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Prima Porta – Auriga Onlus alza bandiera bianca

Nicoletta Angelini, presidente de L’Auriga Onlus con sede a Prima Porta, alza bandiera bianca e ne comunica la chiusura definitiva, avverrà il 31 dicembre. Oggettivamente è una gran perdita perché L’Auriga opera dal 1999 all’interno del Parco di Veio, nel XX Municipio, come una concreta realtà dedita al sociale. “Soccombe – dice Nicoletta Angelini – per mano di un sistema che invece di sostenere la capacità professionale, l’impegno e la correttezza, le affossa e le umilia.” Lasciamole ancora la parola.

“Il 1 dicembre è cominciato un triste conto alla rovescia – annuncia la signora Angelini a VignaClaraBlog.it – a fine mese il Centro di Attività Equestri Integrate L’Auriga Onlus chiude e questo perché non siamo in grado di competere oltre la legalità e la trasparenza, senza leggi uguali per tutti, di accettare l’assenza e/o l’indifferenza delle amministrazioni nei confronti di una realtà dai tanti riconosciuta come eccellenza. Non siamo in grado di mantenere gli oneri del sociale sulle nostre spalle, di garantire la dignità e il rispetto dovuti alle persone che vi lavorano”.

“E’ per questo e per tanto di più che denunciamo l’impossibilità di continuare ad erogare i nostri servizi socio-sanitari. Muore così anche il nascente Centro di Attività e Terapie con gli Animali, primo a Roma.”

“Comunichiamo la sconfitta e chiediamo la solidarietà attraverso un piccolo gesto: da oggi, se hai avuto modo di conoscerci e apprezzarci, vieni a trovarci con una pallina natalizia da aggiungere al nostro Albero di Natale per testimoniare che la sconfitta non è solo nostra ma della collettività. E’ possibile testimoniare solidarietà anche attraverso il sito www.lauriga.it, dove raccoglieremo le palline destinate a un albero virtuale ma non per questo meno significativo. Il 6 gennaio faremo la conta e sarà comunque consolante sapere di non aver lottato da soli.”

Fin qui il comunicato. Ma in aggiunta a quanto sopra Nicoletta Angelini ha anche redatto una lettera aperta inviata a tutti coloro che interagiscono ed hanno interagito con il Centro di Attività Equestri Integrate L’Auriga Onlus.
Ne pubblichiamo il testo integrale perché merita il massimo rispetto.

“Non mi è facile iniziare questa lettera. Prima difficoltà è a chi rivolgerla.
Cari Utenti, Cari Cavalli, Cari Operatori, Cari Fornitori, Cari Colleghi, Care Istituzioni, Cari Soci, Cari Amici, Cari amanti dei cavalli, Cari semplici conoscenti….
Trovare il linguaggio giusto per rivolgermi alle tante persone che ho in mente in queste ore non sarà facile, ci provo.
Il 1 dicembre è iniziato un conto alla rovescia: il 31 dicembre il Centro che ho tanto sognato, fino a farlo divenire realtà, dovrà necessariamente chiudere i battenti o meglio issare la bandiera bianca.

E pensare che stavamo lavorando per aprire e inaugurare nel 2011 il primo Centro di Terapie e Attività con gli Animali di Roma e del Lazio, grazie alla sinergia consolidata con le Onlus ANUCSS e AICOTE e all’impegno della Cooperativa sociale el Nath di provvedere alla gestione dello stesso.

Un Centro pensato per offrire servizi di qualità che vedono, nella relazione uomo/animale, un’opportunità di educazione-riabilitazione-integrazione. Opportunità che è sempre più evidenziata in tutti i contesti socio-sanitari e istituzionali.

Chi ci conosce bene sa quante ne abbiamo dovute passare, chi mi conosce bene sa quante ne ho dovute subire. Ho preso questa decisione in prima persona perché certe decisioni si prendono così quando si ha il senso di responsabilità e di rispetto per gli altri.

Non riesco a trovare più giustificazioni al fatto che si parli tanto di ippoterapia ma non si faccia poi nulla di effettivamente concreto per inquadrarla in un contesto che dia dignità a utenti e operatori.
Se fosse uguale per tutti i Centri, penso che potrei ancora sentirmi un pioniere, ma quando penso che in Italia ci sono persone che accedono all’ippoterapia attraverso il Sistema Sanitario Nazionale mentre ad altre viene detto che non possono usufruirne perché l’ippoterapia non è ancora riconosciuta, non ci sto.

Non riesco più a tollerare di sentire definire il Centro che dirigo come un Centro di Eccellenza, quando nel Centro i lavoratori non si riescono a garantire nei più elementari diritti e l’accesso ai servizi viene di fatto negato alle famiglie che perdono potere di acquisto.

