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A Roma Nord le strade sono orti botanici

Nel centro di Roma, in una traversa di Via della Lungara a pochi passi dal carcere di Regina Coeli, c’è il bellissimo Orto Botanico Comunale. L’orto si inerpica sulle pendici del Gianicolo e al suo interno ospita migliaia di piante provenienti dal tutto il mondo; in ampie serre vengono coltivate invece piante grasse e succulente originarie delle aree desertiche. Un luogo piacevole e di grande interesse che a primavera inoltrata si trasforma in un coloratissimo giardino fiorito.

Se qualcuno comunque non se la sente di affrontare il traffico di Roma anziché recarsi presso l’Orto Botanico può sempre fare un giro per le strade di Roma Nord dove crescono in abbondanza alberi, piante e infestanti di ogni tipo.
Queste si sviluppano sui marciapiedi, lungo l’asfalto o abbarbicate ai guard-rails raggiungendo in alcuni casi dimensioni tanto ragguardevoli da occupare parte della carreggiata.

Stiamo parlando di rampicanti, edere, piante di papavero, varie specie di cicoria, ortica e parietaria: queste ultime, nonostante l’aspetto dimesso, possono essere utilizzata per fare un risotto o una buona minestra.

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Alla fine di Viale Tor di Quinto, a pochi passi dal XX Municipio, le specie presenti sono numerosissime e tutte diligentemente allineate a bordo strada a cominciare da alcuni bellissimi esemplari di “ficus carica” (più conosciuto come fico).

Il fico è una pianta antichissima molto apprezzata non solo per i frutti ma anche come rimedio medicinale; alto fino a 3-5 metri ha foglie ruvide e vellutate che le fanno assumere, come nel nostro caso, la forma di grandi arbusti.

Nei pressi della grande rotatoria c’è invece un piccolo filare di lecci i cui rami sfiorano l’asfalto: il leccio (quercus ilex) appartiene alla famiglia delle querce e ha una chioma densa e tondeggiante con foglie oblunghe di un colore verde scuro.
Quelli della Flaminia, a somiglianza della più celebre “Ciminia Selva”, ricoprono come una piccola foresta i piloni del cavalcavia.

Poco più avanti dove il viale si innesta sulla consolare è cresciuto uno splendido canneto che ha inghiottito segnaletica e barriere di protezione: si tratta di canne comuni, quelle che in campagna servono a mantenere diritte zucchine e pomodori.

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Percorrendo la Via Flaminia c’è una tale varietà di specie che farebbero la felicità di un botanico: oleandri fioriti, acacie, pioppi, rovi, e poi olmi in grande quantità.

L’olmo campestre (ulmus campestris) è un bellissimo albero con tronco diritto e foglie dentellate facile da riconoscere; a partire dagli anni ’30 è stato attaccato da un fungo microscopico che porta in genere a disseccamento le piante più deboli. Ne sono esenti solo gli esemplari che vivono nelle grandi città: sarebbe a dire che polveri sottili e smog sono più forti del ceratostomella ulmi!

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Se si torna verso Corso Francia se ne può osservare, ad esempio, uno splendido esemplare cresciuto a ridosso del cavalcavia i cui rami scendono verso il sottopassaggio.

A fargli compagnia festoni verdi di rampicante che come in una jungla pendono lungo le pareti verticali di cemento: tra la vegetazione, che in parte ostruisce la vista, il solito contorno di spazzatura e rifiuti diligentemente cosparsi tra guard-rails sgangherati e fitto sottobosco.

Nella centralissima Corso Francia alcuni esemplari di Ailanto stanno crescendo all’interno dello spartitraffico; l’Ailanto (ailanthus glandulosa) è un albero originario della Cina oggi molto usato a scopo ornamentale (in genere lo si mette sui pendii instabili piuttosto che all’interno di un guard-rail….).

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Su Via Cassia Antica invece c’è un doppio filare di tigli (tilia cordata) che in primavera fioriscono e mandano un odore soave tale da inebriare gli automobilisti; i tigli, evidentemente in buona salute, sono ricoperti di foglie anche alla base del tronco con un sorprendente effetto scenico (si rimane infatti sempre “sorpresi” quando si scopre che dietro quelle foglie c’è uno scooter o un pedone!). E come tralasciare Via dell’Acqua Traversa dove i frondosi rami di una roverella (quercus pubescens) scendono ad accarezzare l’asfalto?

Se ci spingiamo poi fino alla  breve bretella della Braccianese Bis troviamo ancora numerose roverelle nate direttamente sul marciapiede che va dalla fermata FRm3 Olgiata fino all’incrocio con la vecchia Cassia, rendendo il transito pedonale impossibile.

Al termine di un tale giro, acquisite utili conoscenze su svariate specie grazie al contributo di Provincia e Comune, non c’è più necessità di recarsi all’Orto Botanico.

La lezione di botanica finisce qui, mettendo da parte l’ironia. A quando una corposa opera di pulizie delle strade riportando alla luce cartelli stradali e segnaletica, attraversamenti pedonali e marciapiedi?

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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1 commento

  1. Gentile Direttore,
    in merito ad orti… botanici…
    una cortesia: vai al VII Km della Flaminia, 100 metri dopo l’incrocio Flaminia/via Tuscania, (quello dove c’è il Bar Tom), direzione Nord.
    Puoi vedere che c’è chi si è organizzato… da mesi!! Si sono messi a vendere la frutta proprio sulla Flaminia, occupando il marciapiede per tutto il giorno, notte compresa!! Nessuno ne parla, nessuno interviene! Chiedi ai Vigili Urbani!!!
    “Ma perché c’è un fruttarolo?” mi è stato detto!
    Sta lì da quasi un anno!
    Mi chiedo, possibile che nessuno lo veda? Possibile che nessuno gli chieda come fa a stare lì tutto il giorno e la notte…, senza acqua, né servizi igienici?
    (la corrente – dopo averla ben fregata a me – ora pare la produca da sé (?) ).
    Sulla Flaminia staziona sempre una automezzo e nessuno dice nulla.
    Ecc. ecc.
    Che devo pensare?
    Cordialità.

    Mariano

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