Home ATTUALITÀ Assocommercio Roma Nord: no ai marcipiedi fai-da-te di via Flaminia Vecchia

Assocommercio Roma Nord: no ai marcipiedi fai-da-te di via Flaminia Vecchia

“La nostra Associazione rivolge ad Alessandro Cozza, consigliere PD del XX Municipio, un attestato di stima per quanto sta facendo sul problema della sosta e del traffico in quel terribile triangolo della Bermude costituito da via Riano, via Flaminia e viale Tor di Quinto.”  Così in una lettera Giovanna Marchese Bellaroto, presidente di Assocommercio Roma Nord, in relazione ai marciapiedi fai-da-te di via Flaminia Vecchia a Ponte Milvio, quei marciapiedi che da qualche giorno si allungano  e si allargano a piacimento del singolo operatore commerciale.

Il fatto è stato infatti oggetto di una denuncia del consigliere Cozza (leggi qui) che ne farà oggetto di una question time al presidente del XX Municipio, Gianni Giacomini, nella prossima seduta di Consiglio .
Ma nel frattempo Cozza incassa questo importante appoggio da Assocommercio Roma Nord, che non fa sconti a nessuno, tanto meno a chi, per un verso o per l’altro, ha consentito a Trony l’apertura delle due sedi di via Riano da 2500 mq l’una.

In una lettera inviata ai vertici del Campidoglio, del XX Municipio e del XX Gruppo di Polizia locale di Roma Capitale, così dichiara Giovanna Marchese Bellaroto: “In questo angolo storico della città vecchia di Roma nord  già portato al collasso per la transumanza di normali licenze commerciali, da 44 piccole attività inserite in un centro commerciale integrato a una mega struttura di vendita di 5000 mq tutta denominata con lo stesso marchio ma stranamente divisa su due livelli distinti con registratori di casse separate, come se fossero due licenze diverse, la ricaduta dannosa di questa perfida operazione di risanamento di un area mercantile in disfacimento ha lasciato sul territorio delle ferite profonde ed ancor di più, ha modificato negativamente la vita di chi è costretto a continuare a vivere ed a lavorare lì intorno.”

“Basti pensare che chi ha autorizzato la modificazione dei flussi di traffico e la nuova viabilità si è preoccupato primariamente di far affluire il maggior numero di autoveicoli possibile verso l’ingresso del mega negozio, senza però tenere conto della necessità di aumentare i posti di sosta del parcheggio già esistente, senza accorgersi che le dimensioni delle sedi stradali che fra loro si innestano, non avrebbero facilmente consentito il deflusso delle auto così aumentate a percorrerle nei doppi sensi di marcia, senza ancor di più rendersi conto o preoccuparsi delle esigenze dei cittadini o degli altri negozianti…. hanno fatto sparire la possibilità di sosta, di carico e scarico ed addirittura hanno eliminato le soste obbligatorie per i disabili”.

“Tutto questo scempio – incalza la presidente di Assocommercio Roma Nord – è l’entropia che da questa azzardata operazione di riutilizzo di un immobile, se pur preesistente, si produce in termini di cattiva pianificazione urbana su di un territorio già di per se ” fragile “. Ma ancora ci si impegna nello stesso terribile triangolo delle Bermude a fare di peggio e quindi si dà sfogo ad una personale e suggestiva interpretazione di una delibera comunale sull’occupazione del suolo pubblico. Per immaginare di rendere addirittura quel suolo edificabile in proprio ed a proprie spese, basta farsi approvare un progetto dal XX Municipio.”

“Noi si, siamo una associazione che raccoglie i commercianti ed i servizi del nostro quadrante, ma non possiamo certo accettare che dei commercianti appunto, in particolare gli interessati sono gestori di attività di somministrazioni e ristorazione, possano pensare di avere il diritto di interpretare, una se pur legittima esigenza di occupare degli spazi maggiori, utilizzando per farlo una richiesta di occupazione del suolo pubblico, a danno della collettività, accorpando per questo scopo degli ambiti stradali che rispondono alla proprietà di tutti e non di uno solo.”

“Ma ancor di più – insiste con foga Giovanna Marchese Bellaroto – mi meraviglia la mancanza di rispetto delle regole urbanistiche o la loro pressoché totale ignoranza, nella fattispecie assolutamente in contrasto con le autorizzazioni evidentemente concesse dagli uffici preposti, che forse non hanno ben presente l’impossibilità di modificare a vantaggio di un singolo una porzione di sede stradale che attiene alla pertinenza pubblica ed è funzionale al normale svolgimento del traffico e della sosta.
Regole governate da rigidi calcoli matematici, urbanistici appunto, che dimostrano l’effettiva superficie di sosta necessaria, la dimensione minima delle carreggiate per rendere possibile lo svolgimento del transito delle autovetture attratte dalle attività commerciali di quella specifica via, in determinati orari, in relazione anche alle unità abitative.
Tutto quanto sopra per sostenere che l’affermazione dell’interesse di un ego non può coincidere mai con l’interesse di una collettività che cerca di rispettare il proprio territorio, coniugando gli interessi di ognuno in armonia sostenibile.”

