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Officine Farneto: una mostra di Michele Giangrande apre la rassegna 2011 sulle arti applicate

Artwo+Officine Farneto=temporary museum – L’Associazione Artwo e le Officine Farneto, ambedue in via dei Monti della Farnesina 77, sabato 22 gennaio alle 18:30 presentano la prima di una serie di mostre sull’arte e le arti applicate che si svolgeranno  nel  2011  negli spazi delle Officine Farneto sotto la direzione artistica di Luca Modugno. Il progetto consentirà di incrociare i linguaggi dell’arte contemporanea aprendo al design, alla moda, al video, alla musica e all’architettura, con l’intento di creare eventi culturali caratterizzati da forte personalità.

Si punterà sull’eccellenza, l’emozione, la ricerca, la cultura del progetto. Fare scouting fuori dagli schemi, valorizzare le nuove generazioni della comunità creativa. Creare, in sintesi, un “museo” seppur temporaneo, delle nuove idee.

il n’y a pas de solution parce qu’il n’y a pas de probleme

La scelta di iniziare la serie di eventi artistici con una mostra di Michele Giangrande dal titolo “il n’y a pas de solution parce qu’il n’y a pas de probleme” nasce dalle caratteristiche proprie dell’artista: la sua particolare facilità a relazionarsi con lo spazio e la sua ricerca basata su reinterpretazioni concettuali di oggetti d’uso comune, perfettamente in linea con la filosofia di Artwo.
Oggetti attraverso i quali è possibile realizzare l’opera d’arte ma non la rappresentano (sotto questo punto di vista si differenziano dai Ready Made).

I “suoi” oggetti sono l’esito di un incontro-scontro tra più fattori: una copertura di cerotti, ad esempio, incontra un giocattolo e genera immediatamente un nuovo personaggio che si avvale della “storia”, dei “contenuti”, della “simbologia”, dei “rimandi” che le sue singole componenti offrono.

Il medesimo risultato, molto più amplificato, si ritrova nelle installazioni cosiddette site-specific, altro elemento caratterizzante della sua ricerca accanto agli “oggetti improbabili”: in questi lavori l’enorme presenza e moltitudine di uno stesso oggetto, ripetuto e clonato infinite volte, genera un’immagine altra e nuove ed improbabili realtà nascono dall’incontro di più realtà, di più vissuti, di più emozioni.

Alle Officine Farneto l’artista presenterà una panoramica dei suoi lavori dal 2004 ad oggi e un’installazione site-specific per il bellissimo spazio dell’antica fornace.

Per l’occasione Giangrande, nell’aderire al progetto Artwo, realizzerà un oggetto di design basato sul riutilizzo e la decontestualizzazione di materiale d’uso comune che come ogni prodotto dell’Associazione, verrà realizzato dai detenuti del Carcere di Rebibbia di Roma. L’evento è stato possibile grazie al prezioso contributo della Galleria Paolo Erbetta.

Opening sabato 22 gennaio alle 18:30, la mostra resterà aperta fino al 29 dello stesso mese con orario 10-19 ed ingresso gratuito

ARTWO

Artwo è nata nel 2005, quando ancora non si abusava di termini quali “ecosostenibilità” e “sostenibilità sociale”, come un’avventura creativa dal profondo valore etico. Il suo ideatore, Luca Modugno, crede al valore decisivo della bellezza artistica nei luoghi in cui la libertà non appartiene al gioco del quotidiano.

Rendere l’arte utile a tutti, soprattutto a chi ne ha più bisogno. Da un lato unendo la passione per l’arte contemporanea e il design, creando un percorso di intelligenza estetica e qualità morale dei prodotti; dall’altro lavorando con associazioni di recupero o realtà penitenziarie, offrendo un percorso formativo che le coinvolga fattivamente nella produzione di oggetti funzionali.

Di ARTWO VignaClaraBlog.it ne ha parlato a lungo poco tempo fa proprio con il suo ideatore Luca Modugno del quale vi riproponiamo la nostra intervista: clicca qui

Officine Farneto

Gli spazi espositivi delle Officine Farneto nascono dalla ricostruzione dei Magazzini di Casermaggio al Foro Italico, edificio progettato da Del Debbio negli anni ‘30. In 3/4 di secolo l’edificio ha subito diverse modifiche, strutturali e funzionali, fino a diventare una famosa fabbrica di ceramiche artistiche.

L’edificio oggi non appare stravolto dall’intervento di risanamento, ma si concentra prettamente nella valorizzazione delle forme originarie e nel recupero della storia propria dello spazio, attraverso l’evidenziazione degli elementi che hanno caratterizzato le diverse funzioni che si sono susseguite nel tempo.

L’intera struttura può definirsi decisamente poliedrica, in quanto si sviluppa in aree dedicate ad attività complementari e convergenti; il Bar BookShop,; il Wellness Center DAS – Dimensione Arte&Sport – un “laboratorio” che abbina alle discipline del fitness corsi di arte contemporanea; una Sala Conferenze da 100 posti, attrezzata per conferenze stampa e proiezioni ed infine il Roof Garden, che si affaccia nello splendido parco di Monte Mario.

Il tutto a sussidio del fulcro centrale rappresentato dallo Spazio Eventi da 1.100 mq, posto al piano terra e dal Business Center con Ateliers di diverso taglio, occupati da professionisti e artisti del settore delle arti figurative.

Edoardo Cafasso

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