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Labaro – Pira (PD): Casa Lazio Bob Lovati, legittimo l’allarme sul destino del Parco

“L’allarme lanciato da molti giovani del quartiere sul destino del parco del Labaro di Colli d’Oro è legittimo e significativo della superficialità con la quale Roma Capitale e Municipio XX governano i processi amministrativi. La totale assenza di comunicazione o di condivisione dei progetti è di per se elemento che tende a rafforzare naturali diffidenze.” Lo comunica Vincenzo Pira, coordinatore PD nel XX Municipio, in una nota inviata alla nostra testata nella quale, oltre a ripercorrere le tappe del progetto di quella che sarà la “Casa Lazio Bob Lovati”, avanza anche delle proposte.

“Fu l’amministrazione Veltroni, su sollecitazione delle associazioni sportive che lamentavano una carenza di infrastrutture sportive nel quadrante nord est della città, a decidere la realizzazione di 4 palazzetti polifunzionali. Due di questi  – ricorda Vincenzo Pira – proprio in XX Municipio: uno a Cesano e quello comunale a Colli d’oro. Le strutture avrebbero dovuto ospitare eventi internazionali e inserirsi nel contesto di riferimento come delle vere e proprie centralità di funzioni socio culturali.”

“Il PD di Labaro e Prima Porta accolse favorevolmente la proposta perché si inseriva in un quadro di opere decise (il mercato coperto tra Via Gemona del Friuli e Via G. Frascheri, il centro civico e casa delle associazioni in Via Monti della Valchetta all’altezza della fontana e gli interventi del PRU – art. 11 – quali il completamento del parco Marta Russo e la realizzazione del cinema 4 sale e della nuova piazza Arcisate) che avrebbero dovuto far uscire il nostro quartiere da una condizione decennale di marginalità trasformandolo in un pezzo di città dotato di servizi pubblici e privati indispensabili.”

“Durante la fase delle scelte e dell’elaborazione sapevamo bene che la rivoluzione programmata avrebbe generato sacche di conservazione o comunque incomprensioni. Per questa ragione – sottolinea Pira – fu necessario allora e lo è soprattutto oggi avere la capacità di mitigare i contrasti e rendere sostenibili i progetti. Dopo il parere favorevole alla realizzazione del polo sportivo la nostra sezione si oppose convintamene alla scelta del sito da mettere a bando.”

“Gli uffici dell’amministrazione comunale scelsero tutto il perimetro (7 ettari) del parco del Labaro in quanto era l’unica area pubblica con destinazione a verde attrezzato presente nel quartiere. La nostra opposizione alla scelta del sito – sostiene il coordinatore PD – non riuscì a modificare il bando ma, tuttavia, portò alla selezione dell’unico progetto che proponeva l’utilizzo di una parte marginale e comunque di bordo dell’area.
Il progetto presentato dalla Lazio Volley impegna infatti una superficie tra i 5000 e i 6000 metri rispetto alle dimensioni del parco (65.000 m) e colloca i volumi e gli standard urbanistici (i parcheggi) nella zona più sconnessa e meno pregiata del parco. La metà della superficie necessaria è recuperata in prossimità della condotta fognaria che giunge in Via Dalmine, in buona parte infestata da vegetazione spontanea. Ma aver avuto queste attenzioni non risolve definitivamente i problemi di impatto ambientale del progetto.”

Quali le proposte? “Riteniamo che sia necessario ridurre il perimetro della trasformazione (che non coincide con quello dell’area di cantiere) in direzione Via Dalmine al fine di contenere il consumo di suolo; realizzare la foresteria nell’attuale sede del servizio giardini che deve essere ricollocata in prossimità dei parcheggi (tale modifica al progetto ridurrà notevolmente le volumetrie previste nell’area verde e doterà Roma Capitale di una nuova sede finalmente a norma) e ridurre le altezze dell’impianto sportivo di almeno 3 metri , comunque nel limite delle norme internazionali, per un inserimento armonico dei volumi nel contesto esistente.”

“Riteniamo infine – è l’ultima proposta di Pira – che sia necessario attraverso l’accordo di gestione rafforzare l’impianto degli interessi pubblici rispettando il canone sociale concordato con l’amministrazione per tutti i cittadini, la possibilità di utilizzo delle strutture per associazioni, scuole, comitati e cooperative sociali impegnate nel sostegno ai diversamente abili. Garantire infine, attraverso la realizzazione di eventi teatrali, culturali e musicali la crescita culturale del quartiere.”

