Home ATTUALITÀ Campidoglio – 150mila emendamenti al Bilancio 2012, un anno per votarli tutti

Campidoglio – 150mila emendamenti al Bilancio 2012, un anno per votarli tutti

montagna-di-carta.jpg150mila gli emendamenti al Bilancio previsionale 2012 della Capitale presentati dall’opposizione in Campidoglio. Bilancio che per legge deve essere approvato entro questa estate. Ma se tutti gli emendamenti venissero posti al giudizio del Consiglio capitolino occorrerebbe stampare un milione e mezzo di fogli e, soprattutto, mediando i tempi, un anno per votarli. A memoria di alcuni consiglieri più anziani non era mai accaduto. Ed ora?

L’imponente mole di carta – riferisce l’agenzia Omniroma.it – si era vista già nei giorni scorsi, quando all’uscita del Palazzo Senatorio, i consiglieri comunali si erano organizzati addirittura con auto modello station wagon per scaricare in aula intere risme di carta già stampata.

Anche gli uffici, sorpresi dalla quantità di carta scaricata nelle varie segreterie, hanno chiesto tempo per esaminare la documentazione e hanno fatto sapere ad alcuni consiglieri comunali che le votazioni del Bilancio comunale 2012 e delle delibere collegate non potranno cominciare prima di lunedì prossimo – il 14 maggio – visto che serve tempo per stabilire la congruità e la ricevibilità degli emendamenti presentati.

Insomma, a voler fare un conto rapido, se tutti gli emendamenti venissero ritenuti ammissibili dagli uffici e fossero regolarmente sottoposti alla votazione dell’aula Giulio Cesare, occorrerebbe un anno per votarli tutti.
Basta considerare che, mediamente, è possibile votare 100 emendamenti l’ora (a ritmi molto sostenuti), quindi circa 600 al giorno (considerando che le sedute di Assemblea capitolina, in fase di votazione del Bilancio, sono convocate anche per 8-10 ore di seguito, ma raramente cominciano in perfetto orario, e vengono sospese all’occorrenza).

Al ritmo di 600 emendamenti al giorno servirebbero 250 sedute per esaurire l’imponente mole di carta: circa 12 mesi, se si escludono le feste, i sabati e le domeniche. Tempi inammissibili per l’Assemblea capitolina, che per legge deve licenziare il Bilancio entro l’estate.

Ma com’è possibile – si chiede Omniroma – riuscire a stampare tanta carta e a produrre tante idee da contestare all’amministrazione comunale in fase di votazioni?
Il consigliere comunale Fabrizio Panecaldo (Pd) rivendica la creazione di un apposito “brevetto”, che consentirebbe tramite database specifico, di moltiplicare in via automatica alcune voci considerate contestabili, collegandole ad una richiesta (ad esempio: destinare 20mila euro della cessione di Acea alla realizzazione di un marciapiede in zona: Monteverde, Parioli, Primavalle, Talenti, ecc, e da lì, partirebbe l’effetto moltiplicatore sui vari quartieri della città).

E quanto alla carta Omniroma ha fatto i conti: se fossero stampati tutti gli emendamenti, che per legge dovrebbero essere consegnati a tutti i rappresentanti dei vari gruppi, servirebbero 1,5 milioni di fotocopie: oltre 5mila euro, in termini di costi. In tempi di vacche magre per i bilanci comunali, c’è chi sta già pensando di trasferire tutto il materiale su una Pen-drive da consegnare ai vari capigruppo, così da risparmiare copie e fotocopie.

E mentre il Pd chiede l’intervento del prefetto Giuseppe Pecoraro affinchè sia assicurata una congrua vigilanza sui lavori d’aula, vista la mole di emendamenti, è facile immaginare che, come ogni anno, la vicenda si concluderà con un accordo tra maggioranza e opposizione che riduca i 150mila emendamenti, probabilmente, a qualche migliaio.

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