Non riesco a farmi passare la rabbia quando sento enfatizzare il valore della ricerca scientifica in questo campo e ricordo i 500.000.000 di lire destinati all’uopo nel 1992 dalla Regione Lazio ad un Ente che non li ha mai impiegati per questo.

Non posso non giustificare la difficile situazione economica che ci affligge da sempre pensando anche ai quattordici lunghi anni nei quali a Roma qualcuno poteva usufruire del servizio gratuitamente attraverso l’accreditamento regionale di un Ente discutibile (e discusso) e tutti gli altri venivano tacciati di finalità “commerciali” per il carattere obbligatoriamente privato delle proprie attività.

Non digerisco l’indifferenza del Comune di Roma nei confronti del Centro che mai ha convocato, pur avendone noi fatta più di una volta formale richiesta, per dare seguito al progetto Corsi di Equitazione e Volteggio per persone con disabilità che per alcuni anni è stato sostenuto a vantaggio di centinaia di bambini e adulti con comprovata soddisfazione degli utenti.
E’ stata lasciata morire un’esperienza senza motivazioni e questo è disarmante.

Non riesco a comprendere come un Municipio, organo amministrativo di una importante e grande fetta urbana, non solo non sfrutti le competenze presenti sul suo territorio a vantaggio della popolazione ma si permetta il lusso di danneggiarle persino sfidando la legge.

Non riesco a capire perché il 5 per mille del 2007 non ci sia stato ancora erogato nonostante sia stato confermato che ci è dovuto e che la maggior parte degli enti si è visto erogare ormai un anno fa. Tanto meno capisco perché da quest’anno non potremo più contarci se verrà ridotto del 75%.

Sono avvilita quando penso che da un anno cerchiamo di ottenere, se dovuto, un cartello di divieto di sosta nella strada che conduce al Centro per ovviare al blocco che a volte le auto in sosta determinano. Ai Vigili urbani di competenza ho spiegato in varie riprese che questo può costituire un serio problema se dovesse, speriamo mai, servire un’ambulanza. “Basta parlarne al vigile di quartiere”, mi sono sentita dire, e così ho fatto, inutilmente, più volte.

Sono stufa di sentirmi in difficoltà per i ritardi nei pagamenti ai fornitori perché, per non far prendere troppo freddo a qualcuno, mi vedo costretta a spostare ora qua, ora là, la piccola coperta ormai infeltrita.

Sono umiliata quando non riesco a corrispondere puntualmente i compensi ai collaboratori che nonostante tutto lavorano con serietà e impegno: la maggior parte di loro da più di dieci anni.

Sono allibita quando vedo apprezzare realtà che operano ai limiti delle norme e svalutate quelle che operano con professionalità certificate.

Sono orgogliosa dei risultati che vedo ottenere dai ragazzi e della maggiore qualità della vita che per ricaduta determinano in famiglia.

Sono orgogliosa delle richieste sempre più numerose di persone che vogliono apprendere il nostro metodo di lavoro attraverso le opportunità formative da noi promosse e realizzate fin dal 1993.

Sono orgogliosa di aver fino ad oggi garantito a tutti i cavalli e asini presenti nel Centro il rispetto del loro naturale ciclo vitale.

Sono orgogliosa quando mi accorgo che i tanti semi gettati per diffondere una cultura della diversità e del benessere hanno cambiato e colorato un posto abbandonato, ora luogo di armonia e ricerca.

Sono orgogliosa di aver sempre lavorato nella legalità e di volerlo continuare a fare.

Sono dispiaciuta perché oggi non ho più risorse per sostenere tutto questo. Bandiera bianca!

Dal 7 gennaio sarò a disposizione di tutti coloro con i quali ci sono “sospesi” perché come sempre farò di tutto per assolvere ai miei doveri.
Un grazie a tutti voi.

Nicoletta Angelini
Presidente L’Auriga Onlus
Direttore scientifico del Centro di Attività e Terapie con gli Animali mai nato

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4 COMMENTI

  1. Per quel che può servire esprimo la mia solidarietà per L’Auriga e l’indignazione per le istituzioni che non valorizzano il merito e la competenza.

  2. L’ultimo colpo gli è arrivato dal Municipio 20 con il servizio di ippoterapia da ben 30.000 euro dato in gestione ad una fattoria agricola con annesso maneggio a Cesano invece di fare un regolare gara alla quale avrebbe potuto partecipare e magari vincere l’Auriga, visto tutta l’esperienza che ha.