“In assenza di una puntuale informazione e garanzia di difesa del patrimonio e degli interessi pubblici da parte dell’amministrazione municipale e di Roma Capitale l’allarmismo nato nel quartiere (leggi qui) risulta essere non solo motivato ma sacrosanto. Per questa ragione – conclude Vincenzo Pira – chi oggi ha responsabilità di governo intervenga al fine di garantire la piena sostenibilità del progetto e il monitoraggio costante sulle attività pubbliche date in affidamento all’associazione Lazio Volley.”

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9 COMMENTI

  1. Il comunicato è del Circolo PD di Labaro Prima Porta, che ho condiviso e assunto pienamente come coordiantore del PD del XX Municipio.

  2. Scusa ce fate capi pure a noi .
    Nun e’ che ortre che sposta er presidio di scopini per caso volete smantella anche er parco Marta Russo.
    No perche a sto punto a gente e’ lecito che je girano e sfere, so finiti da poco i lavori pe rimette a posto er giardino co 81554,00 Euri.
    Se li sordi nun ce stanno e lecito domannasse ma che state a fa oppure siccome i sordi nun so vostri se ponno butta?
    Scusate Signorotti pollitici ce fate capi pure a noi poracci?
    A gente tra n’po nun c’ha i sordi pe bollette e tutti sti professori che se culleno co e belle parole magari dettate da n sereno distacco da realta nun vorrei che se svejassero all’improvviso dan lungo Letargo .
    A televisone mia me dice ch’ n sicilia se stanno a rivorta , i tassisti se stanno a rivorta , i PARAfarmacisti se stanno arrabbia, ecc.
    e voi pensate a ste st………
    Mister G pensa ai lucchetti .
    A rega mesa che ce stanno troppi i ncendi n giro tocca st attenti a nun bruciasse , er foco come l’acqua se pia tutto quello che trova .
    Nun ce posso crede me sa che sto a sogna forse e’ n’incubo .

  3. Meglio la piscina e la pratica sportiva che tornare a casa con la cacca dei vostri adorati cagnolini , chi ha mai visto bambini giocare nel parco? e chi ha mai visto cittadini socializzare in mezzo alle schifezze che lasciano i padroni dei cani? perche’ nessuno ha mai protestato che il parco per questi motivi e’ impraticabile? pure se fosse un abuso sara’ meglio di come e’ adesso .

  4. Scusate, avete ragione sul fatto che purtroppo alcuni padroni di cani sono incivili e non raccolgono i bisogni del loro cane (io lo faccio sempre), ma è molto peggio vedere il parco sporco di bottiglie di plastica, lattine, carte e cartacce e le panchine distrutte! In ogni caso, il parco va TENUTO e MANUTENUTO, preservato e rivalorizzato, non raso al suolo per l’ennesima mazzetta nella tasca di qualcuno!

  5. Forse non e’ chiaro ,ICANI HANNO I LORO SPAZI e non possono stare nel parco pubblico liberamente; anche se raccogli i BISOGNI resta il fatto che il parco a labaro e’ frequentato solo dai cani….non sono daccordo sul fatto che i BISOGNI sono meglio delle bottiglie o della carta .no questo mai !!! facciamo il comitato contro il comitato ”cittadini di labaro” . Non vedo l’ora di nuotare nella nuova piscina !!

  6. Io al parco ci vado e porto i ragazzi. I miei figli ci facevano i picnic da bambini. Ci vedo in continuazione maratoneti che lo risalgono o scendono per via Dalmine. Non mi pare una invasione di cacche di cani! Invece concordo che è sporco e maltenuto poiché il servizio giardini non pulisce o taglia le erbacce che raramente e sicuramente meno spesso che non al parco antistante, ma già… quello è della zona colli d’oro, mica delle casacce di via dalmine giustiniana, no? Così come è malridotta e sporca tutta la parallela di via Inverigo, ottima passeggiata pedonale esente da macchine e vista campagna, dove una volta i miei figli scorrazzavano in bicicletta, ora invasa da rovi e quant’altro. Rimane il fatto che non perché sia sporco e soggetto ad incuria un parco unico con alberi centenari residui nella zona debba essere distrutto: semmai pulito. Per tutti.

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