Home AMBIENTE Insugherata, una Riserva riservata a pochi eletti

Insugherata, una Riserva riservata a pochi eletti

Nel 2010 il Direttore di Roma Natura dichiarò che “la questione era in dirittura di arrivo”: con il parere favorevole dei proprietari gli accessi all’Insugherata di Via dell’Acqua Traversa presto sarebbero stati riaperti. A distanza di nove mesi quei cancelli sono stati invece definitivamente chiusi al pubblico. Lo avreste mai detto? Ciò che accade in questi giorni è un vero smacco, se non uno schiaffo, all’intera collettività di via Cassia ed ai suoi rappresentanti in XX Municipio.

Le aree della Riserva utilizzate dai molti residenti della zona oggi sono “off-limits” perché destinate esclusivamente ai soci del Circolo Ippico Parco dell’Insugherata; da qualche settimana la recinzione è stata riparata e sono stati applicati numerosi cartelli che indicano che l’area è una proprietà privata con il conseguente divieto all’accesso e alla sosta davanti ai cancelli.

Dove un tempo, per bambini, anziani ed amici a quattro zampe, era possibile passeggiare oggi c’è un recinto elettrificato all’interno del quale sostano solo cavalli.

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E così anche l’ultima speranza di avere un accesso pubblico alla Riserva dell’Insugherata tramonta definitivamente. Un sogno alimentato per 38 mesi da dichiarazioni e promesse che oggi si infrange sullo scoglio dell’indifferenza e dell’interesse privato.

E allora abbiamo provato a ripercorrere il faticoso cammino dei Comitati Cittadini che hanno cercato di ottenere, attraverso numerose iniziative, quello che da tempo reclamano i 50.000 residenti della zona Cassia.

Si badi bene che i comitati non chiedevano la realizzazione di un residence o di un tratto di autostrada e neppure di un cavalcavia; più semplicemente volevano un sentiero di accesso alla Riserva.
Costo stimato dell’intera opera? Qualche centinaio di Euro.

Possiamo cominciare con i numerosi contatti avuti con la Commissione Urbanistica del XX Municipio (il Presidente Marco Petrelli ed il Vice Marco Tolli hanno sempre mostrato un sincero interessamento spendendo energie e tempo) che con le sue quattro “audizioni” e la redazione di documenti ed ordini del giorno ha cercato di arrivare ad una rapida soluzione del problema.

L’ultima audizione nel mese di Maggio 2011 dopo che il Comitato Cittadini per il XX Municipio e “Robin Hood” avevano scoperto che un’ampia area destinata a verde e sport donata gratuitamente al Comune di Roma non era stata acquisita a patrimonio. Dolo o trascuratezza?

Poi l’Assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Roma, Fabio DeLillo che ha dato la sua disponibilità chiedendo però il coinvolgimento di Roma Natura.

Per finire il nuovo Assessore all’Ambiente di Roma Capitale, Marco Visconti, da poco insediato nel suo incarico ma comunque disponibile a seguire l’intera faccenda.

Quale il risultato di riunioni, sopralluoghi, manifestazioni, volantini, convenzioni e passeggiate? Che oggi la Riserva Naturale dell’Insugherata, (una riserva gestita con i soldi del contribuente) è definitivamente interdetta al pubblico.

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Quali le ragioni di questa chiusura? Un intreccio di questioni legate a vincoli territoriali, piani paesaggistici, proprietà private e singoli interessi: un nodo che in tre anni non è stato possibile sciogliere.

Un tempo abbastanza lungo ma non troppo se si pensa che la bonifica della vergognosa discarica abusiva di Via Mastrigli ha richiesto una decina di anni.

Nel terzo infausto anniversario del primo cancello chiuso siamo andati a fare un giro nella Riserva cominciando proprio da Via dell’Acqua Traversa dove tra la tabella sbilenca di Roma Natura e la segnaletica stradale invasa da cartelli, si trova la rete di recinzione che sbarra l’accesso al prato e al bosco che sovrastano la Caserma della Marina Militare.

