Home ARTE E CULTURA Ponte Milvio – Un palcoscenico nella Torretta Valadier

Ponte Milvio – Un palcoscenico nella Torretta Valadier

A distanza di pochi mesi, le porte della Torretta Valadier di Ponte Milvio si riaprono ad una performance teatrale. Sabato 26 novembre alle 21.15, Gabriela Corini, forte del successo ottenuto nella passata edizione, riporta alla Torretta una delle opere più sentite di Rainer Maria Rilke, “Il canto di amore e morte dell’alfiere Christoph Rilke”, che replicherà i giorni successivi sino a mercoledì 30 novembre. Data la particolarità dello spazio e della performance, i posti sono limitati a 15. Occorre dunque prenotare telefonando al numero 3207297217.

Proprio nella Torretta Valadier lo spettacolo, grazie alla disponibilità dell’Assessorato alla Cultura del XX Municipio, ritrova dunque la giusta collocazione ambientale. Infatti, dopo averlo allestito nel magnifico Castello di Sarteano, Gabriela Corini desidera riproporlo esclusivamente in spazi che concorrano, con la loro particolarità, al sapore ed alla intenzione della performance che, non inseguendo propositi di “allestimento” scenografico, desidera piuttosto “respirare” e “palpitare” con lo spazio stesso.
La performance, infatti, vuole dare materialità al testo, incarnando la voce della poesia stessa. Poesia che, oggi come allora, si alimenta del dolore causato dalle guerre. Un testo attuale, dunque, nonostante i suoi centododici anni.

L’autore nel 1899 trasse i temi di Die Weise von Liebe und Tod des Cornets Christoph Rilke da una cronaca apparsa nel 1665 a Regensburg. Una relazione del conte Johan Stauffemberg, secondo cui, l’alfiere Christoph Rilke, fratello di Otto Von Rilke, avrebbe prematuramente incontrato la morte nel 1663 in Ungheria combattendo contro i turchi durante la campagna di Raimondo Montecuccoli. Un testo emotivo, scritto da Rilke in una sola notte del 1899, che divenne per i soldati della prima guerra mondiale, l’espressione del loro “disagio doloroso”.

Gabriela Corini interpreta l’anima universale, osservatrice e contenitore delle esitazioni, dei dubbi e delle emozioni dei soldati in guerra. Una sorta di dea della prossimità che si affianca ai combattenti condividendo il loro ineluttabile karma.
La sua invisibile presenza, voce narrante di sogni, nostalgie ed accadimenti, vuole condurre lo spettatore agli anni di quel conflitto, attraverso evocazioni sensoriali, oltre che emotive.

Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome