Home ARTE E CULTURA Via Flaminia – Buone notizie per il Gladiatore

Via Flaminia – Buone notizie per il Gladiatore

“Il mausoleo è malato e deve essere salvato”. Così aveva affermato a Luglio il sottosegretario ai Beni ed alle Attività Culturali, Francesco Giro, al termine di un sopralluogo negli scavi di via Vitorchiano, sulla Flaminia. Ed oggi arrivano le cure, finanziamenti a sufficienza per la totale messa in luce e salvaguardia.

E’ stato il suo collega, il sottosegretario Riccardo Villari, a darne notizia nel rispondere ieri ad una interrogazione parlamentare nella quale ha spiegato che “i finanziamenti 2011 della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma consentiranno, a breve, la totale messa in luce del monumento mediante ulteriori carotaggi cui seguirà la predisposizione dei provvedimenti di tutela con i necessari confini di rispetto. Si stanno organizzando, contemporaneamente, tutte le operazioni indispensabili volte al consolidamento e alla tutela dei manufatti marmorei e della necropoli”.

Un annuncio da accogliere con la massima soddisfazione perché il mausoleo è malato veramente.
Già il nostro servizio fotografico di marzo 2011 (clicca qui) ne aveva documentato lo stato di deterioramento ma a confermare la nostra concreta percezione è stato proprio il sottosegretario Giro dichiarando, sempre a luglio 2011, “mi accorgo con un certo allarme che le strutture architettoniche sono colpite da fenomeni di sfaldamento, fessurazione e da deterioramenti batterici che ne compromettono l’integrità”.

E’ dunque un malato che non può essere abbandonato a morte questo piccolo ma preziosissimo “foro romano” di via Vitorchiano, una vera perla dell’intero territorio di Roma Nord. Un’area, la cui vista al primo colpo d’occhio già sbalordisce, sulla cui superficie insiste un lungo tratto perfettamente conservato ed integro dell’antica Via Flaminia che presenta su entrambi i lati la “crepidine” realizzata in scaglie basaltiche disposte a taglio.

Ma non è solo l’antica via Flaminia a lasciare a bocca aperta.

Chi ha avuto la fortuna come di noi di potersi immergere in questo stupendo scenario, non può non essere rimasto ammaliato dai numerosi e grandi blocchi di marmo con timpani, dalle lastre decorate, dai capitelli meravigliosamente scolpiti e dalle tante iscrizioni che hanno poi consentito di accertare che si tratta della tomba di Marco Nonio Macrino, grande generale vissuto tra il 111 ed il 175 d. C., originario delle terre di Brescia.
Quello che ha ispirato il film “Il Gladiatore”, per la regia di Ridley Scott ed interpretato da Russell Crowe.

Ma sull’aera, come noto, pende la “minaccia” di edificazione di circa 20mila metri cubi di cemento. La società a cui fa capo il terreno ha avuto infatti, ancor prima dell’eccezionale ritrovamento, un iniziale parere favorevole dalla Soprintendenza per costruire due palazzine sulla collinetta a sud-est dello scavo. Un progetto edilizio che, per quanto assurdo solo pensarlo, potrebbe riportare nel buio dei secoli e della terra un sito archeologico di un’unicità incredibile.

Su questo punto il sottosegretario Riccardo Villari, sempre rispondendo all’interrogazione, ha spiegato che tre anni fa era stato rilasciato questo nulla-osta solo in quanto “non era stata ancora raggiunta la profondità archeologica necessaria per comprendere la vera entità del rinvenimento che si è palesato solo nel 2010”.

Oggi che tutto è alla luce del sole e che ci si è resi conto dell’inquantificabile valore della scoperta va scongiurato in ogni modo che su quell’area sorga un insediamento edilizio.
Ed una risposta è arrivata dal sottosegretario Villari anche su questo tema: “sono in corso i necessari approfondimenti per l’individuazione delle iniziative da adottare, finalizzate alla valorizzazione dell’importante area, tenendo anche conto della posizione dell’impresa costruttrice che vanta titoli edificatori nell’area, al fine di garantire la prioritaria esigenza della tutela”.

La risposta non ha però soddisfatto il senatore Serra (UDC), autore dell’interrogazione, perché dalle parole di Villari “non si è capito che cosa poi il Ministero e la Soprintendenza vogliano concretamente fare. Le due palazzine di lusso richiamate nell’interrogazione stanno infatti per essere costruite perché la Soprintendenza non ha opposto resistenza e, anzi, nel piano di ristrutturazione ha dato il benestare. La domanda che ho rivolto è questa: queste due palazzine saranno costruite o no?”

Ad onor del vero ad una domanda così precisa, che supponeva solo un si od un no, non è stata data risposta altrettanto precisa.
Ed è per questo che il senatore Serra ha concluso la sua replica dicendo:”non posso quindi che continuare a chiedere al Ministro e al Sottosegretario un interessamento forte perché la Soprintendenza rivaluti la posizione circa la ristrutturazione urbanistica e, soprattutto, ricordare al sindaco – e da parte del Ministero autorevolmente potrà essere fatto – che può anche agire in deroga.”

Gladiatore o non gladiatore, e scartata l’assurda ipotesi che le palazzine vengano costruite sulla tomba di Marco Nonio Macrino, pare proprio che ci siano tutti i presupposti giusti perché Roma nord possa sperare di avere presto un “foro romano” tutto suo.

Edoardo Cafasso

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