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Giuliano Pandolfi: lettera aperta ai lettori di VignaClaraBlog.it

Giuliano Pandolfi, Capogruppo del Gruppo Misto nel XX Municipio, ci invita a pubblicare questa sua lettera aperta indirizzata ai nostri lettori. Aderiamo molto volentieri, ringraziando Pandolfi che dimostra così di riconoscere alla nostra testata un ruolo importante nel tessuto del territorio e nel rapporto fra gli eletti e gli elettori. “Gentili lettori di VignaClaraBlog.it, vorrei condividere con voi una riflessione sugli accadimenti che negli ultimi giorni hanno visto protagonisti alcuni personaggi di spicco dell’Italia dei Valori.

In primis desidero esprimere la mia solidarietà a Sergio Schicchitano e Stefano Pedica, vittime di un sistema mediatico che in Italia ha trasformato i giornali in “sezioni di tribunale” abilitate ad emettere sentenze di condanna al posto della magistratura ordinaria, un sistema alimentato dal Partito di Di Pietro di cui lo stesso Schicchitano e Pedica fanno parte.

Personalmente prima di abbandonare l’Italia dei Valori alla fine del 2008, partito nel quale sono stato eletto da indipendente in rappresentanza di diverse associazioni, rappresentai nelle sedi di Partito (federazione romana e regionale) il mio dissenso sull’opportunità di rendere il partito a livello di Roma e del Lazio, una mera cassa di risonanza del Partito nazionale, un megafono delle battaglie anti-berlusconiane: infatti il motivo che mi convinse a candidarmi nell’Italia dei Valori fu la rivendicazione di maggiore legalità nell’amministrazione della cosa pubblica, il perseguimento di più giustizia sociale, l’uguaglianza e le pari opportunità, il rinnovamento della classe politica, tutte cose contenute nello Statuto IdV che nel tempo hanno lasciato spazio alle sole battaglie “contro personam” che hanno impedito a questo partito di porsi come concreta alternativa a tutti i Partiti tradizionali.

Oggi come ieri desidero ribadirlo: un Partito politico che ambisce a diventare forza di governo nella nostra città non può prescindere da un progetto politico basato su temi locali che toccano da vicino tutti i cittadini.

Inoltre al tempo, sottolineai come insistendo nel plaudire a chi fa della “gogna mediatica” l’unica battaglia politica, prima o poi si sarebbe finiti noi (oggi loro) stessi vittime di questo trita carne trasversale che non fa distinzioni…e purtroppo così è accaduto.

Credo che oggi la ricerca della legalità debba essere “il faro” di chiunque intraprenda un cammino politico, ma che questa non possa essere ascritta ad un Partito ne tanto meno possa essere patrimonio di uno o dell’altro schieramento, piuttosto è qualcosa che abita o meno in ciascuno di noi al di la del rispettivo colore politico.”
Giuliano Pandolfi

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6 COMMENTI

  1. Grazie Consigliere, belle parole, viva la legalità! E che sorpresa scoprire che c’è un altro Consigliere all’opposizione, oltre a PD, SEL e Antonini. Mi domando come ho fatto a non accorgermene prima. Come è possibile che non abbia mai letto il suo nome nei vari articoli che denunciavano la cementificazione del Parco di Tor di Quinto, la distruzione di un’Area Protetta lungo il tevere per dare una concessione praticamente gratuita a una iniziativa commerciale, la dubbia assegnazione (ad agosto…) della infrastruttura di via del Podismo e la strana vicenda del mostro di vetro davanti al Mercato di P.Milvio… Come si è mosso lei in questi mesi, cosa ha fatto per contrastare tutto ciò e questa “politica allegra” del governo di questo Municipio? Come si è opposto, quali atti ha compiuto in favore della legalità, della trasparenza amministrativa e per l’anagrafe pubblica degli eletti?
    Chiudo con un atroce sospetto… ma non è che lei si è opposto alla famosa mozione consiliare che chiedeva lumi sui famigerati “cassonetti gialli”? Spero che la mia memoria sia fallace e che lei o qualche altro Consigliere possa smentirmi.. se no sarebbe grave assai…

    PS: non ho capito bene la storia della gogna mediatica.. cioé secondo il suo pensiero l’IDV farebbe qualche inciucio con i vari Feltri, Bel Pietro ecc e le loro “macchine del fango”? Ardita come tesi!

