Home ATTUALITÀ Farnesina – Incastrati dal dio pubblicità

Farnesina – Incastrati dal dio pubblicità

Da qualche giorno il marciapiede di via Orti della Farnesina, all’altezza dell’incrocio con via dell’Alpinismo, è interrotto da una barriera architettonica issata intorno ad un cartellone pubblicitario. Impossibile passare, in difficoltà soprattutto gli anziani, le mamme con i passeggini, i portatori di handicap costretti a scendere dal marciapiede ma fisicamente impossibilitati a farlo a causa delle auto parcheggiate. Perché tutto questo?

Perché qualche lungimirante addetto alla manutenzione, in obbedienza all’ordine di sostituire il cartellone con uno più grande (come se se ne sentisse tutta questa esigenza), ha pensato bene di bucare il marciapiede, preparare gli alloggi per i nuovi sostegni, recintare il tutto ed andarsene.
Tanto se non ci si passa non è affar suo.

Alla faccia, lo ripetiamo, degli anziani, delle mamme con i passeggini,dei portatori di handicap, le cosiddette fasce deboli ignorate da tutti, dall’ultimo degli stradini compreso.

Dal dio pubblicità, e relativi cartelloni, a Roma non troviamo più scampo, i marciapiedi sono diventati il suo regno e non più un bene comune. (red.)

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3 COMMENTI

  1. è uno scandalo sono decine di migliaia di pali e paletti piantati spesso in mezzo a marciapiedi larghi neanche un metro. Persino il delegato del Sindaco per i problemi degli handicappati, on. Guidi si indignò sui giornali mesi fa ma niente è cambiato anzi la situazione peggiora giorno dopo giorno. Si stanno mangiando ogni spazio libero che sia marciapiedi, aiole, spartitraffico alberati, luoghi storici. Gli incroci spesso sono selve di cartelli di ogni tipo ed è perfino difficile distinguere la segnaletica stradale e percepire il semaforo in tempo utile. Uno scandalo che il COmune finge di non vedere, sono mesi che promette riordino ma l’unico riordino è la proliferazione di questi impianti spesso messi e abbandonati dopo poco perche non vendono la pubblicita. Vergogna, ci vuole una class action

  2. Uno scandalo tipicamente romano, non più sopportabile. Torno da una breve visita a Treviso, dove ho potuto ammirare una città in cui il rispetto delle regole e la buona amministrazione (leghista !) hanno realizzato un contesto vivibile e gradevole.Non c’è pubblicità stradale di nessun genere. Il tassista mi ha detto che se si azzardano ad affiggere un necrologio fuori dagli appositi spazi , dopo un ‘ora è rimosso. Non ci sono deroghe!

  3. A Roma le madri invitano i bambini ad andare a raccogliere i fiori nelle aiuole comunali, a Treviso le madri sgridano e, a volte, sculacciano i bambini che si azzardano a fare una cosa di questo genere. Se l’esempio dell’arredo urbano deve venire dalle autorità, stiamo ben freschi. Guardate lo scempio dei manifesti abusivi del Comune e della Regione sulla Cassia o in tutto il XX Municipio. Non è questione di Lega o meno, è solo un fatto di civiltà che a differenza della democrazia è un bene esportabile. Invitiamo gli amministratori di Treviso a venire a Roma per insegnare ai nostri amministratori come si governa e ai cittadini trevigiani di tenerci lezioni di “civil vivere”.

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