Home ATTUALITÀ Cassia – Muore all’Ospedale San Pietro dopo aver subito 6 interventi

Cassia – Muore all’Ospedale San Pietro dopo aver subito 6 interventi

Ricoverato all’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli, sulla Cassia, per una nefrectomia (asportazione di un rene sede di tumore), un uomo di 52 anni è morto il 23 settembre dopo 36 giorni di agonia e dopo aver subito altri cinque interventi causati da un errore avvenuto in sala operatoria. Nel corso della prima operazione gli era stata infatti chiusa un’arteria sbagliata cosa che ha provocato un processo necrotico irreversibile. L’equipe medica ha tentato quindi di porre rimedio e nei giorni successivi lo ha sottoposto e ben altri 5 interventi. Ma a nulla è servito, l’uomo è deceduto.

I familiari del paziente hanno presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma che ha subito disposto l’ autopsia sul corpo, eseguita ieri, martedì 28 settembre.

La sequenza degli eventi è stata ricostruita da Il Messaggero che, nella sua edizione odierna, riporta le dichiarazioni degli avvocati della famiglia, Francesco Lauri e Giovanna Zavota, che parlano di «un incredibile errore chirurgico. L’aver chiuso erroneamente l’arteria che irrora organi vitali come intestino, pancreas e stomaco, ha comportato un processo necrotico irreversibile che ha condotto alla morte assurda di un uomo di 52 anni, dopo oltre un mese di agonia. La prima anomalia è consistita nel ricoverare il paziente nel reparto di chirurgia generale, pur disponendo la struttura di un adeguato reparto di urologia, e di affidarlo a un chirurgo generale, presuntivamente privo di esperienza in campo urologico. Subito dopo l’intervento sono comparsi fortissimi dolori addominali, ma solo dopo ventiquattro ore, preso atto dell’inefficacia delle cure farmacologiche somministrate e dell’acuirsi dei dolori addominali, i medici hanno deciso finalmente di riportare in sala operatoria il paziente, cui veniva asportato l’intestino, completamente necrotizzato, senza approfondirne i motivi ma, anzi, riferendo ai famigliari che si trattava probabilmente di una anomalia congenita. Nei giorni successivi il processo infettivo in corso si è esteso agli altri organi; il paziente è stato sottoposto il 24 agosto scorso all’asportazione della milza e della colecisti e il 20 settembre all’asportazione del pancreas, organi tutti necrotizzati. Dopo 36 giorni di atroci dolori, in cui il paziente è sempre rimasto vigile, Virgilio Nazzari, questo il nome del deceduto, è morto il 23 settembre 2010.”

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1 commento

  1. L’unica vera anomalia congenita è che l’ospedale abbia il coraggio di difendere le sciaguratezze dei propri medici incapaci di riconoscere arterie così fondamentali

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