  3. AGGIORNAMENTO E APPUNTAMENTO – nicoletta angelini
    Aggiorno tutti voi.
    Dall’8 mattina L’Auriga io riceviamo vivida solidarietà in vari modi:
    · Il blog che vi prego di privilegiare alle altre forme, poiché permette a tutti di condividere i pensieri e le proposte.
    · Numerosissime mail di tutti i colori e contenuti. Prego tutti voi di permettere la pubblicazione sul blog o meglio ancora di postare voi stessi al blog quanto ci avete fatto arrivare. E scusateci se non riusciamo a rispondere a tutti in tempo reale.
    · Telefonate, alcune mi hanno fatto piangere. Quanto dolore, come quando ci si deve separare forzatamente..
    Nessun segnale da parte delle Istituzioni preposte: noi aspettiamo.
    Molti ci/mi chiedono cosa vogliamo o di cosa abbiamo bisogno.
    Mi trovo in difficoltà a rispondere ed immagino che questo lasci interdetti gli interlocutori. Me ne scuso.
    Cosa ci /mi serve:
    -continuare a credere che fare bene il proprio dovere migliori la qualità della nostra esistenza in Terra
    -continuare a pensare che l’educazione dei piccoli e dei grandi sia un investimento che produce utili per la collettività e quindi per ciascuno di noi
    -credere che gli amministratori locali sappiano che sono al servizio della popolazione e quindi sappiano assumersi le relative responsabilità
    -continuare a sentirci capaci e non cominciare a sentirci fessi
    -avere continuità e non precarietà
    In altre parole ci serve un riconoscimento che ci metta nelle condizioni di continuare a fare il nostro lavoro senza sentirci sempre sul filo di lana. Come tradurlo in pratica?
    Vorrei avere una risposta ad una semplice domanda, la stessa che per anni abbiamo posto nelle sedi dovute:
    Perché ci sono sul territorio regionale e nazionale centri dove gli utenti fruiscono del servizio gratuitamente? Ovvero, che caratteristiche deve avere un centro per essere inserito nei piani socio-sanitari?
    Una domanda e una questione non “semplicemente” di natura economica.
    Sabato 18 incontriamoci per discuterne alle ore 17 al Centro di Attività Equestri Integrate di via Lonato 62 – Roma.

  4. 18 DICEMBRE ORE 17
    INCONTRIAMOCI AL CENTRO DI ATTIVITA’ EQUESTRI INTEGRATE ® L’AURIGA – VIA LONATO 62 ROMA

    12 DICEMBRE 2010

    In questi giorni ho dato forma razionale ai miei pensieri e alle mie emozioni, perché fosse possibile oltre lo sfogo personale.
    Questo però non sembra essere sufficiente e la domanda/richiesta alle Istituzioni per chiarire lo stato delle cose non ha ancora trovato risposta.
    Torno quindi a far sentire la mia voce, voce che rappresenta ora anche quelle che si sono unite.
    In quattro giorni più di 500 palline sono state appese al nostro albero virtuale, e il contatore del blog ha registrato oltre 2500 contatti: un clic, una testimonianza di partecipazione. Non sono sola. Non siamo soli.
    Voglio farvi sapere che ieri ci è stato accreditato il 5 per mille del 2007, ora aspettiamo con gli altri enti
    l‘erogazione di quello relativo alla dichiarazione del 2008.

    Mi si fa notare che sono molte le realtà del terzo settore in difficoltà, noi siamo tra queste.
    Una caratteristica però del nostro centro è quella di aver coinvolto nel lavoro gli animali, che non hanno scelto, per valorizzare la relazione che si crea tra loro e le persone. E tra coloro che non hanno scelto ci sono tanti ragazzi ai quali sarà difficile offrire un’alternativa.
    Quando si chiude una relazione non si può semplicemente chiudere la porta e andare via. Un centro, anni fa, ha scelto di chiudere: ha chiuso e basta e da un giorno all’altro i cavalli sono spariti.
    Questo da noi non succederà. Noi ci prendiamo l’impegno di accompagnare ciascun utente, disabile e non, lungo il percorso di separazione, sempre difficile e in questo caso doloroso.
    La soddisfazione più grande e contemporaneamente la più grande preoccupazione di questi giorni è rappresentata dalla angustia dei genitori sia dei ragazzi con disabilità, sia dei ragazzi che a L’Auriga semplicemente apprendono e sperimentano la relazione con il cavallo e/o l’asino, per il piacere di farlo. Questo conferma che siamo riusciti a creare un posto che accoglie le diversità sbiadendole con la pratica del fare insieme: integrazione sociale!
    Il conto alla rovescia corre. Noi con calma aspettiamo.

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