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Poco più avanti, in Via Panattoni, tra strutture metalliche che sorgono come funghi (proprio dove un cartello dei Guardaparco della Riserva ipotizzava un tempo una serie di irregolarità) una coppia di cancelli sbarra la strada alla Riserva. Alle spalle gli edifici di recente costruzione e di proprietà privata.

Proseguendo sulla Via Cassia si arriva ai giardini di Tomba di Nerone, molto degradati nella parte bassa; qui i residenti di un supercondominio hanno chiuso l’ultimo accesso cospargendo la zona di cartelli che indicano la proprietà privata (siamo nell’area che sarebbe dovuta entrare “gratuitamente” nella proprietà del Comune).

Se si entra nella Riserva violando uno dei tanti divieti bisogna usare un albero caduto per scavalcare il fosso dell’Acqua Traversa perché il ponticello è stato sbarrato con un cancello e una rete metallica.

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Il fosso, con pochissima acqua, è ingombro di rifiuti mentre i sentieri, non più frequentati, si vanno richiudendo; gli alberi caduti a causa del vento giacciono sul terreno incrementando così il pericolo di incendi mentre la frana al di sopra dell’area umida ha raggiunto dimensioni ragguardevoli (sembra che in questa zona, anni fa, sia stato utilizzato un sostanzioso contributo CE proprio per sistemare il terreno).

Nell’osservare il territorio dall’alto di una collina ci viene in mente cosa riporta la guida completa ai Parchi di Roma: “La Riserva Naturale dell’Insugherata comprende prati e corsi d’acqua ma soprattutto boschi di notevole integrità a pochi passi dal caotico traffico automobilistico…..silenzio, aria buona, flora e fauna varie con alcune sorprese: quasi un piccolo lembo di Appennino a un tiro di schioppo dal Cupolone“.

Una splendida Riserva… ma riservata a pochi eletti.

Francesco Gargaglia

Tutta la vicenda degli accessi negati alla Riserva dell’Insugherata negli articoli di VignaClaraBlog.it:  clicca qui

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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10 COMMENTI

  1. A proposito di energie spese e profuse per salvaguardare gli zozzoni vari , ecco miglior causa per stillare altro sudore da cotante fronti.
    Spero che qualcuno degli Onorevoli difenda anche noi dagli zozzoni.

    Quando la settimana scorsa sono passato per l’Acqua Traversa ed ho visto quella recinzione , ho pensato ad un temporaneo asilo per quadrupedi.
    Quando poi ho letto che l’ingresso era consentito solo ai soci del circolo ippico , ho pensato ad uno scherzo.
    Quando un altro cartello , affisso al poco distante cancelletto , riportava la stessa dicitura , l’idea dello scherzo è subito scomparsa.

    E’ anche vero però , che l’ingresso non è consentito al pubblico.
    Ma io , noi , che siamo dei privati cittadini , possiamo quindi entrare.
    Sarà mia cura allontare la persona pubblica ed impedirle l’accesso.
    Magari per persona pubblica intendono DeLillo, Visconti , Petrelli , Tolli .
    O che so’ io , Alemanno e la Cirinnà.
    Ecco , loro sono persone pubbliche e per le quali sono favorevole al divieto di accesso.
    Ma io , noi , siamo privati cittadini e quindi possiamo entrare.
    E debbo pure dire che oltre ad essere privati , siamo anche molto “provati” nel senso che ci saremmo rotti le palle di essere presi per il culo da questi “pubblici personaggi”.
    Eppoi , degli asini che si prendono cura dei cavalli , manco Orwell ci sarebbe arrivato.

  2. Ottimo articolo e sagace commento Aragorn, chapeau…. “mmmh cavo, cvedo sia oppovtuna una tua affiliazione al Civcolo Ippico se vuoi godeve degli splendidi paesaggi e della quiete di questo angolo incontaminato di natuva selvaggia!”
    Eh sì, perché qui si continua a chiudere e a privatizzare. Se non ti iscrivi al circolo o se non fai parte di qualche “giro giusto” al massimo puoi andare al supermercato. Hanno raso al suolo un’oasi faunistica per farne una piscina per cani VIP; i cani plebei di via dell’Alpinismo invece sono stati semi-sloggiati dall’improvvisa occupazione dell’adiacente circolo del tennis; i “cani plebei di via della Mendola” (questa è un po’ forte, me ne rendo conto…) costretti a dotarsi di un 4WD per fare i propri bisogni grazie al punto verde (?) Area, l’Insugherata è tutta un cancello chiuso, l’Inviolatella la stavamo regalando a chi proprio non ne ha bisogno, mezzo Parco di Tor di quinto è diventato un autogrill… e per fortuna che hanno preso quattro ceffoni, se no privatizzavano anche l’acqua! Forse bisognerebbe continuare a darne di questi ceffoni…

