Home ATTUALITÀ Amusestate 2012, un incontro di riflessione ben riuscito

Amusestate 2012, un incontro di riflessione ben riuscito

“Una serata per rinsaldare i vincoli di partecipazione civile e sociale con cui l’Associazione ha ribadito il proprio impegno nel territorio municipale, per contribuire al miglioramento dei servizi offerti al cittadino, del decoro urbano, della formazione e dell’informazione per sviluppare e ampliare il senso civico e la sensibilità collettiva sulla tutela dei beni pubblici.” È questo il significato della manifestazione, ideata e promossa dall’Associazione di Promozione Sociale AMUSE (Amici del Municipio Secondo), che giovedì 7 giugno si è svolta nella Casa Famiglia Caritas a Villa Glori.

AMUSESTATE – questo è il nome dell’evento condotto da Livia Azzariti – nasce come “incontro di riflessione” e “momento di socializzazione aperto a tutti i cittadini che abitano e lavorano nei quartieri Salario, Pinciano, Trieste, Parioli, Flaminio e che si riconoscono nei valori dell’impegno civico, della solidarietà e dell’amicizia, per una città migliore e più accogliente.”

L’impegno dell’Associazione AMUSE sul territorio si esprime tramite una molteplicità di progetti: tra i progetti promossi dall’associazione contiamo “Due passi per stare meglio”, “Puliamo il muro di cinta di Villa Albani” “Ecosostenibilità a Villa Glori”, “Facce pulite per i nostri palazzi”, “Puliamo il Giardino di Belle Arti” e “TappiAmo”, un’iniziativa, quest’ultima, che combina il riciclaggio di semplici tappi di plastica con la beneficenza: i proventi del riciclaggio andranno alla Caritas, che devolverà il ricavato alla costruzione di una Casa Famiglia in Mozambico.

Gran parte dei progetti – qui elencati solo in parte – hanno come interlocutori, non a caso, bambini e ragazzi; e partecipando all’evento AMUSESTATE si può toccare con mano quanto impegno sia effettivamente profuso per sviluppare il senso civico dei bambini, i quali sono stati protagonisti di tutta la prima parte dell’evento.

Varcato il cancello della Casa Famiglia, sembrava quasi di trovarsi nel cortile di una scuola: decine di bambini, provenienti da diverse classi della scuola elementare S. Pio X, attendevano con impazienza di poter fare il loro ingresso nel teatro della Casa Famiglia.

Non hanno dovuto aspettare a lungo: dopo una breve presentazione dell’Associazione AMUSE e dei progetti promossi è stato il loro turno di calcare il palco e mettere in scena il loro saggio di fine anno, un saggio musicale col territorio come tema centrale che è stato decisamente apprezzato dai presenti: ad un’ora di distanza, fuori dal teatro, c’era ancora qualcuno che canticchiava “Roma Capoccia” a mezza voce.

“Dobbiamo farci portavoce delle esigenze del territorio per i nostri figli – ha detto a fine saggio una delle insegnanti, Anna Teresa Boschetti – ed educarli affinché in futuro possano prendersene cura meglio di come abbiamo fatto noi finora.”

Proprio sul territorio si sono incentrati i successivi interventi dello storico Edoardo Bosio e dello scrittore Giorgio Montefoschi.

“Questo Municipio ha una storia testimoniata da monumenti. Ogni quartiere che lo compone ha i propri, e mi scuserete se mi limito ad alcuni: se non lo facessi vi terrei qui fino a domattina,” ha esordito Bosio prima di iniziare una breve excursus sulla storia di alcuni dei monumenti più significativi e ricchi di storia del Municipio: l’Arco Oscuro al confine tra i quartieri Parioli e Flaminio, che dà accesso ad un dedalo di cunicoli utilizzati sia dai francesi per l’attacco contro i fratelli Archibugi nel 1849 che dai Dragoni pontifici che combatterono, nel 1867, i fratelli Carioli; le catacombe di San Valentino, da cui il vecchio nome dell’odierno Monte Parioli; le vicissitudini di Villa Ada, un tempo Villa Savoia; la piccola chiesa in abbandono tra Via Salaria e Via di Villa Ada, che custodì le spoglie di due martiri durante le persecuzioni di Valeriano nel 250.

A riportare il pubblico ad un passato più recente è stato Giorgio Montefoschi che, con la lettura di un suo brano, ha rievocato il quartiere Parioli dei primi anni Sessanta e il ruolo che un luogo di lettura – la biblioteca Antonio Baldini in via di Villa Sacchetti, di fronte al liceo Mameli – ha avuto nella vita dei liceali dell’epoca; un ritratto nostalgico di un quartiere medio-borghese in cui si respirava “un’aria civile, ragionevole, democratica” in anni precedenti a quello che Montefoschi ha definito un “imbarbarimento fascista”.

Tanta storia, quindi, ma anche tanta musica: a riportarla sul palco sono stati dapprima i maestri Roberto Murra e Lamberto Lugli del Liceo Azzarita – liceo che ospita corsi di musica, di teatro, di danza – con l’esecuzione al pianoforte di un “un po’ di Mozart, un po’ di Rossini, un po’ di Beethoven”, suonato a quattro mani; infine è stato il turno di Mariella Nava, cantautrice di fama internazionale da sempre impegnata su temi di carattere sociale, che ha eseguito alcuni dei suoi brani più noti.

A concludere l’evento, prima di lasciare che gli ospiti si accomodassero al rinfresco, è stato Pietro Rossi Marcelli, vicepresidente di AMUSE.
“La nostra filosofia – ha dichiarato – sta nel dare potere ai cittadini per realizzare il principio di sussidiarietà orizzontale, garantito dall’articolo 118 della Costituzione.” L’ultimo comma dell’art. 118 della Costituzione italiana, infatti, recita: Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

Alessandra Pacelli
                                         © riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome