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Villaggio dei Cronisti con l’acqua alla gola

La Quaresima, al Villaggio dei Cronisti, piccolo quartiere residenziale all’inizio della Cassia, è cominciata a Pasqua. I residenti, le ultime pulizie personali decenti le hanno potute fare solo in occasione di tali festività. Dopo di che le continue rotture della vecchia conduttura dell’acqua li ha lasciati spesso e volentieri all’asciutto.

Da qualche settimana infatti l’acqua in Via Azzarita scorre a fiumi lungo i marciapiedi mentre è diventata una rarità dentro le case; i continui cedimenti delle tubature provocano allagamenti notturni con conseguente siccità domestica.

L’ultima rottura, ben la quarta in venti giorni, si è verificata nella notte fra sabato 5 e domenica 6 maggio, a meno di 24 ore dal precedente guasto e sempre nello stesso punto, dal quale – come ci racconta Francesco G., testimone del fatto, “l’acqua veniva fuori dal terreno come una sorgente di montagna precipitando giù per via Mastrigli.” Conseguenza? Anche domenica 6 maggio via Azzarita è rimasta all’asciutto.

“Ma chi l’ha detto che nel nostro pianeta scarseggia l’acqua? Basta venire in Via Azzarita per rendersi conto che si tratta di una balla spaziale messa in giro dai soliti catastrofisti; in questa strada – chiosa Francesco – l’acqua scorre a gogò, di giorno e di notte, veri e propri torrenti che vanno a disperdersi in chissà quale meandri.”

E gli fa eco Alessandra, che sulle nostre pagine ha scritto: “è da Pasqua che continuiamo ad avere alternativamente l’acqua, fiume per strada, fango dai rubinetti. Solo un giorno l’ACEA si è ricordata di avvisare i cittadini segnalando la mancanza d’acqua. Domenica 6 maggio nei siamo stati di nuovo privi e senza nessun preavviso. Ce ne siamo accorti noi cittadini che la tubatura è ormai vecchia e da cambiare e non da rattoppare, come mai non se ne accorgono l’ACEA, il Comune, il XX Municipio o chiunque sia competente?”

Anche Ferdinando S., altro residente di via Azzarita, è giunto al limite della sopportazione per questa stressante situazione e se la prende con le pessime modalità d’intervento dell’azienda pubblica.

“Durante l’andirivieni di interventi sulle tubature dell’acqua – racconta Ferdinando – gli operai si limitano a trovare la rottura, ripararla e ricoprire di terra gli scavi, senza preoccuparsi (ma questi evidentemente sono gli ordini superiori) di sostituire una volta per tutte l’intera tubazione ormai in coma. Chiaramente, essendo i lavori non previsti, nessuno dei residenti fa scorte d’acqua con conseguenze facilmente immaginabili. Adesso ci siamo rassegnati e cominciamo a riempire d’acqua (quando arriva) vasca e taniche, lavandoci e cucinando come nel medio evo”.

Ma se non sei stato accorto e non hai fatto la scorta non ti resta che cercare un supermercato aperto per comprare qualche confezione di acqua minerale.
Sempre che ciò sia possibile, perché “in zona ci sono anziani, invalidi, bambini, non tutti possono muoversi di casa la domenica per andare a prendere dell’acqua lasciando un invalido da solo in casa” sostiene Alessandra.

Ma c’è dell’altro, ovvero dal danno alla beffa.
Come effetto indotto, i continui ed improvvisi lavori “scippano” ai residenti per giornate intere i pochi posti auto disponibili costringendoli a parcheggiare alla meglio, ma a rischio multa.

“Durante i lavori – spiega ancora Ferdinando – vengono ovviamente transennati i cantieri estemporanei che, in quel tratto di via Manfredi Azzarita, sono coincidenti con gli unici posteggi consentiti (circa 30 per per tutti gli abitanti). Questo obbliga i Vigili Urbani , costretti da un esposto di cui non si può sapere per privacy il perfido autore (che possa restare senza acqua solo lui per sempre!) di venire a fare le multe a tutte le auto forzatamente parcheggiate in maniera arrangiata, più o meno consentita, anche se non creanti ulteriori disagi al traffico”.

“Siamo esasperati, è possibile avere acqua corrente e potabile senza interruzione, visto che si paga il servizio?” chiede Alessandra, alla quale risponde Ferdinando che dalla protesta passa alla proposta lanciando un appello ai residenti del quartiere.

“A tutti propongo di denunciare l’Acea per inadempienza al contratto di fornitura dell’acqua potabile con richiesta di risarcimento dei danni causati e di intimarle l’immediata sostituzione di tutta la vecchia tubatura”. E per il problema parcheggio, “propongo di chiedere ai responsabili del XX Municipio di adoperarsi per risolverlo creando un’area che sia consentita solo ai residenti, in aggiunta ai quei pochi posti già disponibili ed assolutamente insufficienti.”

“E se i disagi dovessero perdurare – conclude Ferdinando rivolgendosi ancora ai residenti di via Azzarita – propongo delle azioni dimostrative come potrebbe essere, ad esempio, andare a parcheggiare tutti insieme sulla Cassia…perché io non ne posso più, adesso basta!”

E’ proprio il caso di dire che al Villaggio dei Cronisti sono con l’acqua alla gola.

Edoardo Cafasso
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