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Pira (PD XX): Pian dell’Olmo? No alle discariche, si alla differenziata porta a porta

“Riprende spazio la possibilità che si decida di fare la discarica a Pian dell’Olmo nel XX Municipio. Non voglio ragionare nell’ingiusta ed egoistica logica del “Niente nel cortile di casa mia, e qualsiasi cosa altrove” ma neanche accettare che prevalga la logica degli interessi elettorali a prescindere dal rispetto delle norme comunitarie e della salute dei cittadini”. Così in una nota Vincenzo Pira,  Coordinatore PD XX Municipio, in merito all’ipotesi che oggi venga deciso, a seguito della riunione indetta al Ministero dell’Ambiente, di realizzare la nuova discarica in località Pian Dell’Olmo.

“Il Ministero dell’Ambiente ha sottolineato più volte la necessità di un approccio in chiave industriale che punti a trasformare il rifiuto da costo in risorsa anche economica. Una impostazione che consentirà, anche in una prospettiva di collaborazione pubblico – privato, di valorizzare le grandi competenze e capacità del territorio, incluso il coinvolgimento del sistema creditizio per integrare il sostegno ai necessari investimenti funzionali alla sostenibilità economica dei nuovi obiettivi. Ma per fare questo – sostiene Pira – per recuperare il tempo perduto, ci vogliono mesi e forse anni. Per ora si cerca un sito in cui continuare a ripetere quel che si è fatto per decenni a Malagrotta : buttare tutta l’immondezza che non si è in grado di riciclare.”

“Il Ministro dell’ambiente si è detto disponibile a sostenere il Comune e la Provincia di Roma con un programma straordinario. Ha proposto di sottoscrivere un accordo di programma ed un piano operativo con il Comune di Roma, La Provincia di Roma, la Regione Lazio e le aziende titolari degli impianti TMB (Malagrotta 1 e 2, AMA Rocca Cencia e Via Salaria), degli impianti per la preparazione del compost (AMA Maccarese), e degli impianti di recupero energetico (GAIA Colleferro, ACEA San Vittore e gassificatore di COLARI Malagrotta) presenti nella Regione Lazio.”

“I sette siti identificati dalla Regione Lazio e dall’ex prefetto Pecoraio – ricorda Pira – sono, a giudizio dei tecnici ministeriali, inadeguati a causa di forti criticità . In particolare per quel che riguarda i siti di Corcolle, Riano Quadro Alto e Pian dell’Olmo, “appaiono non compatibili, fatta salva la preventiva ed effettiva dimostrazione di realizzabilità, stabilità e convenienza anche economica di barriere impermeabili ingegnerizzate idonee a superare nel lungo termine qualsiasi ipotesi di eventi tali da pregiudicare la qualità dell’ambiente nelle aree limitrofe, con danno alla salute dell’uomo.
L’Autorità di Bacino del Tevere ha dato parere negativo sia per Quadro Alto sia per Pian dell’Olmo in quanto vi è la presenza di una falda acquifera “che presenta una giacenza molto bassa, con emersione della falda medesima nell’area di cava che determina una vulnerabilità dell’acquifero soggiacente privo di barriera geologica naturale.
Vi è poi il rischio di esondazione del fiume e l’inadeguatezza delle infrastrutture viarie in particolare la situazione della via Tiberina.”

“In conclusione – dichiara Pira – fermo restando la necessità di avviare subito e con urgenza il piano che prevede il superamento dell’emergenza e il rispetto dei Regolamenti europei in tema di raccolta e smaltimento dei rifiuti, è importante coinvolgere le associazioni del XX Municipio e di Riano per far presente alle istituzioni responsabili che non è adeguata l’applicazione di deroghe al sito di Pian dell’Olmo (località con forti probabilità di essere indicata come discarica provvisoria per la ricezione di soli rifiuti trattati per evitare la procedura di infrazione se non si chiude Malagrotta).”

“Il PD del XX Municipio è da sempre dalla parte dei cittadini di Riano e della via Tiberina che dicono no a nuove discariche. Preoccupa che si continui a proporre siti inadeguati per le discariche e il rischio di deroghe a normative che richiedono subito investimenti adeguati per evitare situazioni di emergenza che i cittadini di Riano e del XX Municipio dovranno affrontare nel prossimo futuro. E non solo – conclude Pira – interessi legati al lavoro, alla produzione agricola, alla perdita di valore dei beni immobili del territorio, ma soprattutto della salute e della qualità della vita che tale scelta metterebbe a repentaglio.”

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