  3. Da Ikea, accanto al self-service, c’è un pannello con una frase che grosso modo dice così: “Gli svedesi sono molto vicini alla natura; in Svezia, la terra, per legge appartiene a tutti. Ognuno è libero di entrare in poderi o proprietà private per fare un pic-nic o più semplicemente per vedere il panorama”.
    Da noi invece vige la filosofia del ‘Marchese del Grillo’:”io sono io….e voi non siete un c…o!”.

  4. La commissione urbanistica e grandi parchi ha assunto alcune iniziative tese a raggiungere gli obiettivi del piano di assetto. Lo strumento in vigore stabilisce le destinazioni delle aree e i diversi livelli di tutela. Questo sia per quanto riguarda la parte pubblica della riserva, sia per la parte privata. Quando la proprietà è privata la pubblica amministrazioni può intervenire attraverso l’esproprio, l’istituzione di una servitù o attraverso la cessione bonaria nell’ambito di una negoziazione urbanistica. Personalmente ho fatto molti incontri con il vecchio gruppo dirigente di Roma Natura, la proprietà(Gambino) e i rappresenteanti del Comitato Robi Hood.

    L’accesso da Via Panattoni ricade su aree private e quando abbiamo iniziato a lavorare sul tem,a era già in essere una convenzione tra l’ente e la proprietà. Il motivo di questa scelta è senza dubbio legato all’idea di realizzare servizi pubblici con il coinvolgimento di privati a costo zero per l’amministrazione. Su richiesta del comitato abbiamo trattato la revisione della convenzione al fine di valorizzare maggiormente l’interesse pubblico del progetto privato. Abbiamo mediato tra le parti e condiviso i nuovi obiettivi che venivano approvati dal Consiglio municipale.

    Perchè siamo fermi? Il motivo è semplice: dall’agosto 2010, momento nel quale il Presidente Polverini decide di commissariare i parchi, non c’è più il direttore (Dott. S. Cresta) che con noi aveva costruito un percorso di lavoro. Da allora la commissione non è più riuscita a stabilire un contatto con Roma Natura. Va specificato che spetta all’ente attuare gli indirizzi della convenzione.

    Per quanto riguarda invece l’accesso da Tomba di Nerone il comitato si è in prima istanza rivolto all’Assessore all’ambiente di Roma Capitale che in un incontro specifico ha richiesto il parere del Municipio. Dopo circa un mese, per via di un insensato ostruzionismo da parte di alcuni del PDL locale, il Consiglio municipale approva l’atto richiesto dall’assessorato comunale. Sempre scritto da me. Sono anche io a chiedermi la ragione per la quale non è ancora accaduto nulla. Aragon ha ragione quando dice in sostanza che la politica ha delle colpe. La cosa importartante però è saper distinguere tra chi in modo disinteressato ha studiato carte e progetti, fatto sopralluoghi, ascoltato, mediato tra le parti e ha scritto tutti gli atti di indirizzo approvati dal Municipio e chi, pur avendo competenze dirette ha scelto di fregarsene.

    Ci tengo infine a dire, cosa che pochi giorni fa ho detto ai rappresentanti dei comitati, che la vicenda continua a starmi a cuore e non intendo mollare.

