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Lucchetti, da tre metri sopra il cielo a tre metri sotto il ponte

Grande ressa oggi a Ponte Milvio. Flash che abbagliano, ronzio di telecamere, decine di giornalisti e curiosi tutti stretti intorno al summit fra Alemanno, Giacomini e Moccia incontratisi appositamente per decidere la sorte dei lucchetti. Risultato? Molto accomodante.

Dopo le polemiche delle ultime 48 ore, dopo che la notizia sulla rimozione dei lucchetti decisa dal XX Municipio è finita sulle testate d’ogni continente, oggi è stato trovato un accordo dal quale escono tutti soddisfatti. I lucchetti traslocheranno da Ponte Milvio per trovare ospitalità qualche metro più in giù sull’argine del Tevere dove, al termine della lunga scalinata, sarà creata una terrazza recintata ed illuminata.
Per realizzare la “piazzetta dell’amore” un apposito progetto sarà elaborato dal Campidoglio.

“Nel tentativo di trovare una soluzione tra quello che è il rispetto dei beni archeologici e monumentali di Roma, come Ponte Milvio, il più antico ponte della città, e quella che è una tradizione moderna, ma ormai consolidata in tutto il mondo – ha dichiarato Alemanno – credo che la soluzione indicata dal presidente Giacomini possa essere quella giusta: spostiamo questo rito sull’argine del Tevere dove non c’è realtà monumentale. Gli innamorati di tutto il mondo potranno venire a ponte Milvio senza intaccare il ponte che deve essere tutelato. Magari metteremo anche un cartello “gli innamorati da questa parte” ha concluso Alemanno.

Va però detto ciò che oggi non è stato detto, è inutile nascondere che ci sarà un problema di tempo e di denaro, per bonificare l’area, metterla in sicurezza ed attrezzarla ce ne vorrà parecchio si dell’uno che dell’altro. Inoltre competente per le sponde del Tevere è l’Ardis, l’Agenzia Regionale, alla quale spetterà l’ultima parola.

E cosa ne sarà dei lucchetti nel frattempo? “La decisione del Municipio è irrevocabile e va comunque eseguita” ci dice sorridendo Giacomini che non ci meraviglierebbe se lo trovassimo una di queste mattine, magari in compagnia di qualche rappresentante dell’opposizione visto che la mozione è stata bipartisan, con delle cesoie in mano a dare seguito alla volontà del Consiglio.

Una cosa è certa, di visite del sindaco a Ponte Milvio ce ne vorrebbe una al mese. Per l’occasione infatti sono stati allontanati i venditori abusivi di lucchetti e pennarelli e l’intera arcata della Torretta Valadier è stata ripulita dalle centinaia di scritte che la imbrattavano.

Bene o male la decisione di oggi lascia soddisfatti i rappresentanti PdL del Municipio presenti: lo è l’assessore alla cultura Marco Perina e quello all’urbanistica, Giuseppe Mocci, così come lo è il consigliere Giuseppe Calendino. Non lo sono  invece Alessandro Cozza e Daniele Torquati,  del gruppo PD. Quest’ultimo ci dice “per noi è importante che vengano rimossi i luchetti. Non condividiamo inoltre la scelta del Sindaco di concertare la soluzione con uno scrittore di libri sotto i riflettori delle telecamere anzichè confrontarsi con i rappresentanti dei cittadini in un modo più istituzionale”.

E Moccia? Non glielo abbiamo chiesto per non disturbarlo, stava già prendendo appunti per il nuovo libro: da tre metri sopra il cielo a tre metri sotto il ponte.

Claudio Cafasso

 

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1 commento

  1. Chiamato a Ponte Milvio da amici in rappresentanza del Comitato per il Tevere in occasione dell’estemporaneo sopralluogo del sindaco per il “gravissimo caso” dei “lucchetti perduti”, non ho potuto avvicinarlo per la ressa di fotografi e intervistatori, abbacinati più che altro dalla presenza di tal Moccia che non conoscevo.
    Tutto ciò di fronte alle risate più o meno scandalizzate del poco pubblico presente. Perché, in effetti, il protagonista della pomeridiana era lui, il tal Moccia, più che il sindaco.
    Non so come si sia svolto il dialogo, ma mi dicono che il Moccia (e di conseguenza il sindaco) alla fine abbia soggiaciuto alla deliberazione coraggiosamente assunta dal Municipio Roma XX. C’è poco da scherzare, lo sapete cosa vuol dire per dei politici sfidare personaggi di tale “levatura morale e civile”, di fama addirittura mondiale? E mettersi contro il mondo dei coatti? Ricordate i “sorcini” dei quali lo Zero implorava il soccorso nei momenti di difficoltà? Da ridere, in confronto ai pennarelluti, ai lucchettari, ai tremetristi volanti.
    Perciò non sottovalutiamo il carattere e la determinazione mostrati dai rappresentanti del Municipio Roma XX nel deliberare lo sgombero della ferraglia dal Ponte più storico di Roma. Una vittoria per tutti i cittadini romani.
    In conclusione, l’importanza che il sindaco ha dato al troppo citato Moccia non ha fatto altro che procurare all’individuo ulteriore pubblicità gratuita, che lui ha accolto di buon grado. Mostrando sconforto (chissà dentro come se la rideva!), il desso ha “accettato” che i “suoi” lucchetti vengano posti sulla banchina sottostante, sotto la scala di accesso.
    Guarda caso, era proprio la soluzione che ho prospettato da diversi anni, senza essere ascoltato. Spero solo che, in omaggio alla verità e per dimostrare che “nemo propheta in patria”, VCB ne trovi le tracce.
    Mentre il sindaco titolare scompariva nel nulla, il Moccia restava a passeggio sotto la “sua” torretta” del “suo” ponte, non negando ad alcuno le sue esternazioni; aspettava forse – invano – i “suoi” ragazzotti sognatori che lo portassero in trionfo. Il fatto è che per trasportarli da fuori con le tradotte ci vuole tempo, e la cosa non era programmata, sennò avrebbero davvero dato l’assalto al Municipio XX, come Forte Apache, secondo le indicazioni del loro idolo.
    A proposito, se la frase l’avesse detta qualcun altro, non sarebbe stato subito accusato di istigazione a delinquere? Vabbè, prendiamola solo per imbecillità galoppante…

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