Home ATTUALITÀ Labaro – Scendono in piazza gli indignati di via Comparini

Labaro – Scendono in piazza gli indignati di via Comparini

Era febbraio 2010 quando a Labaro, in via Comparini, si aprì una voragine dalle dimensioni incredibili, un profondo, pericoloso buco nero che, oltre a sconvolgere la viabilità locale, costrinse alcune famiglie ad abbandonare le loro case. Dopo 570 giorni quella voragine è ancora lì. Ed è per questo che domenica 25 settembre alle 10, i cittadini di Labaro, stanchi di aspettare, manifesteranno contro l’inerzia delle istituzioni.

E’ la rottura di una condotta idrica – così viene appurato – a causare, quel giorno di febbraio, l’apertura della voragine che porta poi alla luce un reticolo di gallerie sotterranee. I primi interventi messi in campo non sono affatto risolutivi, si tenta infatti di chiudere la voragine con del materiale betonabile che però si disperde nel reticolo delle gallerie aggravando la situazione.

Passano i mesi, finchè i cittadini decidono di ricorrere alla magistratura che, il 15 dicembre 2010, ordina al Comune di Roma e all’Acea Ato 2 di eseguire urgentemente, in solido tra loro, tutti i lavori elencati nella relazione del consulente tecnico d’ufficio.

Siamo nella primavera del 2011. Le nove famiglie trasferite non possono ancora fare ritorno nelle loro case, le strade della zona continuano ad essere bloccate, l’apprensione dei residenti per questo grosso buco nero che nasconde chissà quali pericoli esaspera gli animi, partono le prime manifestazioni e scoppiano le polemiche nel XX Municipio: il PD accusa la maggioranza di inettitudine, il PdL si difende dicendo che ha fatto tutto ciò che era in suo potere fare e che la responsabilità è in capo all’Acea.

Si giunge così a giugno 2011 quando, nel corso di un’infuocata seduta di Consiglio municipale, il presidente Gianni Giacomini annuncia: “…sulla base di quanto riferitomi dall’Ufficio Tecnico del Municipio posso confermare che il progetto è pronto, sono già stati chiesti al Comune 600mila euro. Quanto prima inizieranno i lavori a cura del Municipio, che poi si rivarrà sull’Acea”.

E’ esattamente il 6 giugno, ed oltre a prendere atto di questa notizia il Consiglio vota un documento col quale si chiede al Sindaco ed all’assessore ai lavori pubblici del Comune di Roma di intervenire tempestivamente, nel rispetto della sentenza del Giudice, per mettere in sicurezza il sottosuolo e ripristinare via Comparini.

Dopo oltre tre mesi da quel 6 giugno la situazione non ha fatto un solo passo in avanti e dal XX Municipio, dal Campidoglio e dall’Acea tutto tace.

570 giorni da quando si è aperta la voragine sono tanti, sono troppi, sono inaccettabili. Stanchi di aspettare, i cittadini di Labaro si ritroveranno dunque domenica 25 settembre in via Comparini per denunciare alla pubblica opinione l’inerzia delle istituzioni.

Claudio Cafasso

Tutti i dettagli della vicenda di via Comparini nei precedenti articoli di VignaClaraBlog.it: clicca qui

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

3 COMMENTI

  1. Se tale voragine fosse stata a Prati, ai Parioli o in via della Conciliazione sarebbe , dopo 17 mesi ancora aperta ?

    Quindi in questa città significa che esitono cittadini di seria A e altri, se abitano in periferia, di seri B ?

    Abito a Labaro, a pochi metri da questa voragine. Come cittadino mi sento offeso dall’abbandono e dall’indifferenza di chi dovrebbe amministre questo territorio. Sia in Municipio sia in Campidoglio. Veramente è una vergogna per il presidente Giacomini e per il sindaco Alemanno. Protestiamo con forza e speriamo che qualcuno ascolti.

  2. io sono nata a labaro e vi posso assicurare che negli anni chi doveva vigilare migliorando il quartiere se ne e’ altamente fregato, ci hanno abbandonati e lasciati andare piano piano alla deriva. prima labaro era una borgata e ti dovevi vergognare di abitare in una borgata, ora e’ un quartiere ma ci dobbiamo sempre vergognare di vivere in un posto cosi’. non e’ cambiato nulla siamo sempre di serie B. siamo dei numeri e si ricordano di noi solo quando ci sono le elezioni. ricordiamocelo.

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