  2. Gentile Prof. Paolo,
    probabilmente mi sono espresso male…non c’entra nulla l’inciucio tra IdV, Bel Pietro, Feltri etc…la mia uscita dall’IdV è dipesa dal fatto che un Partito a livello locale non può limitarsi a riproporre a livello locale le battaglie che vengono fatte a livello nazionale ma deve produrre un progetto valido per la città…personalmente nel 2008 mi sono presentato con un minimo di programma elettorale, cosa rara nell’idv di Roma che non è ha redatto uno nemmeno a livello romano per affrontare la sfida contro Alemanno…comunque io ho solo da imparare dai Consiglieri del PD, di Sel e dal Consigliere Antonini come si fa politica , ma cercherò comunque di migliorare.

  3. …Gentile Prof. Paolo, il Cons. Pandolfi è sempre stato, pur rimanendo nel gruppo misto (…ma chissà perchè….), “organico” alla maggioranza di centro-destra di Giacobini, ha sempre (o quasi) votato con il PDL e ne è riprova che, nelle passate elezioni, è stato rappresentante di lista ufficiale della PDL nei seggi elettorali.
    Ma adesso “il vento è cambiato”… (come scritto sui manidesti post-elettorali del P.D.) e quindi…..

  4. A volte bisogna avere il coraggio (o il buon senso) di tacere; invece il consigliere Pandolfi non ha resistito dal rendere palese il suo cambio di casacca.
    Purtroppo per me è la seconda volta che, avendo votato IDV, vedo i relativi candidati trasmigrare tra le braccia dei forza italioti, sempre sotto la copertura del gruppo misto.
    Ció mi provoca un profondo senso di disagio e, a dir la verità, mi pare tanto una sorta di tradimento.
    Le parołe del consigliere mi risultano quindi oltremodo cacofoniche.

    Forse non è il caso di rammaricarsi per l’abolizione delle antiche misure di contrasto previste in caso di “proditio” e neppure per la diversità tra mandato politico e quello di diritto civile (solo quest’ultimo prevede infatti la revocabilità del mandato).
    D’altro canto solo un ingenuo può rinvenire la giusta sanzione nella memoria che ne farebbe il popolo al momento delle successive elezioni.

    A ben vedere, salvo derive forse inaccettabili, solo un’adeguata informazione (quale quella di questa testata) consente il (lentissimo) progresso dell’umanità.
    Grazie quindi a VCB per aver dato voce al consigliere, il quale può legittimamente sperare che le proprie qualità politiche lo conducano tra poche legislature dritto alla camera (ma non ce ne voglia, gentile consigliere, noi non glielo auguriamo).

    Con riguardo a Stefano Pedica, il Comitato ha serie doglianze per le sue omissioni sul caso Via Gradoli: ma questa è un’altra (brutta) storia…

  5. Semmai fosse necessario, preciso che le dichiarazioni di cui sopra sono riferibili e imputabili esclusivamente allo scrivente e non al Comitato.

    Peraltro, dopo la conversazione alla camera, mi aspetto prima o poi di vedere Di Pietro e B. al ristorante “I due ladroni”, come fece De Lorenzo poco dopo il suo rilascio dalle patrie galere perché, poverino, dichiarato in pericolo di vita…

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/02/17/de-lorenzo-al-ristorante-allora-ci.html

    D’altronde anche i proclami alla B. di De Magistris, del tipo “ripuliremo Napoli in cinque giorni!”, al di là del protagonismo del politico, vorranno anche dire qualcosa, o no?

    Carlo Maria Mosco

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