetto dei disservizi ricadono in questo Municipio).

    Alessandro D’Armini
    Ingegnere dei Trasporti

  2. Mi rivolgo con piacere direttamente al Prefetto Goffredo Sottile, sulla base delle sue risposte e soprattutto all’ultima, che inizia con la battuta di sua moglie, nell’intervista rilasciata a Alessandro Capponi.
    Gentile Sig. Prefetto, le Sue risposte alle domande dell’intervistatore, sono, in genere, una più logica e corretta dell’altra, ma ci sono delle considerazioni che mi vengono spontanee:
    Se Lei ha l’autorità di un Prefetto ai rifiuti, basterebbe una Sua Ordinanza per imporre a chiunque, Comuni e cittadini, dove quando e come si costruirà la discarica! Molto giustamente però in un Paese che di dichiara democratico e che infarcisce ogni discorso di “equità”, prima di agire da potente dittatore ci pensa varie volte e poi cerca il dialogo. Ovviamente oltre che giusto, immagino che sia anche apprezzato da tutti.
    Ma è proprio nel dialogo che si nascondono i comportamenti che, almeno per me, appaiono senza senso, che Le creano e Le creeranno in eterno (come la città) tutti quei problemi che Lei sta cercando di risolvere.
    La maggioranza dei Suoi interlocutori, ad ogni livello, hanno nel fondo dei loro cassetti le informazioni sulle nuove tecnologie che potrebbero risolvere tutti i problemi dei rifiuti, energia elettrica e siccità [come si apprestano a fare Paesi molto sviluppati (almeno per efficienza politica) come La Costa d’Avorio o il Senegal], lasciando contenti tutti [salvo pochi (troppo) addetti ai lavori], a cominciare dai cittadini per proseguire con gli ambientalisti e tutte le Istituzioni (ma solo quelle veramente) interessate a cercare con Lei soluzioni intelligenti, condivise e proiettate verso la protezione della salute e dell’Ambiente.
    Quegli Amministratori dei Comuni cui Lei fa indiretto riferimento e molti altri, oltre che molti dei firmatari dei vari manifesti, sarebbero (se lo volessero) in grado di informarla sulla esistenza di queste tecnologie per la differenziazione del 100% (non di una sola percentuale di esso) a costo zero, recupero, riciclo e trasformazione del residuo completamente a freddo senza combustione e quindi senza inquinamento né odori da biodigestione.
    Se proprio lo si volesse esiterebbero anche nuove tecnologie in grado di trasformare in vapore acqueo tutti gli inquinantissimi fumi che escono oggi dai termovalorizzatori, per cui a maggior ragione una classica, vecchia e comunque avvelenante discarica, sarebbe in ogni caso la soluzione meno intelligente che possa esistere (mentre se ben fatta, al confronto di un termovalorizzatore, sarebbe stato il male minore fino ad un anno fa). Se le amministrazioni pubbliche non dovessero avere (come certamente non dovrebbero avere senza mettere nuove tasse) per realizzare un termovalorizzatore, le nuove tecnologie risolvono totalmente anche il problema economico perché si autoripagano nel tempo. A questo punto a me sembra che basti solo informarsi per avere occasione di diventare un benemerito della salute degli abitanti del Lazio
    Se a Lei queste ultime informazioni e considerazioni dovessero interessare e non trovasse adeguata collaborazione tra i suoi interlocutori istituzionali e dovesse farle piacere la ..”medaglia di benemerenza”, La prego di considerarmi a Sua disposizione per eventuali approfondimenti.
    Buon lavoro.
    Sergio Marchetti 349.7262025
    rsumarchetti@gmail.com

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