“Saremo dunque al fianco del consigliere Cozza nella richiesta immediata di ripristino dello stato di quei luoghi e tutti gli altri luoghi nel nostro municipio, dove negli ultimi anni sono aumentate a dismisura le superfici dei marciapiedi a danno della sede stradale per regalare tettoie a dei fortunati, o nuovi spazi per postazioni ambulanti, disordinate e non regolamentate, di fronte alle vetrine del commercio regolare lungo le vie dello shopping e non come previsto, in adiacenza agli ambiti mercatili.

“Sono semplici regole – conclude – di sana e trasparente amministrazione nel tentativo di agire in equità nel rispetto per tutti gli attori del sistema produttivo della nostra città, per armonizzare la tolleranza di interessi nella certezza che, svendere il suolo della nostra città non è il modo migliore per rispettarla”.

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11 COMMENTI

  1. approfitto delle pagine di VCB per ringraziare pubblicamente l’Associazione Assocommercio RomaNord e il suo presidente Giovanna Marchese Bellaroto per l’attestato di stima e il loro sostegno nel combattere questa comune battaglia.
    Alessandro Cozza
    cons. Pd

  2. Il buon senso civico abbonda, come dimostra Giovanna Bellaroto, sempre presente sui tanti problemi del nostro territorio, a volte derivanti ,ahimè, dal buonsenso che scarseggia purtroppo, in chi ci rappresenta e utilizza le proprie competenze a vantaggio di pochi contro i diritti diffusi

  3. Buongiorno; trovandomi dall’oggi al domani un marciapiede e del caos in piu’ e dei posti auto in meno ho chiesto lumi al municipio XX; il virgolettato e’ una parte della risposta ricevuta via mail:
    “il titolare di un’attività commerciale, qualora volesse richiedere l’occupazione del suolo pubblico e non avesse lo spazio davanti alla propria attività può richiedere di realizzare un marciapiede idoneo ad ospitarlo.Tale richiesta deve passare al vaglio della polizia municipale per gli opportuni controlli sulla pericolosità e opportunità data la diminuzione di posti auto.In questo caso il XX Gruppo della Polizia Municipale non ha ritenuto inopportuna tale decisione.”
    Questo riportato e’ quanto mi ha scritto l’assessore ai LL.PP., manutenzione urbana e decentramento del Municipio Roma XX

  4. Esatto Gabriele; anche io quando ho letto la risposta ho alzato un sopracciglio e ho detto “Hmm”

    a casa mia si direbbe che e’ un ‘caciabal’

    a Roma si usa un espressione piu’ colorita (che evito di mettere)

  5. @ decio meridio; io sono propenso a credere che comincera’ un ping pong tra Polizia Municipale XX e Municipio XX su di chi e’ la responsabilita’

    e’ lampante ed e’ sotto gli occhi di tutti che e’ stato commesso un madornale errore nel concedere l’allargamento dei marciapiedi

    ma sono ,purtroppo, sicuro che
    A)i marciapiedi rimarranno
    B)non verra’ fuori il nome del repsonsabile

  6. I marciapiedi fai da te sono qualcosa di incredibile, si fa fatica a credere che ciò sia potuto accadere. In un quartiere dove la vivibilità è messa a dura prova quotidianamente, si continua a fare regali ai gestori dei locali di ristorazione, che più di tutti contribuiscono al degrado della zona.
    E sono anche convinto che gli ingenti guadagni di queste attività commerciali non ricadano nemmeno in minima parte sulle collettività, anzi forse sono fonte di costi aggiuntivi, basta pensare all’ingente sforzo compiuto da mezzi e uomini dell’ama a partire dalle sei di mattina, solo poche ore dopo che si sono placati i rumori della movida notturna (c’è perfino una discoteca a cielo aperto…. anche questa storia incredibile, ma chi l’ha autorizzata!?).
    Spero vivamente che nella seduta del 19/12 si proceda alla revoca della direttiva del presidente del municipio del 18/3/11 che ha autorizzato questo scempio.

  7. @Gianluca: sfondi una porta aperta! in quest’angolo di strada se ne sono gia’ viste di tutti i colori ; uno su tutti e’ il Gone al civico 458: la discoteca all’aperto tra i palazzi, che puo’ suonare musica ad un livello assurdo fino alle 02:00/02:30 oppure che puo’ fare barbecue senza minimo rispetto di regole igienico sanitarie e di sicurezza oppure fare il mercatino di vestiti/gioiellini senza mai emettere uno scontrino che sia uno.

    Il municipio sta badando unicamente agli interessi dei locali (per cui principalmente dei loro proprietari e poi di chi li frequenta) a discapito di chi in quella zona ci vive e subisce la sporcizia, il rumore, il traffico.
    E’ desolante!

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