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Farnesina, Parco Volpi a rischio falò

parcovolpi.jpgSarebbe il triste epilogo di un’area verde scientificamente abbandonata al degrado da oltre un decennio. Perchè in questi giorni basterebbe una scintilla, un mozzicone, e il Parco Volpi di via della Farnesina andrebbe a fuoco. Un solo mozzicone di sigaretta sarebbe sufficiente per scatenare un immenso falò grazie alle centinaia di metri di sterpaglia secca e alle decine di quintali di rami tagliati, accatastati da mesi e lasciati seccare sotto il sole.

“Di questo parco non gliene frega niente a nessuno”, ci dice un solitario frequentatore disteso a terra, all’ombra di un pino, noncurante dei rami semi spaccati  che penzolano sulla sua testa.

Poco distante, un altro enorme ramo si è staccato da poco, lo si capisce dal taglio ancora fresco, e giace sul terreno ostruendo il viottolo che conduce al centro anziani Farnesina.

Come dare torto a quell’uomo? L’incuria e la trasandatezza di chi dovrebbe garantire la manutenzione di questo parco sono a dir poco scandalose. Paiono volute. A pensar male si direbbe che si vuole punire un intero quartiere mandando allo sfacelo quello che una volta rappresentava il gioiello verde di tutta la Farnesina.

Da anni conduciamo la nostra solitaria battaglia a favore del Parco Volpi dimenticato, aggiungiamo a questo punto un “volutamente”, dalle istituzioni che si sono ricordate della sua esistenza solo quando si è trattato di ipotizzare, a gennaio 2011, la realizzazione di un mega parcheggio interrato con conseguente abbattimento di gran parte degli oltre 70 pini. Fortunatamente l’ipotesi venne bocciata in seno al Consiglio del XX Municipio.
Ma dopo la bocciatura Parco Volpi è sprofondato nuovamente nell’oblio “istituzionale”.

L’ultima delle nostre tante denunce sullo scientifico abbandono di questa area risale allo scorso febbraio quando segnalammo il degrado e lo squallore imperanti  dovuti alle montagne di rifiuti ed alle decine di alberi e rami spaccati a causa delle nevicate.

Dopo un paio di mesi alberi e rami sono stati tagliati, fatti a pezzi, ed accatastati. Logica e buon senso avrebbero voluto che fossero anche portati via. Ed invece no, sono ancora lì sotto il sole cocente, secchi come perfetta legna da ardere.

Non parliamo di una sola piccola catasta. Sono molte di più, distano qualche metro l’una dall’altra, la più grande sfiora addirittura le mura ed il tetto dell’attiguo centro anziani.
Legna secca a quintali poggiata su sterpaglie e rifiuti: basterebbe una scintilla e tutto il parco diventerebbe un immenso falò.

“Di questo parco non gliene frega niente a nessuno”. Queste parole ci risuonano nelle orecchie mentre, aggirandoci per questa landa deserta, ricordiamo come, fino alla fine degli anni ’90, fosse ben curata, frequentatissima da anziani, mamme e bambini perché con la sua vasta area e la pista da pattinaggio costituiva una valida alternativa ai pomeriggi passati in casa e come, con i suoi oltre settanta pini, fosse un polmone di verde e di fresco naturale.

Oggi invece Parco Volpi è ridotto così.

Non c’è parco nel XX Municipio, il cui territorio di 187 km quadrati è al 50% composto da aree verdi, che sia più desolatamente abbandonato.

Si salvano solo quattro panchine installate recentemente. Chissà per chi, visto che è impossibile frequentarlo.
Per il resto tutto è rotto, tutto è degradato. La pista di pattinaggio è a pezzi. Le recinzioni sono sfondate e divelte. La casetta degli attrezzi è fatiscente e murata (ma stranamente contiene scatole all’apparenza di bottiglie di birra). Una fossa con un materasso funge da dormitorio per qualche sbandato. Erbaccia e sterpaglie ovunque. L’illuminazione non c’è mai stata e mai ci sarà.

Ed ora, ciliegina sulla torta, queste pericolosissime cataste di legna secca che fanno temere il peggio. Già, ma tanto “di questo parco non gliene frega niente a nessuno”.

Edoardo Cafasso

Tutta la storia del Parco Volpi nei nostri precedenti articoli: clicca qui

                                           © riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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2 COMMENTI

  1. Il degrado del verde pubblico è purtroppo una cifra comune a tutti i parchi del XX municipio (vedi le condizioni del Parco atleti azzurri d’Italia già descritte sul blog all’articolo con l’eloquente titolo: L’agonia del Parco Atleti Azzurri d’Italia).
    Queste aree preziosissime e frequentatissime dalla popolazione per trovare ristoro allo stress della vita di tutti i giorni, sono ormai, da troppo tempo, abbandonate a se stesse. Ciò è tanto più grave perchè sono le fasce sociali più deboli quelle che più usufruiscono di questi spazi (anziani, bambini, ma anche persone che, non avendo la possibilità economica di recarsi in località più amene, decidono di passare qualche ora di relax nel parco).
    L’amministrazione pubblica non può o non vuole intervenire, questo è ormai un triste dato di fatto e l’inchiesta della magistratura sulla corruzione di funzionari comunali in relazione alle concessioni sui cc.dd. “punti verdi”, fa comprendere bene anche quale sia il contesto.
    Fermo restando quindi che non c’è da attendersi gran che da parte del Comune, la domanda che dobbiamo farci è: cosa possiamo noi cittadini “autonomamente” per restituire il decoro ai nostri parchi?

  2. Retake Roma e molti volontari poco più di un anno fa hanno organizzato la “Giornata della Terra” presso il Parco Volpi. In quell’occasione sono intervenuti finalmente (per le foto!) il Servizio Decoro Urbano dell’Ama, il Servizio Giardini del Comune e il nucleo Tutela Ambiente del XX Gruppo di Polizia Municipale.
    All’inizio del 2007, il “Centro Anziani” aveva chiesto al XX Municipio l’affidamento dell’area giochi al fine di realizzare uno spazio di socializzazione anziani-bambini, impegnandosi in cambio ad effettuare servizi di guardiania, vigilanza e piccola manutenzione.
    Sempre un anno fa il Comune di Roma aveva comunicato la nascita della Fondazione “Insieme per Roma” per promuovere il decoro urbano e la qualità della vita cittadina.
    Purtroppo, E’ LA SOLITA “POLITICA DEGLI ANNUNCI” !
    Oltre al degrado mostrato dalle foto, il parco continua a essere PRIVO DI ILLUMINAZIONE, per cui ad attraversarlo di sera, si rischia di stramazzare per terra (o peggio!).
    Gli abitanti della zona continuano purtroppo a sperare invano !!!

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