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Tor di Quinto, a tu per tu con la Protezione Civile

cappello-pp.jpgUna giornata per avvicinarsi alla Protezione Civile. Per conoscerne la storia e per comprenderne il ruolo di fondamentale importanza non solo nella gestione delle emergenze ma anche nella prevenzione e nell’educazione di bambini e adulti. Questo l’obiettivo della manifestazione “Com’è cambiata la Protezione Civile?”, svoltasi domenica 27 maggio in viale Tor di Quinto presso il Centro Culturale Ciak 2000.

Una manifestazione cui hanno partecipato in tanti, adulti e bambini, ed alla quale hanno preso parte Donatella Baglivo, direttrice del Centro Culturale Ciak 2000 nonché regista dell’apprezzato film documentario “…e dopo cadde la neve” sul terremoto in Irpinia (proiettato durante la manifestazione), Sandro Bari, presidente del Comitato per il Tevere e storico membro della Protezione Civile fin dalla sua nascita, e Marco Perina, Vice Presidente e Assessore allo sport del XX Municipio.
Ma hanno partecipato soprattutto i membri di quelle associazioni che da anni svolgono attività di volontariato e che hanno eseguito dimostrazioni di pronto intervento, assistenza sanitaria, simulazioni di ritrovamento di persone scomparse ed estinzione incendi.

Insomma, una manifestazione senza dubbio efficace nel sensibilizzare il pubblico sull’importanza della Protezione Civile e sulle sue innumerevoli sfaccettature.

Giovanni Zotti, dell’Associazione Cuore e Natura, ha introdotto l’evento con un excursus storico sulla storia della Protezione Civile, nata ufficialmente nei primi anni Ottanta a seguito di uno fra i più dolorosi episodi della vita pubblica del paese: la morte del piccolo Alfredo Rampi, caduto in un pozzo artesiano nei pressi di Frascati, dove perse la vita dopo alcuni giorni di agonia.
Le polemiche che sorsero sul mancato coordinamento dei soccorsi e sulla controversia legata ad alcuni interventi spinsero l’allora Presidente della Repubblica Pertini ad istituire il Ministero per il Coordinamento della Protezione Civile.

“La storia della Protezione Civile nasce già negli anni Sessanta – ha dichiarato Zotti – a seguito dell’alluvione di Firenze e del decisivo intervento di migliaia di giovani che lavorarono giorno e notte per salvare vite umane e recuperare l’immenso patrimonio artistico. Il tutto in maniera autonoma, senza alcun tipo di coordinamento. Da quell’avvenimento nasce l’idea di formare dei volontari, al fine di dare unità logistica agli interventi. Quello che abbiamo raggiunto oggi, a quarant’anni di distanza, è un volontariato attivo 365 giorni l’anno, 24 ore su 24. Quello di quarant’anni dopo Firenze è un volontariato che ci invidia tutto il mondo”.

La Protezione Civile, è bene ricordarlo, si trova dietro tutte le emergenze che hanno segnato la storia dell’Italia recente: dal terremoto che ha raso al suolo l’Aquila tre anni fa all’eccezionale nevicata dell’inverno scorso a Roma, fino al recente terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna. Una presenza necessaria spesso sinonimo di eccellenza, grazie alle numerose associazioni di volontariato che ne fanno parte.

Come l’Ares Antemnae, di cui Giovanni Tiberi è Presidente. “La caratteristica di queste associazioni è la prontezza – spiega Tiberi – appena giunge una segnalazione relativa a qualche emergenza sono le prime ad arrivare, e si sa che la velocità in un intervento è il fattore decisivo”.

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Le simulazioni hanno costituito la parte più interessante della manifestazione, in particolare per i bambini che hanno avuto modo di seguire interventi diretti sulle emergenze simulate. Si è cominciato con la riproduzione di un incendio di importanti proporzioni sul retro del Centro, incendio estinto con l’utilizzo di mezzi di primo intervento e di altri più specifici che hanno spento le fiamme in poco tempo.

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“L’intervento dei Vigili del fuoco non si deve limitare a spegnere le fiamme – ha spiegato Tiberi – infatti il fumo che continua a uscire dai materiali bruciati anche dopo che il fuoco è stato domato non è semplice vapore ma sintomo che potrebbe riaccendersi da un momento all’altro, per questo l’attività d’intervento riguarda tanto il soccorso quanto il ripristino”.

L’attenzione si è poi spostata all’interno del Centro dove è stata presentata al pubblico quella che è una delle eroine del terremoto dell’Aquila: Giorgina, una cagnolina Staffordshire Bull Terrier che fa parte della squadra degli “angeli a quattro zampe”. In particolare è stata molto importante la sua opera alla Casa dello Studente, dove ha effettuato il primo ritrovamento e dove si è procurata un taglio che ha richiesto sette punti di sutura.

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Giorgina si è esibita in un’operazione di ritrovamento di “persone scomparse”, vale a dire i piccoli partecipanti alla manifestazione che si erano nascosti e che sono stati trovati senza difficoltà dalla piccola soccorritrice.

“Lo stimolo è sempre lo stesso – ha spiegato Giuliano Di Julio, padrone e conduttore di Giorgina – o il gioco o il cibo, in base a ciò che il cane preferisce. Per questo ogni volta che riesce in qualcosa la gratifico con quantità di cibo o giocando molto con lei. Per quanto riguarda l’addestramento, inizialmente il cane si affida esclusivamente alla vista, ma quando si tratta di trovare persone scomparse gli ostacoli aumentano e capisce che ricorrendo all’odorato è tutto più semplice”.

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La manifestazione è poi continuata con la simulazione di un’emergenza in caso di malore: è stato mostrato ai presenti come eseguire un massaggio cardiaco e una respirazione bocca a bocca. Sia bambini che adulti si sono sottoposti alla simulazione seguiti e assistiti dai volontari che hanno indicato modalità e tempistiche dell’intervento. Infine, è stato mostrato ai presenti come è strutturato e come si utilizza un estintore, eseguendo anche in questo caso una simulazione diretta.

Secondo Sandro Bari, fin dalle origini tra i principali promotori della Protezione Civile, la manifestazione aveva lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza sul significato e il ruolo che essa svolge nell’equilibrio del tessuto sociale, dove emergenze più o meno gravi sono purtroppo all’ordine del giorno.

Considerando l’interesse che le dimostrazioni hanno destato nei presenti e l’efficacia delle stesse nel rendere il senso e l’impegno dell’opera quotidiana dei volontari, si può dire che ha raggiunto senza dubbio il suo scopo.

Adriano Bonanni
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1 commento

  1. Un ringraziamento a VignaClaraBlog, in particolare a Claudio Cafasso per la pubblicità data all’evento, e all’ “inviato speciale” Adriano Bonanni che ha seguito tutta la manifestazione con un interesse insospettato, fornendone un sunto efficacissimo.
    Dopo aver visto oggi la “sfilata del 2 giugno”, ricordo sbiadito di quelle di un tempo e ormai assolutamente inutile, sostengo l’utilità e la necessità di portare l’opinione pubblica a conoscenza delle attività veramente operative a favore della gente, come quelle della Protezione Civile con i suoi interventi immediati e la sua efficienza sul campo. 300.000 Volontari, alla faccia di qualunque tipo di interesse o di speculazione, si prodigano in ogni tipo di emergenza. Purtroppo la struttura non è più quella del Comandante Bertolaso, del quale tutti sentiamo la mancanza. Ma la politica e il potere economico hanno sempre il sopravvento, specie quando mirano ad appropriarsi di qualcosa che funziona davvero.

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