Home AMBIENTE Insugherata – Meglio una discarica che un accesso pubblico

Insugherata – Meglio una discarica che un accesso pubblico

Nel 2010 il Comitato “Robin Hood” (comitato spontaneo nato per volontà di alcuni residenti della zona Cassia per ottenere la riapertura degli accessi dell’Insugherata) ha proposto all’Ente gestore della Riserva di farsi carico della pulizia e sistemazione dell’ingresso di Via dell’Acqua Traversa. La proposta nasceva dal fatto che l’Ente RomaNatura più volte si era detto favorevole alla riapertura confermando anche la disponibilità dei proprietari del terreno.

Il Comitato, anche con l’aiuto di “Retake Roma”, avrebbe provveduto alla pulizia di tutta l’area, alla sistemazione della recinzione e alla realizzazione di due passaggi pedonali oltre alla collocazione di alcuni cestini per i rifiuti: il tutto a costo “zero” per Ente e proprietari.

Ma nonostante la cosa fosse “in dirittura di arrivo” (per citare le parole del Direttore di RomaNatura) poi non è successo nulla: niente accessi ma neppure una parola alle tante e-mail con le quali il Comitato sollecitava una risposta.

La conclusione di questa vicenda è che l’area è in uno stato di totale abbandono, più simile ad una discarica che all’ingresso di una Riserva.
Oggi l’accesso di Via dell’Acqua Traversa (più volte si è tentato di chiuderlo ma ogni volta la recinzione è stata tagliata da qualcuno evidentemente esasperato) si presenta in maniera vergognosa: la segnaletica della Riserva è danneggiata, la recinzione in molti tratti è abbattuta, ovunque cumuli di rifiuti.

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Le tracce di pneumatici sull’erba stanno ad indicare che qualcuno si diverte a fare fuori strada nell’Insugherata mentre i cumuli di bottiglie, lattine e fazzolettini lasciano supporre come quel tratto di Riserva sia oggi un’alcova. Il fatto che si preferisca una “discarica” all’intervento peraltro gratuito dei Comitati Cittadini si presta ad alcune considerazioni.

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La prima riguarda il “bene pubblico”: evidentemente nell’immaginario collettivo si è portati a pensare che Parchi e Riserve appartengano a chissà quale astratta entità.
Nella realtà i beni dello Stato sono proprietà dei cittadini che attraverso norme e leggi ne affidano la gestione ad amministratori i quali hanno l’obbligo di fare l’esclusivo interesse della comunità. E non ha importanza se a chiedere un qualcosa siano mille cittadini oppure uno solo: anche una singola voce deve trovare una risposta.

L’altra considerazione riguarda la “responsabilità”: nel nostro sistema c’è sempre “un’altra Istituzione” su cui far ricadere le colpe: se ci rivolgiamo al Municipio la responsabilità è del Comune; se andiamo al Comune ci inviano alla Regione da dove ci rispediscono poi al Municipio.
Troppo spesso si assiste a questo scaricabarile specie in occasione di gravi e drammatici eventi che riguardano la gestione del territorio: la responsabilità è sempre del Presidente, del Sindaco o della Giunta “precedente”. Come dire: nessuno ha responsabilità.

La terza considerazione, la più amara, riguarda il fattore “tempo”: i nostri amministratori sanno benissimo di avere il tempo dalla loro parte ed è per questa ragione che in genere lasciano decantare le varie problematiche sino a quando il cittadino, stufo, stanco e sfiduciato, decide di rinunciare.
E’ forse per questa ragione che gli italiani non amano la politica.

Fatto sta che l’ingresso alla Riserva di Via dell’Acqua Traversa continua a rimanere nel più totale degrado: in fin dei conti…meglio una discarica.

Francesco Gargaglia

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