    Marco tolli

  5. Partendo dall’articolo di francesco gargaglia ,io che ogni mattina scendo con i miei cani a passeggio per Via italo panattoni da quando ho visto chiusioil passaggio all’Insugherata e dedicato solo agli iscritti all Centro Ippico forse per la prima volta nella mia storia di persona sempre reattiva alle ingiustizie ( Perchè è una grande ingiustizia avere chiusa quella parte di Parco a tutti i cittadini ,selezionando i privileggiati ) ;ho provato dolore più che rabbia . Vivo qui da più di 50 anni e ho visto sparire ettaro su ettaro un verde maghifico ,un azienda agricola ,alberi canneti e chi pià ne ha più ne metta . Questo sentimento di dolore mi ha quasi fatto paura perchè quando è il dolore e non una sana incazzatura che ti cogli significa che hai decfiso che non c è proprio nulla da fare contro potere e negazione dei diritti dei cittadini .Naturalemnte oltre le emozioni per fortuna c’è il ragionamento che in questo caso mi porta a chiedere : Ma non c’è proprio nulla che possiamo fare per avere libero accesso tutti ,e magari qualche albero per noi da guardare e una panchina ?Apprezzo quanto Marco Tolle ci racconta ma gli voglio dire che pur ritenendo importante quanto ha fatto e non facendo per principio mai di tutta un erba un fascio ;gli chiedo che cosa possiamo davvero fare ancora per fermare un ingiustizia e un soppruso così grande che va al di là del luogo ancora una volta .Quando militavo nella sezione Cassia del PCI ,decenni fa mi insegnarono che bisognava adottare la politica della fontanella per avere credibilità con la gente . Significava un obiettivo concreto ,piccolo ma raggiungibile .. con tutti i se e i ma immaginabili ci credo ancora e allora dico .. proviamoci L’INSUGHERATA non può divenire un bel ricordo per i nostri nipoti da raccontare come le favole dove vince l’orco cattivo .

  6. Paola , quando decenni fa militavo nel MSI , mi insegnarono che bisognava adottare atteggiamenti che potevano anche sembrare duri e rigidi ma che se eri convinto di essere dalla parte della ragione , in assenza di interlocutori validi e credibili , erano gli unici adottabili. Se non altro per tenere “viva” la cosa e per “sopravvivenza” delle tue convinzioni.
    Non che garantissero poi risultati immediati e/o sicuramente positivi a livello concreto ma garantivano in ogni caso una “pace di coscienza” , con la certezza di aver provato tutto.
    Tu con i cani , io spesso a camminare , fare footing ed anche in bicletta.
    Diverse le motivazioni ma stessa la delusione incazzata o l’ incazzatura delusa.
    Una manovra a “tenaglia” , un cartello di accesso al pubblico magari potrebbero “riaccendere” la questione ?
    Questione che per la quale vedo purtroppo coinvolte poche persone.
    Però , al tempo , da Voi c’era Enrico , da Noi c’era Giorgio.
    Altri tempi , altri insegnamenti , altri personaggi.
    E forse anche altri Noi.

  7. sono stato a correre questa mattina a via dell’Acqua Traversa costeggiando la caserma Paolucci, la recinzione è stata ripristinata ovunque dal parcheggio di “Mamma Italia” (ex smorzo) fino al circolo ippico. Ovunque cartelli: “proprietà privata”, “attenzione cavalli” e altri, più intimidatori che farneticano di telecamere (spero e credo inesistenti!). Assurdo il contrasto con il cartello di Roma Natura che da il Benvenuto nel Parco dell’Insugherata. Chi è il responsabile di una simile iniziativa? Su che basi accampa diritti su una proprietà pubblica? Noi paghiamo le tasse ma le istituzioni, a parte la manifesta incapacità di gestire un patrimonio meraviglioso come l’Insugherata, non sono neanche in grado di tutelare la proprietà comune. Come Aragorn anche io credo che, fino a quando non entrerà in scena un interlocutore forte e credibile, si debba intervenire con decisione. A quando la prossima passeggiata guidata nel parco (ovviamente con ingresso dal maneggio di Via dell’Acqua Traversa)??

