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La discarica di Riano approda alla Corte dei Conti

corte-dei-conti.jpgLa vicenda della discarica che si vorrebbe realizzare nella cava di Quadro Alto, a Riano, finisce alla Corte dei Conti, dove l’associazione Ambiente e/è Vita Onlus ha presentato un esposto denuncia ipotizzando un danno all’erario per 250mila euro, cioè la cifra che fin qui sarebbe costata per l’individuazione di una discarica temporanea a Riano. Due le richieste avanzate alla magistratura contabile.

La prima è “una indagine, quanto più sollecita possibile” e  la seconda “l’acquisizione e il sequestro preventivo di tutta la documentazione relativa all’individuazione del sito di Quadro Alto, nonché dello stesso sito qualora i lavori per la realizzazione della discarica dovessero avere inizio, ma soprattutto dei fondi già resi disponibili, di cui ai capitolati di spesa previsti, prima che vengano erogati”.

In sostanza, il congelamento della restante parte dei due milioni di euro a disposizione del prefetto di Roma e commissario all’emergenza rifiuti nella Provincia di Roma, Giuseppe Pecoraro, come previsto dallart. 5 dell’ordinanza della presidenza del Consiglio dei Ministri dello scorso 6 settembre che gli conferiva l’incarico.

L’associazione, più precisamente, ha chiesto “di verificare se, nonostante la sussistenza dei vincoli ambientali adottati dalla Regione Lazio, che rendono inattuabile la realizzazione della discarica nella zona di Quadro Alto a Riano, gli incarichi successivamente affidati dal Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ai due consulenti tecnici nominati dallo stesso, per l’individuazione e la progettazione della discarica stessa sul presupposto dell’emergenza ambientale regionale, conseguente la chiusura della discarica di Malagrotta, per le medesime ragioni di tutela ambientale, rendano il capitolo di spesa assolutamente inutile, inopportuno e oneroso per l’Erario; atteso che il sito di Riano risultava già assolutamente inidoneo sulla base dei fattori escludenti la realizzazione stessa della discarica”; e poi “di verificare non solo il danno che avrebbe subito l’amministrazione procedente, nel continuare a richiedere indagini su un sito inidoneo, ma l’effettivo pregiudizio al patrimonio di tutte le altre amministrazioni coinvolte nella vicenda, le quali si sono viste costrette ad attuare tutta serie di spese, per fronteggiare e contrastare l’individuazione e la progettazione della discarica sul territorio di Riano.
Fatti dannosi dunque anche per le finanze pubbliche del Comune di Riano oltre che per la Provincia di Roma, per somme che complessivamente ed orientativamente sembrerebbero, allo stato della documentazione in proprio possesso, non inferiori a 250.000 euro”.

L’associazione nell’esposto ha ricordato della richiesta del Colari nel 2009 alla Regione Lazio per realizzare lì una discarica, del rifiuto della stessa Regione e del cambio di opinione dell’ente che, l’estate scorsa, ha inserito il sito di Quadro Alto in una lista di sette ritenuti idonei a ospitare una discarica.

“Appare evidente la circostanza che dopo due anni dal rigetto del progetto della Co.La.Ri. la Regione Lazio abbia ripetuto inutilmente le valutazioni di fatto, contrarie alla realtà, contenute nel piano stesso, probabilmente per garantire una qualche utilità a terzi ai quali poteva essere affidata l’ulteriore analisi dell’idoneità del sito- si legge nell’esposto-denuncia- Ciò quando dall’analisi della documentazione cartolare è evidente la violazione della normativa statale e regionale che rende il sito inidoneo per l’apertura di una discarica poiché sottoposta ai vincoli sopra citati”.

Nel documento viene puntato il dito anche contro l’azione del prefetto: “Altro elemento di perplessità sulla corretta gestione del denaro pubblico è la circostanza relativa alla scelta dei due tecnici, nominati dal prefetto, che non sembrerebbero, in base al loro curriculum vitae (così come tratti da internet), esperti in ‘materie di interesse’ per la realizzazione di una discarica. Trattasi dell’ingegner Luigi Sorrentino, nato a Palma Campania, il 28 gennaio 1950, compaesano del commissario dottor Giuseppe Pecoraro e l’ingegner Pietro Moretti, il quale, già autore di alcuni progetti di discarica e di impianti Cdr per conto della Fibe (del gruppo Impregilo), (discariche peraltro già sottoposte a gravi critiche per la contaminazione delle falde, come risulterebbe dall’allegato n. 21) e che sembrerebbe lui stesso, salvo caso di omonimia, anche proprietario della soc. Cidiemme Engineering Srl, di Napoli con sede in via Aniello Falcone n. 249, a cui, in data 2 dicembre 2011, sono stati affidati i lavori di indagine sul sito di Corcolle. Ai due tecnici ingegner Moretti e ingegner Sorrentino viene riconosciuto, per il periodo che va dal 19 settembre 2011 al 31 dicembre 2012, un compenso procapite di 38.333 euro”.
(fonte Agenzia Dire, www.diregiovani.it)

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