Home ARTE E CULTURA Andrà tutto bene per Stefano Iannaccone al suo primo libro

Andrà tutto bene per Stefano Iannaccone al suo primo libro

Alle 11 di venerdì 23 dicembre, all’interno della Torretta Valadier, a Ponte Milvio, verrà presentato il libro “Andrà tutto bene” (edito da La Bottega delle parole, 10 euro, pp. 160). Una grande emozione per l’autore, il giornalista e scrittore Stefano Iannaccone. Si tratta infatti del suo primo libro, un romanzo che si snoda tra le incertezze della vita universitaria, le prospettive di un lavoro precario e l’ansia verso l’instabilità sentimentale.

Ma niente paura, perché le storie che si intrecciano in questo romanzo danno un positivo senso di speranza e fiducia.

Il libro racconta la storia di Marco, aspirante giornalista, che, arrivato quasi al termine del suo percorso universitario, sogna di diventare scrittore. In una Roma dalle mille possibilità, cerca di realizzare il suo sogno. La sua vita si intreccia con quelle di tanti giovani, suoi amici, solo in apparenza più sicuri di lui. Piano piano in Marco vanno a delinearsi progetti da realizzare. Ma all’improvviso nella sua vita irrompe Fabiana, una ragazza enigmatica, con alle spalle una difficile storia familiare, cameriera per sopravvivenza e pittrice per passione.

Abbiamo avuto il piacere di incontrare Stefano Iannaccone e scoprire qualcosa di più sul suo libro.

Cosa ti ha spinto a scrivere un romanzo? L’idea iniziale, la bozza da cui è nato, non era certo pensata come un romanzo, un libro stampato con tanto di nome in copertina. Probabilmente solo nei sogni più reconditi immaginavo che potesse essere pubblicato e letto al di fuori della cerchia dei miei amici. Dunque scrivevo per puro piacere. Immaginavo storie, facevo riflessioni e le trascrivevo perché mi rilassava. Era un tonificante per me stesso, un momento di evasione molto gradevole. E devo dire che in quei momenti si è innescato un meccanismo difficile da spiegare: è arrivata l’empatia con personaggi… tanto che ho finito per sognarli”.

Che esperienza è stata? “Preferisco non sprecare aggettivi: non renderebbero bene l’idea. In tal senso basta riallacciarsi a quello che dicevo prima: quei nomi, scritti su fogli o sullo schermo di un pc, assumevano una vita propria quando la storia prendeva forma nella mia testa. Il fatto che li abbia addirittura sognati significa… qualcosa. Ma per non eludere del tutto la domanda, dico: è un’esperienza che va vissuta… al di là della pubblicazione o meno”.

Quanto c’è di autobiografico nel libro? “C’è abbastanza, ma molto meno di quanto possa sembrare. Io, come Marco (protagonista del romanzo), mi sono trasferito a Roma per la Laurea Specialistica e diciamo che alcuni miei tic caratteriali li ho trasferiti su di lui, magari esagerandoli in chiave anche ironica… almeno spero. Altri personaggi hanno trovato ispirazione nella descrizione fisica con persone che davvero conosco; ma ciò avviene solo in una fase iniziale. Poi la storia prende una direzione propria di totale fantasia. In sintesi posso dire: l’aspetto autobiografico mi ha fornito un punto di partenza”.

C’è un autore del passato o contemporaneo a cui ti sei ispirato? Mi piace leggere soprattutto i contemporanei. Nel periodo in cui stavo scrivendo i miei ‘pensierini’ leggevo molto Andrea De Carlo e Chuck Palahniuk: credo che, seppure in modo involontario, ci sia un po’ di influenza sul romanzo. In generale poi Don De Lillo è uno scrittore che mi ispira narrativa. Infine voglio sfatare il mito dell’esterofilia letteraria: giusto per fare due nomi, ci sono gli italianissimi De Silva e Veronesi che meritano molta attenzione”.

A quale tipo di pubblico è rivolto “Andrà tutto bene”? Soprattutto a un pubblico giovane. Per chi vive il mondo universitario, l’ansia della precarietà, la sfiducia verso il proprio Paese sarà più facile l’approccio al testo. Ma per questo motivo può essere utile anche a una fascia più adulta: pur non essendo un saggio di sociologia, spero possa tornare utile a comprendere le preoccupazioni dei ventenni, che si affacciano verso i 30. Con la romantica disillusione di chi pensa che… andrà tutto bene”.

Stefania Giudice

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome