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Vigna Clara – Tentata rapina a una banca: routine o effetto della crisi?

Martedì 8 novembre, Vigna Clara: tentata rapina alla filiale Bnl di piazza Carli. Qualche istante di paura, ma per fortuna nulla di grave è accaduto. Di per sé questa non è una notizia. Quanti i tentativi di rapina negli anni a danno delle banche? Tantissimi. Si potrebbe dire, in un certo senso, che il tutto rientra nella norma.

Ma forse questa volta qualcosa potrebbe essere diverso e una “non notizia” potrebbe trasformarsi in notizia. Spieghiamoci meglio, in effetti il titolo di questo articolo ha volutamente un che di provocatorio.

E’ sotto gli occhi di tutti, più o meno attenti, più o meno interessati al tema, la difficile situazione che il nostro Paese sta attraversando. Il rischio fallimento non sembra affatto un miraggio, al contrario. I timori di finire in ginocchio e di assistere esattamente a ciò che sta succedendo in Grecia sono elevati. E proprio il dramma che sta attraversando la Grecia, in qualche modo, ci ha portato a riflettere su quanto accaduto alla Bnl di Vigna Clara.

Puro gioco di fantasia? Forse.
Un servizio andato in onda proprio la sera di martedì 8 novembre, all’interno del programma televisivo di Raitre “Ballarò”  (clicca qui), ha analizzato la grossa crisi che ha travolto la Grecia. Tra le tante cose, è stato messo in evidenza il fatto che nel Paese ellenico sono aumentati i furti, in quanto le persone hanno cominciato a togliere il proprio denaro dalle banche e a conservarlo in casa.

Di conseguenza, come sottolineato dal servizio, nell’ultimo anno i clienti che hanno acquistato una porta blindata dopo aver subito un furto sono aumentati del 60 per cento. A quanto pare, anche se non ci sono cifre ufficiali, i furti sono notevolmente accresciuti. Anche l’Italia è su questa strada?

Quel che è certo è che il momento è serio. Ciò che si sta registrando in Grecia potrebbe rappresentare un’anteprima di quello che presto potrebbe accadere da noi. E semplici episodi come quello della sventata rapina alla Bnl del gruppo Bnp Paribas di martedì potrebbero essere un campanello d’allarme. O forse no. Il dubbio però potrebbe essere lecito.

Mercoledì 9 novembre, Eugenio Scalfari, ospite di “Otto e mezzo” su La7 (clicca qui), rispondendo a una domanda di Lilli Gruber che gli chiedeva se dal ’45 a oggi l’Italia si fosse mai trovata in una situazione economica così drammatica, ha ricordato che il nostro Paese si è trovato “in una situazione drammatica, ma forse non come questa, nel ’92/’93, quando era presidente del Consiglio Giuliano Amato e governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi”.

Il giornalista, fondatore del quotidiano La Repubblica, ha ricordato: “Al tempo fu lo stesso Amato ad invitare il presidente della Repubblica dell’epoca, Oscar Luigi Scalfaro, a chiamare Ciampi. Perché sentiva la necessità che il governo fosse nelle mani di una figura che avesse una certa statura tecnico-politica”.

Scalfari ha poi parlato di due fenomeni molto gravi: uno è il “credit crunch”, ossia l’imbottigliamento del credito bancario; l’altro è la recessione. Parlando del “credit crunch”, ha spiegato: “Dal momento che le banche italiane hanno pochissimi titoli greci, ma hanno moltissimi titoli italiani in portafoglio, se i titoli italiani si deprezzano fino a questo punto i valori, gli attivi, delle banche si deprezzano e quindi le banche si trovano incartate nella situazione in cui devono praticare ai loro clienti dei tassi di interesse molto elevati”.

E riferendosi poi alla recessione ha detto: “Noi stiamo marciando a un ritmo previsto dello 0,3 di aumento del Pil nell’anno in corso, il governo ancora prevedeva che invece nel 2012 l’aumento fosse dell’1,5, sempre molto basso, però… Se si innesta la recessione, che secondo molti esperti di fatto c’è già anche se ancora non si manifesta nelle cifre numeriche, questo vuol dire che noi non solo marciamo a tassi di questo genere, ma andiamo sotto lo zero e questo diventa un problema”.

A onor del vero Scalfari ha poi sottolineato che l’Italia è un Paese che ha risorse, ma quale potrebbero essere le misure più idonee per evitare il rischio bancarotta?

Non è compito nostro dare la risposta e non ne saremmo neppure in grado. Noi possiamo solo osservare la realtà che ci circonda e chissà che i piccoli episodi della vita quotidiana non siano un riflesso di qualcosa di più grande.

Magari è solo un esercizio di fantasia, ma, come si dice, a volte la realtà supera la fantasia. E forse è bene rifletterci su.

Stefania Giudice

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