Home AMBIENTE Labaro, voragine via Comparini: non siamo cittadini di serie B

Labaro, voragine via Comparini: non siamo cittadini di serie B

Un intervento non risolutivo che finisce per aggravare una situazione già delicata, un ricorso alla magistratura che riconosce cause e responsabilità ma non riesce a smuovere le acque, una seduta di Consiglio municipale carica di tensione che si conclude con tante promesse e un nulla di fatto. È quanto stanno vivendo da ormai quasi due anni i cittadini di via Comparini, a Labaro. Per questo domenica 25 settembre gli abitanti della zona sono scesi in piazza a manifestare la loro rabbia e la loro preoccupazione.

Rabbia verso una amministrazione che non riesce a garantire loro la benché sicurezza lasciando a cielo aperto – protetta unicamente da una gabbia di metallo – una voragine di impressionanti dimensioni.

Rabbia per quelle famiglie che da quasi due anni hanno dovuto lasciare le loro case e non hanno ancora potuto farvi ritorno. Preoccupazione per un senso di impotenza che vede il cittadino sbattere contro il muro di gomma del silenzio delle Istituzioni che non vogliono o non sanno rispondere alle loro richieste.
Quel silenzio che è risultato ancora più evidente quando alla manifestazione di domenica 25 settembre non ha partecipato nessun rappresentante del XX Municipio e del Comune di Roma, dai quali non è giunto neppure un comunicato.

Ma al contrario sono stati molti i cittadini, soprattutto i più giovani, che hanno preso in mano la situazione e sono scesi in piazza con l’intento di portare la loro protesta se necessario fino al Campidoglio.

Tra questi Maria Cristina Giustiniani, che a VignaClaraBlog.it denuncia la situazione di “incuria e abbandono che crea notevole disagio per la sicurezza ma anche per la viabilità. Via Comparini infatti è praticata costantemente da lavoratori e studenti che la impegnano ogni giorno per raggiungere la Via Flaminia. In assenza è necessario praticare altre piccole vie che vanno ad aumentare il traffico nella zona.”

“Noi giovani di Labaro – continua Maria Cristina – abbiamo deciso di costituire un comitato di quartiere che fosse prima di tutto senza colore politico, anche se grande sostegno l’abbiamo trovato nel PD che ha messo a disposizione la propria sede e ci ha permesso di stampare manifesti e volantini. Con questo comitato abbiamo in programma di far sentire la nostra protesta ben oltre il XX Municipio, arrivando a protestare anche fino al Campidoglio se le circostanze lo renderanno necessario”.

Dello stesso tono le parole di Gina Chirizzi, coordinatrice del circolo PD di Prima Porta Labaro. “La manifestazione di oggi è nata grazie ai ragazzi che vivono in questo quartiere. Il Partito Democratico li ha sostenuti soprattutto logisticamente, ma è bene dire che la giornata di oggi non vuole e non deve avere nessuna connotazione politica. Oggi vogliamo soprattutto destare l’orgoglio dei cittadini di Labaro che, nonostante il notevole disagio, prima di oggi non avevano ancora avuto modo di unirsi.”

“L’importanza di questa giornata consiste nel fatto che oggi è stata la prima volta in cui gli abitanti di Labaro si sono uniti e hanno aderito, con firme e sottoscrizioni, a uno scopo comune. Il Partito Democratico – conclude Gina Chirizzi – è presente non politicamente ma solo al fine di dare un appoggio umano a una iniziativa soprattutto giovanile”.

Tra i presenti anche Gaetano Seminatore, segretario dei Comunisti Italiani di Labaro. “Non dimentichiamo che sempre, in presenza di buche e cedimenti del terreno, subentrano ditte fiduciarie del Comune che apprestano la transennatura dei luoghi interessati dal cedimento. Queste transenne sono in affitto e hanno ovviamente un costo che cresce se l’affitto si prolunga negli anni. E questo affitto è pagato con i soldi dei cittadini”.

Insomma, per citare un vecchio detto, “a pensar male si commette peccato ma spesso ci si azzecca”: sarà o meno questo il caso, ma forse qualcuno ha interesse a ritardare i lavori al fine di lucrare sopra una situazione di disagio per i cittadini di Labaro? La vicenda ha assunto toni talmente surreali che qualsiasi ipotesi è plausibile.

Restano intanto le proteste dei tanti cittadini. “In tanti anni che vivo a Labaro una cosa come questa non l’avevo mai vista – dice un anziana donna presente alla manifestazione – che da quasi due anni, e con una precisa sentenza del Tribunale, non si riesca a chiudere questa voragine non è vergognoso ma proprio grottesco”.

“E poi si dice che non esistono cittadini di serie A e di serie B – fa eco un altro presente – questa è la dimostrazione che a Roma chi vive nei quartieri centrali ha la precedenza. Se una voragine si apre in Centro il giorno dopo viene chiusa, se si apre a Labaro possono passare due anni ed è ancora lì”.
Difficile, date le circostanze, dargli torto.

Adriano Bonanni

Tutti i dettagli della vicenda di via Comparini nei precedenti articoli di VignaClaraBlog.it: clicca qui

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