Home ATTUALITÀ XX Municipio – Sulla voragine di via Comparini si ricompatta il Consiglio

XX Municipio – Sulla voragine di via Comparini si ricompatta il Consiglio

Dopo un fitto botta e risposta e a suon di comunicati e, lunedì 6 giugno, dopo oltre due ore di acceso ed a volte aspro dibattito che ha infuocato la seduta di Consiglio, maggioranza ed opposizione del XX Municipio trovano l’accordo su un documento che viene votato all’unanimità. Un passo avanti verso la soluzione del caso “voragine di via Comparini” che, nel quartiere Labaro, da oltre 15 mesi ha stravolto la viabilità e messo a dura prova la pazienza dei residenti.

La vicenda

Per chi non fosse ancora a conoscenza del fatto, era febbraio 2010 quando in via Comparini si aprì una voragine dalle dimensioni incredibili, una profonda e pericolosa voragine che portò alla luce un reticolo di gallerie sotterranee. L’area venne transennata, una delle palazzine a lato della strada fu evacuata, nove famiglie trasferite altrove, la viabilità bloccata, residenti in continua apprensione per questo grosso buco nero che potrebbe nascondere chissà quali pericoli.
I primi interventi messi in campo dall’Acea di concerto col XX Municipio non furono affatto risolutivi, anzi pare che peggiorarono la situazione. Si tentò infatti di chiudere la voragine con materiale betonabile che però si disperse nel reticolo delle gallerie.

I cittadini esasperati si rivolsero alla magistratura che, il 15 dicembre 2010, ordinò al Comune di Roma e all’Acea Ato 2 di eseguire urgentemente, in solido tra loro, tutti i lavori elencati nella relazione del consulente tecnico d’ufficio. La sentenza è stata notificata al XX Municipio a metà marzo. E’ dunque da marzo 2011, se non da dicembre 2010, che ogni mattino i cittadini aprono le loro finestre con la speranza di vedere il cantiere riattivato.

Il dibattito

Nella seduta di Consiglio, appositamente dedicata al caso, il presidente del XX Municipio, Gianni Giacomini, protagonista con il PD dell’aspro scambio di comunicati, ha usato invece toni concilianti nel ripercorrere le tappe della vicenda nella quale, secondo lui, è da ricercare nell’Acea l’origine dei ritardi. Acea che disconosce la rottura delle tubature come causa della frana adducendo invece la responsabilità al Comune di Roma che ha avallato e poi sanato la costruzione di palazzine sul reticolo di gallerie, un reticolo noto a tutti da tempo.

“Il mio interessamento è stato immediato, mi sono subito preoccupato delle nove famiglie offrendo loro un aiuto economico – ha ricordato Giacomini – mi sono recato sul posto tante volte, il caso è stato oggetto dei lavori di giunta in più occasioni ed ho invitato diverse volte l’assessore ai lavori pubblici a seguire personalmente l’evolversi della situazione. Ho dunque la coscienza a posto e gli atti lo dimostrano” .

“In ogni caso, visto che l’Acea fa orecchie da mercante e sembra voler ignorare la sentenza del Tribunale, sulla base di quanto riferitomi dall’Ufficio Tecnico del Municipio posso annunciare – dichiara Giacomini – che il progetto è pronto, sono già stati chiesti al Comune 600mila euro. Quanto prima inizieranno i lavori a cura del Municipio, che poi si rivarrà in danno sull’Acea”.

Ma è il “quanto prima” e soprattutto la mancanza di un piano alternativo nel caso in cui il Campidoglio non finanzi le opere a non andar giù all’opposizione.

Nasce quindi un confronto aspro. Da parte PD si parla di gestione superficiale ed incompetente dell’emergenza, di auto-assoluzione poco credibile del Presidente. SEL lo incalza, provocandolo, chiedendogli se ha ancora fiducia nell’operato dell’assessore ai lavori pubblici, oggi assente.
Dal PdL volano accuse di “sciacallaggio politico”, si accusa il PD di strumentalizzare a fini elettorali una calamità naturale.

Mentre il clima si fa rovente, arrivano a gettare acqua sul fuoco le parole del quasi sempre silente ma saggio Cesarino Lelli, consigliere PdL, i cui “capelli bianchi” lo inducono “a chiamare a raccolta tutti, ma soprattutto i suoi colleghi di maggioranza, ad una maggiore coesione, ad abbandonare le polemiche, a fare fronte comune con l’opposizione” perché la dignità dell’aula ed il rispetto verso i cittadini meritano ben altro atteggiamento.

L’aula si quieta e, nonostante alcune scaramucce sul testo di un emendamento, trova la sua compattezza sul documento all’ordine del giorno, presentato dal PD, che viene approvato all’unanimità per appello nominale.

Nello stesso si chiede al Sindaco ed all’assessore ai lavori pubblici del Comune di Roma di intervenire tempestivamente per ottemperare a tutte le disposizioni di cui alla sentenza del Giudice relative alla messa in sicurezza del sottosuolo d al ripristino di via Comparini.
Si chiede inoltre di disporre un’indagine ad ampio raggio del sottosuolo dell’intera zona perché esiste il forte dubbio, se non la certezza, che di gallerie sotterranee, a Labaro, ce ne siano tante altre.

Una giornata ed una seduta intensa al termine della quale l’interesse della collettività è prevalso su quello delle parti. Non è la posa della prima pietra dei lavori ma quanto meno è una pietra messa sulle polemiche, almeno si spera, per il bene delle nove famiglie lontane dalle loro case da 15 mesi.

Claudio Cafasso

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2 COMMENTI

  1. Come cittadino mi sento di ringraziare il consigliere Pdl Cesarino Lelli, per l’assetto etico morale che è riuscito a dare alla riunione dedicata alla risoluzione della voragine di via Comparini. Mi viene lecito pensare: il documento PD è stato votato all’unanimità, dunque non aveva nulla di strano, questi oppositori dunque non buttano fumo, sembra invece che portino acqua al mulino. Come si può capire se l’opposizione strumentalizza? è semplice: si chiede su quali basi fa le sue affermazioni, se queste sono inesistenti allora è solo fumo, se le ragioni ci sono, anche se di diverso punto di vista, si devono discutere con lo spirito coerente come sollecita Lelli, perchè è nel dialogo e nel confronto che si vede la forza di chi governa.
    L’ Acea afferma che il danno è dovuto al cedimento delle volte sotterranee…Se la condotta idrica è rotta in un punto, probabilmente è usurata e rotta anche più in alto. Verificare sarebbe facile. Sappiamo comunque che l’acqua piovana s’infiltra e trascina a valle il terreno, creando veri torrenti sotterranei. Verificare se il fondo stradale è a regola d’arte. La regola la possiamo imparare dagli antichi romani: “scavare il fondo, gettare grossi massi perchè l’acqua possa defluire, sopra a questi mettere pietre più piccole, poi la terra pozzolana battuta, ( oggi si può mischiare con calce),in fine al posto dell’antico serciato, brecciolino e catrame rullato con cilindro pesante. Attenti tuttavia l’Acea in tutta la città sa di avere chilometri di tubbi bucati che creano cedimenti nei marciapiedi e nelle strade. Questa Azienda ha il personale qualificato che con strumentazioni sonar rileva le falle, che si adoperi e che ponga riparo. In vece di tentare di cedere a privati la sola.

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