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Via Due Ponti – Todini (PdL): ripresi i lavori dopo 10 giorni di stop

Dopo 10 giorni di fermo dovuto a dei crediti vantati dalla ditte esecutrice e non saldati dal Comune di Roma, è stato riattivato il cantiere di via Due Ponti e sono ripartiti i lavori di completamento del sistema fognario. Ne dà conferma il Consigliere capitolino Ludovico Todini, del PdL, dichiarando che “ogni piccolo ritardo, comporta enormi disagi per i cittadini del XX Municipio, in particolare quelli residenti sulla Cassia e tutto l’indotto che si muove dalla Flaminia. Ci siamo sincerati che ogni stato di avanzamento lavori, d’ora in avanti, sia verificato e saldato celermente, tanto da rispettare i tempi di consegna dei necessari ed improcrastinabili lavori”.

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6 COMMENTI

  1. chiunque conosca un po’ le leggi ed il codice civile dovrebbe sapere bene che in caso di opere pubbliche il mancato pagamento di una prestazione da parte del committente non da il diritto al prestatore d’opera di fermare i lavori, configurandosi in tal caso pure l’interruzione di pubblico servizio. Si chiama inadempienza contrattuale, il comune poteva rescindere il contratto con questa ditta ed affidare i lavori alla seconda arrivata nella gara. Ma queste cose al comune non le sanno ?

  2. @ Daniele, non sono un avvocato quindi posso naturalmente sbagliare,ma secondo un settimanale online sembra che l’inadempienza contrattuale era da parte del Campidoglio che non aveva versato alla ditta una delle trance di soldi per l’avanzamento dei lavori. In tutti casi fare causa alla ditta appaltatrice con i tempi della giustizia italiana, sarebbe stato peggio che aspettare 10 giorni…Saluti

  3. Un Bravoooo al consigliere Todini che ha colto la palla al balzo e immediatamente ha fatto il comunicato stampa…. Si avvicinano le elezioni e i mestieranti della politica (bipartisan) scendono in campo…

  4. ed infatti, mi scusi, ma sta sbagliando o perchè non ha capito bene il senso di quello che ho detto o perchè quello che ha letto non è corretto. Ora le spiego in altre parole. Le norme sugli appalti pubblici dicono che l’inadempienza della stazione appaltante non giustifica quella del fornitore che non può interrompere l’opera pubblica se non viene pagato, ha altri strumenti per esigere il credito. Insomma non si possono fare ritorsioni. Interrompendo invece i lavori di utilità pubblica di sua iniziativa il fornitore si pone in una situazione di “grave inadempimento” (termine da codice civile) tale per cui il committente può risolvere di diritto il contratto affidando l’esecuzione delle opere ad altra ditta con la formula dell’esecuzione in danno. Cioè, se dovrà pagare di più, la differenza andrà a carico della prima. Per fare tutto ciò non serve fare causa, basta applicare il capitolato generale del comune e basta inviare una diffida alla ditta. Se l’avessero inviata, avrebbe visto che dopo 2 giorni ci sarebbe stato uno stuolo di operai al lavoro perchè di questi tempi nessuna ditta può prmettersi il lusso di perdere un appalto. Spero di essere stato più chiaro. saluti e buona serata

  5. @ Daniele : caro amico virtuale, la ringrazio per l’ottima spiegazione, ha aiutato tutti noi a capirne di più della pubblica amministrazione. Grazie di nuovo e buona serara a lei.

  6. Toh, chi si rivede? Anche il Cons. Todini esiste ancora?
    Pensavo di dover andare alla trasmissione’ Chi l’ha visto’!!

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