  8. Ha ragione Aragorn quando dice che la questione coinvolge poche persone. Il fatto è che davanti all’arroganza del potere subentra l’impotenza e lo scoramento (la stessa sindrome che afflige gli amministratori che ci hanno sostenuto?).
    Quando alla Conservatoria del Comune di Roma abbiamo cercato di capire di chi è la proprietà dei terreni di Tomba di Nerone qualcuno ci ha timidamente fatto presente che se il “potente” locale non era in sintonia con i Comitati potevamo anche metterci l’anima in pace che tanto non l’avremmo spuntata!
    I terreni di Via Panattoni non sono pubblici ma privati anche se il Piano di Assetto prevede la realizzazione di accessi e sentieri; il fatto è che l’area dove sono stati realizzati i recinti per i cavalli è a ridosso di un bosco a “tutela integrale” e a pochi passi dal fosso della Rimessola dove in base ai Piani Paesistici per 150 metri non può essere modificato lo stato dei luoghi. E perfino i più cretini sanno che bastano pochi giorni perchè il terreno calpestato diventi un deserto.
    Una cosa è certa: noi l’anima non ce la mettiamo in pace e non intediamo mollare!

  9. Sono il presidente del Circolo Ippico e come al solito la gente apre la bocca e gli dà fiato senza sapere come stanno realmente le cose,ve lo dico io.
    Prima che il circolo si occupasse dell’area della quale si parla ossia giugno 2011,i cancelli erano chiusi e i bravi cittadini proprietari dei cani e non ,per entrare tagliavano le reti di recinzioni ,disinteressandosi dei cartelli proprietà privata ed entravano ,quell’area é nel parco dell’insugherata ma di proprietà privata.
    Oggi il circolo per un diritto avuto dalla proprietà si occupa dell’area: la utilizza ,la controlla,la cura la tiene pulita il tutto a spese sue,facendola fruire ai cittadini e ai loro cani,lasciando aperti i cancelli tutto il giorno, ma avvisando di quelli che sono i diritti e i doveri di chi la percorre. Ritengo che i residenti dell’area della quale parliamo invece di criticare e polemizzare dovrebbero ringraziare il circolo ippico parco dell’insugherata e sopratutto rispettare l ‘area senza lasciare carte,plastiche,lattine e bottiglie ,o buste di plastica piene di immondizia che regolarmente i soci del circolo tolgono e non portandosi via pezzi di recinto dei cavalli e cartelli, comunque,questa inciviltà é di una minoranza che mi piacerebbe fosse redarguita da tutti i cittadini che passeggiano in quella zona e li vedessero ,questo é quanto .Raffaele Tagliamonte

  10. Gentile Signor Tagliamonte ha sicuramente ragione per quanto riguarda l’inciviltà di alcuni cittadini con cani al seguito e le faccio sapere che tutte le persone educate apprezzano il fatto che lasciate aperti i cancelli dal mattino alla sera.Le cose però le sappiamo eccome e pertanto le faccio rispettosamente notare quanto segue:
    – circa 3 mesi fa sono venuto al suo Circolo ed ho parlato con una responsabile chiedendo se ai cittadini fosse permesso entrare (i cartelli indicano un DIVIETO di accesso) e nel caso affermativo se la notizia poteva essere resa pubblica; la signora si è fatta lasciare nome e numero di telefono dicendo che avrebbe parlato con il Presidente e poi mi avrebbe richiamato. In realtà non lo ha mai fatto;
    – prima che il vostro Circolo si occupasse dell’area il Direttore di Roma Natura, Dott. Stefano Cresta, aveva assicurato che quell’area sarebbe andata ai cittadini e noi, in cambio, ci eravamo offerti di pulirla e manutenzionarla mettendo cestini per i rifiuti e cartelli indicatori. Poi invece…..
    Mi chiedo però perchè mettere decine di cartelli di divieto che disorientamo e spaventano i cittadini; perchè non avete scritto: AREA PRIVATA IN USO AL CIRCOLO-I CITTADINI POSSONO ENTRARE DALLE 8 ALLE 20; IL CIRCOLO DECLINA QUALSIASI RESPONSABILITA’ IN CASO DI INFORTUNIO; TENERE I CANI AL GUINZAGLIO.
    Come ho avuto modo di dire alla sua responsabile in questo modo avreste fatto un FIGURONE e tutti avrebbero apprezzato la vostra buona volontà. Cordiali saluti.

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