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Nucleare nel Lazio? Un no grazie arriva dal Campidoglio, dalla Regione e dalla Provincia di Roma

Renata Polverini, sull’ipotesi di una centrale nucleare nel Lazio, è stata lapidaria: “Il Lazio ha già dato, avevo già espresso al Governo la mia contrarietà”. E dopo il no della Regione anche il Sindaco di Roma ha dichiarato apertamente la sua netta contrarietà al nucleare nel Lazio. Nel ricordare che già durante la campagna elettorale di Polverini avevano insieme espresso “la volontà di non avere centrali nucleari nel Lazio, che ha la sua autosufficienza energetica”, Alemanno ha detto: “Credo che si debba seguire con grande attenzione quello che sta avvenendo in Giappone: è un test, una prova drammatica, che non può essere sottovalutata”.

E’ stato ieri, martedì 15 novembre, al termine della prima Assemblea di Unindustria tenutasi a Valmontone, che il Sindaco Alemanno, intervistato sul tema nucleare non ha usato mezzi termini.

Nel ricordare appunto che, in sintonia con Renata Polverini, già due anni fa avevano insieme espresso forti perplessità, ieri ha così dichiarato:”Credo che non si possa far finta di niente su tutto quello che sta succedendo in Giappone. E’ vero che si tratta di centrali vecchie, superate rispetto alle nuove però è anche vero che erano centrali testate dal più efficiente sistema tecnologico che è quello giapponese. E se – ha aggiunto – delle centrali così testate anche per un eventuale terremoto hanno dato queste risposte significa che qualcosa non funzione e questa grande certezza, questa sicurezza forse non c’è.”

Ancora più lapidario il sindaco Alemanno lo è stato sull’ipotesi di una centrale nel Lazio. “Questa è una cosa sulla quale dobbiamo discutere con chiarezza perché dopo quel che è avvenuto voglio vedere quale territorio si prenderà la responsabilità di costruire una centrale nucleare. Non bisogna dare giudizi affrettati, ideologici o negativi per forza, però – ha concluso – è necessario un esame molto serio, perché, ripeto, non si può far finta di nulla su quel che è successo”.

Ma anche Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, non nasconde le sue perplessità. Lo ha scritto in un articolo pubblicato questa mattina dal quotidiano l’Unità.
“Ancora pochi giorni fa ci insegnavano che moderno è mettere il nucleare sicuro. Poi è arrivato lo tsunami e ci siamo accorti che il nucleare totalmente sicuro non esiste. Ma i danni ambientali sì, e non sappiamo ancora per quanto tempo continueremo a pagarli. Sostenibilità, efficienza, risparmio energetico, fonti alternative, lotta ai cambiamenti climatici: quali sono le vere parole del nostro tempo?. Proviamo a pensare che, ogni tanto, anche senza accordarci, – conclude Zingaretti – possiamo trovare nuove risposte, nuove ragioni. Parole come ricerca, formazione, innovazione, responsabilità sociale non sono più solo buoni auspici: possono diventare il cardine di un nuovo paradigma di sviluppo”.

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