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Smog a Roma: ad Alemanno il Cigno Nero di Legambiente, a Legambiente l’accusa di faziosità

 E Corso Francia sempre sul podio – Mentre si chiude oggi il nono stop consecutivo, per quanto probabilmente inutile, alla circolazione di alcune tipologie di veicoli, questa mattina Legambiente ha tentato di consegnare il “Cigno nero” al Sindaco che però l’ha rifiutato. Il gesto voleva focalizzare l’attenzione sul fatto che le PM10 continuano ad assediare da 10 giorni la Capitale mentre dal Campidoglio si registrano solo vacui e deboli provvedimenti che non sortiscono alcun effetto. Eppure una legge regionale, se applicata, imporrebbe blocchi totali e targhe alterne.

“Con il cigno nero di Legambiente al Sindaco Alemanno abbiamo voluto porre un problema serio usando una trovata simbolica per chiedere una soluzione immediata; il suo menefreghismo per l’aria che respiriamo è vergognoso” ha affermato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, nel sottolineare che “lo smog è fuorilegge un giorno su due dall’inizio dell’anno, l’allarme dei medici di famiglia per la salute dei cittadini è serio e molto preoccupante, il Sindaco non può stare a guardare e aspettare forse la pioggia, bisogna subito bloccare il traffico con un’ordinanza, i romani aspettano necessarie e urgenti risposte”.

“Non si capisce il silenzio assordante del Sindaco che dimostra proprio di non interessarsi assolutamente alla salute dei cittadini” – gli ha fatto eco Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. “Gli obblighi di legge previsti dal Piano di risanamento della qualità dell’aria della Regione Lazio vanno rispettati, bisogna intervenire contro lo smog con azioni mirate e tempestive, domeniche di blocco totale del traffico e targhe alterne nella fascia verde per almeno due giorni feriali a settimana”.

 I dati di Legambiente: Corso Francia sul podio

Legambiente, riassumendo i dati forniti da ARPA Lazio dall’inizio del 2011, dimostra che il superamento del limite giornaliero previsto dalla legge interessa quasi tutte le zone dell’area metropolitana.

Su 45 giorni totali, infatti, la centralina di Corso Francia ha superato il limite di 50 microgrammi per metro cubo ben 27 volte, Preneste e Tiburtina 26, Cinecittà 21, Bufalotta 19, Fermi 18, Arenula e Cipro 15, Magna Grecia 12, Malagrotta 10 e, persino nelle aree verdi del fondo urbano, Cavaliere 12, Villa Ada 11 e Guido 7.

Intervenga la Regione

A chiederlo è Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Pisana. “A Roma si continua a morire di smog, siamo ormai alla vera e propria emergenza sanitaria. E’ arrivato il momento di smetterla con le ipocrisie, chiediamo alla presidente Renata Polverini, di utilizzare immediatamente i poteri sostitutivi, per dare avvio a misure urgenti per la salute dei cittadini e la qualità dell’aria considerate le gravi inadempienze del sindaco Alemanno”

Il Campidoglio: Legambiente è faziosa

“L’assegnazione del ‘cigno nero’ alla città di Roma è solo propaganda faziosa e disfattista. Da tempo, ormai, l’associazione Legambiente preferisce dedicarsi alla polemica spicciola, anziché lavorare a fianco dell’amministrazione per aumentare, ad esempio, le campagne di sensibilizzazione in favore della mobilità sostenibile. Fronte sul quale, invece, sono concentrati gli sforzi della Giunta Alemanno per migliorare in modo strutturale la qualità dell’aria, e che hanno già prodotto risultati significativi”.  A parlare così è l’assessore all’Ambiente di Roma Capitale, Marco Visconti, secondo il quale la tesi di Legambiente non è corretta.

I dati di Legambiente, dice ancora Visconti, sono “un mero elenco di numeri” basato su una rilevazione impropria “dei cosiddetti picchi orari di inquinamento, mentre le disposizioni normative prendono in considerazione solo la media mobile di pm10 nelle ventiquattro ore. Come pure è riduttiva la somma degli sforamenti nelle singole centraline che, com’è evidente, sono direttamente collegati al fenomeno dell’inversione termica e, nella contingenza, risentono dell’aumento del traffico veicolare dovuto a due giornate consecutive di sciopero del trasporto pubblico”

“Invito l’associazione Legambiente a fare atto di responsabilità – conclude Visconti – impegnandosi insieme alle istituzioni per il bene dei cittadini romani, abbandonando la sterile polemica ed il populismo spicciolo”.

Intanto a Corso Francia non si respira più

A Corso Francia lo smog attanaglia le gole di migliaia di residenti, in via Cassia Antica la manciata di persone che vi abitano respirano aria di campagna. A Corso Francia transitano migliaia di automobili al giorno, via Cassia Antica è deserta 24 ore su 24.

Così scrivemmo il 29 gennaio e così continuiamo a scrivere convinti che la riapertura di via Cassia Antica contribuirebbe a diminuire lo smog di Corso Francia. Di quanto non si sa, perchè non è stato mai misurato, ne è mancata la volontà, non si è tentato nemmeno di fare studi e simulazioni. Il fatto è che l’inquinamento viene conteggiato ad unità di PM10, se lo misurassimo – vogliamo essere forti – a numero di polmoni forse la drammaticità della situazione apparirebbe sotto altre vesti.
Esageriamo? “Ogni anno in Italia, l’inquinamento da polveri sottili è all’origine della morte di 15 persone ogni 10mila abitanti”, Legambiente docet.

Ecco perché VignaClaraBlog.it continua insistentemente a battere su questo tasto: se la riapertura di via Cassia Antica facesse diminuire anche solo di uno zero virgola qualcosa il tasso di inquinamento di Corso Francia, salvando un polmone di un solo bambino, varrebbe la pena di provare.
Ma “non vedo, non sento e non parlo” pare essere il motto del XX Municipio e del Campidoglio di fronte a questo appello.

Edoardo Cafasso

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