Home AMBIENTE Insugherata – Un doppio accesso pubblico sarà possibile dalla Cassia

Insugherata – Un doppio accesso pubblico sarà possibile dalla Cassia

Una vittoria dei Comitati, dei cittadini residenti sulla Cassia, degli amanti della natura. Così è definibile l’Ordine del Giorno approvato dal Consiglio del XX Municipio martedì 22 marzo con il quale si sancisce il diritto della comunità locale ad avere accesso alle aree pubbliche situate all’interno della Riserva Naturale dell’Insugherata. Un documento che abbatte ogni ostacolo concettuale. Ora sta all’Ente RomaNatura ed all’assessorato all’ambiente di Roma Capitale posare però la prima pietra.

Con un documento sul quale è stato registrato l’accordo di tutti i gruppi politici, fatto abbastanza insolito nel locale parlamentino, il Consiglio del XX Municipio ha infatti approvato un Ordine del Giorno con il quale si chiede all’Ente Regionale Roma Natura di provvedere alla realizzazione dell’accesso alla riserva naturale dell’lnsugherata da Via Italo Panattoni, aperto da decenni e poi chiuso da una proprietà che si è improvvisamente ricordata di essere privata.

Il documento invita inoltre l’assessore all’ Ambiente del Comune di Roma a voler sostenere gli obiettivi del piano di assetto dell’Insugherata garantendo uno specifico impegno nella realizzazione di un secondo accesso dai Giardini di Tomba di Nerone che consentirebbe di raggiungere la parte fruibile della riserva naturale attraverso una strada poderale in disuso, al momento ostruita da una fitta vegetazione infestante.

Un doppio accesso dunque, che, quando aperto, potrà garantire la fruibilità delle decine di ettari di verde pubblico incuneati fra le proprietà private all’interno della Riserva. Ad oggi infatti, l’unico accesso consentito è in via Castagnola, in zona Trionfale, inutilizzabile dai cittadini residenti nei quartieri lungo la Via Cassia.

Parlavamo di vittoria, una vittoria di principio, che va ascritta in primis al Comitato Robin Hood che ha fatto di questa battaglia la sua quasi ragion d’essere.

Come però è stato ricordato in aula consiglio, bisogna stare con i piedi per terra. Il documento approvato è solo il primo passo di un cammino che rischia di essere lungo, perché tanti sono gli adempimenti. Per averne la dimensione è sufficiente leggere l’Ordine del Giorno cliccando qui. (red.)

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7 COMMENTI

  1. conoscendo con chi abbiamo a che fare ….. stiamo con i pedi per terra.

    C’è ancora strada da fare. Ma dobbiamo farcela !

  2. scusate ma voi avete visto che c’è scritto nella convenzione?
    praticamente il privato concederebbe l’apertura in cambio di un chiosco bar, punto informazioni e altre attività commerciali, legate si al parco, ma sempre commerciali….
    siete tutti d’accordo su questo?

  3. Anche se torno saltuariamente nella mia casa sulla via Cassia, abito fuori Roma, sono felice,speriamo che tutti gli adempimenti del caso siano veloci così da poter tornare a passeggiare lungo la valle,ho dei bellissimi ricordi ,insieme alle mie figlie ed al nostro cane abbiamo trascorso delle ore piacevolissime immersi nella natura.tra ciclamini ed anemoni, un grazie di cuore a tutti

  4. La Convenzione tra Roma Natura e la Soc. Colle Adriano prevedeva anche il restauro di una vecchia cisterna da adibire a servizi igienici e la vendita di prodotti biologici da parte dei fittavoli; quando la Convenzione venne resa pubblica i Comitati espressero le loro perplessità (durata convenzione 4+4; il proprietario del terreno concedeva il passaggio solo in un “corridoio” che portava oltre i terreni privati; ingresso ad orario; necessità di realizzare un nuovo ponte altrimenti non sarebbe stato possibile attraversare il fosso dell’Acqua Traversa; rischio che i fittavoli non avrebbero “lasciato passare” chi entrava da Via Panattoni…..); anche la Commissione Urbanistica del XX Municipio approvò all’unanimità un documento che chiedeva alcune modifiche come quella di estendere la convenzione a 10+10 anni e il passaggio, a proprietà pubblica, della cisterna da restaurare.
    D’altra parte questa era la sola possibilità che avrebbe permesso la riapertura dell’accesso di Via Panattoni!
    A distanza di 3 anni dalla chiusura di quell’ingresso la Convenzione appare inadeguata non fosse altro per il fatto che, entrando oggi da Via Panattoni (essendo stato sbarrato il ponte sul fosso) , ci si ritroverebbe poi sotto Tomba di Nerone. Allora tanto vale puntare a questo accesso!

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