Home AMBIENTE Comitato SOS Discarica Riano: egregio presidente Zingaretti…

Comitato SOS Discarica Riano: egregio presidente Zingaretti…

Il Comitato SOS Discarica Riano manifesta forti perplessità sul fatto che dall’ambito della Provincia di Roma siano stati espressi pareri positivi in merito all’individuazione di Pian Dell’Olmo, area condivisa fra il Comune di Riano ed il XX Municipio di Roma, come sito idoneo ad ospitare una discarica. E nel silenzio delle istituzioni locali, il Comitato ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera aperta direttamente al Presidente della Provincia, Nicola Zingaretti.

“Egregio Presidente Zingaretti, nonostante le recenti inequivocabili dichiarazioni ufficiali rilasciate dal ministro Corrado Clini riguardo all’assoluta non idoneità dei siti “S4” (Quadro Alto) e “S5” (Procoio Vecchio – Pian dell’Olmo) a divenire luoghi di discarica per i rifiuti di Roma, dichiarazioni ampiamente supportate dal perentorio parere negativo espresso dall’Autorità Bacino del Tevere nonché riflesse nel Memorandum del Ministero dell’Ambiente del 28 marzo 2012, rileviamo come restino tuttora apparentemente non smentite alcune preoccupanti esternazioni “fuori dal coro” di matrice PD – ci riferiamo nello specifico a posizioni espresse in favore di Pian dell’Olmo quale ipotesi di discarica temporanea per i rifiuti di Roma -, molte delle quali fuoriuscite dallo stesso ambito della Provincia.

Riteniamo che questa ipotesi mantenga inopportunamente alimentate forti tensioni sociali su una popolazione già duramente provata da molti mesi di legittima opposizione, e chiediamo che su di essa venga resa ufficialmente chiarezza. Consideriamo che questo sia un atto dovuto, essendo ormai ben evidente come le “soluzioni” precedentemente indicate dalla Regione Lazio – fra di esse Quadro Alto e Pian dell’Olmo – risultino inidonee e illegali, nonché scelte senza il supporto delle necessarie valutazioni ambientali e di rilievi preventivi bensì sulla base di meri “riferimenti bibliografici” (come candidamente ammesso pochi giorni fa dall’Ing. Moretti, tecnico del prefetto Pecoraro, di fronte alla Commissione Ecomafie).

Il momento decisionale è imminente, e mai come adesso è inderogabile essere cristallini sul fatto che la salute dei cittadini di Riano e la tutela del loro territorio devono essere al di sopra e al di fuori di ogni logica e compromesso politici. I cittadini tutti, indipendentemente dal loro orientamento politico individuale, si stanno battendo da mesi per questo, lo deve adesso manifestare apertamente la Provincia di Roma, schierandosi insieme ai cittadini dalla parte della legalità e della civiltà, affermando in tal senso senza mezzi termini che sia Quadro Alto che Pian dell’Olmo non si devono toccare.

E’ un’occasione, questa, che la Provincia di Roma ha, per il tramite dei suoi Dirigenti, anche in vista della candidatura PD a governare la Capitale d’Italia, per far sapere a tutti in modo non ambiguo che i principi guida della sua linea d’azione sono in via primaria gli interessi della cittadinanza.

E’ fuori di ogni dubbio che la dichiarazione di un’ rifiuti a Roma sia stata palesemente strumentale e fortemente cercata. E’ stata strumentale perché, ne converrà, ha senso usare la parola quando è un grave ed imprevedibile accadimento a determinarla, come una calamità naturale o qualsivoglia causa di forza maggiore. Nel caso dei rifiuti a Roma, invece, la situazione che si è venuta a creare è unicamente scaturita dall’immobilismo istituzionale, che ha omesso negli anni di predisporre ed attuare per tempo i provvedimenti atti a prevenire un problema, nonostante su Malagrotta pendesse dal 2007 la procedura di infrazione e messa in mora istituita dalla Corte Europea di Giustizia, preferendo rifugiarsi in un meccanismo di continua proroga alle proroghe. E non veritiera, perché se tale fosse stata quando ormai quasi un anno fa è stata dichiarata, le strade di Roma sarebbero già da tempo ridotte come lo erano quelle di Napoli alcuni mesi or sono.

Ora, che Malagrotta debba chiudere non v’è dubbio alcuno: l’illegalità dei conferimenti di rifiuti non trattati è sotto gli occhi di tutti e i cittadini di quei luoghi hanno pagato negli anni un tributo altissimo di gravi malattie e morti (tanto che la Procura di Roma ha aperto un’indagine per far luce su alcuni casi sospetti di neoplasie fulminanti), per non parlare dell’irreversibile disastro ambientale di quel territorio, che i rapporti dell’ISPRA ben certificano. Queste sono le vere ragioni che devono indurre a chiudere il pluridecennale capitolo di Malagrotta, di cui il provvedimento sanzionatorio dell’Europa è solo la logica conseguenza.

E’ proprio per queste ragioni, però, che il non deve più essere ripetuto altrove; Malagrotta è una fabbrica di percolato e di diossina, un mostro che uccide la gente e l’ambiente: chiuderla per aprirne un’altra da un’altra parte significherebbe semplicemente trasferire l’illegalità in un altro territorio, dando inizio altrove a ciò che non si può e non si deve continuare a fare a Malagrotta. Non v’è dubbio, infatti, che la risibile percentuale di raccolta differenziata e il deficit degli impianti di trattamento meccanico-biologico e di compostaggio a Roma non diano attualmente scampo al gravame delle oltre 2700 tonnellate di rifiuto indifferenziato giornaliero che vengono tuttora smaltite a Malagrotta, e che “tal quale” verrebbero riversate in qualsivoglia altra discarica si pensasse di allestire.

Ecco perché no Quadro Alto, ecco perché no Pian dell’Olmo, ecco perché no discariche in altri luoghi: non si può continuare a ragionare su provvedimenti che ricadrebbero sulla vita delle comunità cittadine, sull’economia di un vasto territorio, sulla compromissione dell’ambiente, nonché sulla salute della gente che, ci peritiamo di ricordare, è uno dei diritti primari sanciti dalla Costituzione Italiana. Ci aspettiamo, Presidente Zingaretti, che la Provincia di Roma si faccia portavoce di questi diritti, rendendosi al tempo stesso promotrice e sostenitrice di cicli virtuosi che valorizzino i rifiuti a risorsa economica e ambientale.

Ribadiamo come cittadini il nostro bisogno e il nostro volere di legalità; se siamo in Europa dobbiamo agire come l’Europa, senza deroghe. E se c’è un immediato pre-emergenziale da gestire, sono disponibili provvedimenti transitori senza bisogno di mutilare nuovi territori, come ad esempio la soluzione adottata da Napoli, che si è rivelata fattibile, attuabile in tempi rapidi, e ha risolto un’emergenza già in atto, risultando al tempo stesso anche economicamente vantaggiosa.” (Comitato SOS Discarica Riano)

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1 commento

  1. Bravi!
    Plaudo e ringrazio il Comitato per tutto ciò che ha fatto e che sta facendo.

    Ps: manca una parola all’inizio del sesto capoverso (…quella da usare “quando è un grave ed imprevedibile accadimento a determinarla”). Immagino sia “emergenza”.

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