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Roma: Metro C, Metro no, Metro si

L’ultimo tratto della terza linea della Metro C, da San Giovanni alla Farnesina, è sparito dal dossier delle opere necessarie all’eventuale svolgimento delle Olimpiadi 2020. Manca il progetto, non si conoscono i tempi, non ci sono i fondi. Questa la denuncia de La Repubblica del 22 ottobre prontamente smentita nelle ore successive dal Sindaco Alemanno. Ma a smentire la smentita ci pensa, mercoledì 2 novembre, Mario Pescante, facendo irritare non poco il primo cittadino.

Alla denuncia de La Repubblica, che in realtà aveva fatto solo notare come il progetto della terza tratta della Metro C, 7 chilometri per 7 fermate (Venezia, Chiesa Nuova, San Pietro, Oslavia, Ottaviano, Auditorium e Farnesina, leggi qui) era sparito dall’elenco delle opere necessarie a dare forza alla candidatura della Capitale alle Olimpiadi 2020, il sindaco Alemanno, dalle pagine del suo blog personale, aveva così risposto.

“La metro C non è stata messa nel dossier olimpico per non appesantire di opere non direttamente attinenti con le Olimpiadi. Nessuno si deve inventare stupidaggini per cercare di creare confusione. Il dossier delle Olimpiadi, d’accordo con il comitato olimpico, è stato snellito proprio per renderlo più sostenibile per quella che è la candidatura stessa. La Metro C va avanti come previsto con i finanziamenti statali poi, dopo l’ultimo tratto, ci sarà un project financing. Non cambia nulla. E’ stata levata dal dossier non perchè non si farà ma semplicemente per separare nettamente le opere strettamente necessarie per le Olimpiadi da quelle che servono alla città ma non sono direttamente connesse alle Olimpiadi”.

Sembrava dunque che ogni cosa fosse tornata al posto suo. La terza tratta si farà, Roma Nord avrà la sua metropolitana.
Dopo la calma però c’è sempre la tempesta.

Ieri, mercoledì 2 novembre, Mario Pescante, presidente del Comitato promotore della candidatura Roma 2020, dopo aver incontrato il sindaco in Campidoglio, così dichiara alla stampa: “Il progetto della metro C non è stato inserito nel programma olimpico per non crearci problemi in Parlamento, in particolare con una forza politica. Una forza politica che quando sente parlare di finanziamenti statali alla capitale ha sempre da ridire”. Il riferimento a presunte interferenze della Lega Nord nei confronti del finanziamento era più che scontato.

Abbastanza indispettita la replica del Sindaco: “Pescante ha volgarizzato, la Metro C si farà comunque, a prescindere dalle Olimpiadi. Ma nel dossier non ci devono essere appesantimenti, solo opere indispensabili. La Metro C è già finanziata ed il finanziamento non deve passare per il Parlamento ed il tema vero è quello di rappresentare a tutto il Parlamento, e non solo alla Lega, una spesa sostenibile, non caricandola all’interno del Dossier con infrastrutture che sono già finanziate e che non sono di diretta competenza olimpica. Il tema e’ stato ampiamente spiegato, Pescante ha volgarizzato questo tema in maniera sbagliata e fuori luogo”.

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5 COMMENTI

  1. Messaggi alquanto fumosi senza indicazioni e riferimenti su tempistiche e date.

    Quindi il famoso prolungamento della C si fermerà a farnesina e non proseguirà come inizialmente previsto fino a grottarossa ? Oppure le parole di Alemanno (“La Metro C va avanti come previsto con i finanziamenti statali poi, dopo l’ultimo tratto, ci sarà un project financing”) sono da intendersi come un assenso al prolungamento sulla cassia ?

  2. Un prolungamento subordinato a nuove cubature concesse ai costruttori? ricordate l’inchiesta di Report? con questo sistema si sono creati nuovi quartieri, ma il ferro promesso non è arrivato.

  3. resta solo la speranza che Roma non venga scelta per le olimpiadi del 2020. Di problemi viari Roma Nord ne ha già abbastanza anche senza olimpiadi.

  4. Lascia perplessi il fatto che il progetto Metro C della giunta Veltroni, avrebbe reso fruibile la metro C a Grottarossa dal 2015 e invece dal momento dopo l’elezione di Aledanno sia stato stralciato e addirittura finanziato un nuovo progetto, il che la dice lunga sulla volontà di risolvere il problema traffico sulla Cassia. Il project financing è una novità che ci deve mettere in guardia. Già quando Aledanno era ministro dell’agricoltura sembra abbia concesso dei terreni dei campi sperimentali all’editore-costruttore Bonifaci che ha anche affittato e comprato altri terreni della valle della crescenza. Il consigliere Calendino che spinge per far deviare il percorso verso l’ospedale Sant’Andrea facendolo passare per questi terreni è quanto meno singolare. Ci dicano se già hanno deciso di fare col project financing nuove cubature in questa valle semi-incontaminata in cambio di due bruscolini per un tratto di metro non fruibile dai cittadini dell’asse Cassia.

    Gino Benedetti
    Coordinatore PD circolo Cassia

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