Home ATTUALITÀ A processo cinque medici del S.Pietro, errore causò decesso del paziente

A processo cinque medici del S.Pietro, errore causò decesso del paziente

ospedale san pietro

Cinque medici dell’ospedale San Pietro sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di aver causato il decesso di un paziente. Dovevano asportargli il rene sinistro colpito da tumore ma nel corso dell’intervento fecero un grave errore chiudendo un’arteria sbagliata e provocando un processo necrotico irreversibile. L’equipe medica tentò di porre rimedio all’errore e nei giorni successivi sottoposero il paziente a ben altri 5 interventi. Ma dopo 36 giorni Virgilio Nazzarri, 52 anni, morì. I fatti risalgono a settembre 2010.

Già il mese successivo i familiari presentarono una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma che dispose l’ autopsia sul corpo. Gli avvocati della famiglia parlarono subito di “un incredibile errore chirurgico” e le conclusioni alle quali giunsero i consulenti nominati dal Pubblico Ministero dettero loro ragione.

Nella perizia depositata il 19 aprile 2011 di dice che la morte fu causa della condotta “imperita”dei medici. Nella relazione si legge che “si rilevano elementi di censura nella condotta dell’equipe chirurgica che ha sottoposto Virgilio Nazzari a intervento di nefrectomia laparoscopica la quale, per imperizia, ha prodotto la sezione del tronco comune celiaco-mesenterico, e che successivamente non ha correttamente diagnosticato e trattato la complicanza occorsa. La condotta dei sanitari che ebbero in cura il Nazzari – conclude la perizia – è in rapporto di causalità con l’evento morte”.

E le indagini si sono concluse oggi con il rinvio a giudizio dei cinque medici disposto dal GUP Maria Bonaventura.

Saputa la notizia, così si è espressa Graziella Nazzarri, moglie del defunto. “Attendevo con ansia l’inizio del processo a carico dei medici ed in particolare del chirurgo che ha operato, ovvero Simone Vita. Non mi capacito ancora oggi come il chirurgo possa aver commesso un errore così macroscopico e soprattutto non averlo riconosciuto nelle ore immediatamente successive così da poterlo rioperare subito per salvarli la vita”.

Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome