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Una gigantografia di Sakineh a Ponte Milvio: lo ha deciso il Consiglio del XX Municipio

Il XX Municipio, facendo propria la richiesta di VignaClaraBlog.it (leggi qui), con la votazione all’unanimità durante il Consiglio odierno del testo presentato dalla Consigliera Paris, Presidente della Commissione Pari Opportunità, aderisce formalmente alla battaglia contro la tortura e la pena di morte per lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani: è stato chiesto infatti di aderire simbolicamente con l’affissione della gigantografia della donna sulla torretta Valadier a Ponte Milvio e con un richiamo all’attenzione pubblica da inserire nella homepage del sito municipale.

“La volontà è quella di esprimere con forza, così come tutti gli altri livelli istituzionali hanno fatto e faranno in questi giorni, la netta contrarietà a pratiche che ledono fortemente i diritti umani ” dichiara la Consigliera Paris “da sempre l’Italia si è distinta sul fronte del rispetto di questi diritti mettendosi in prima linea soprattutto nella battaglia contro la pena di morte. La tortura, le pene inflitte con fustigazione e la pena di morte sono atti intollerabili, specialmente quando questi ledono oltre ai diritti anche la dignità come nel caso della lapidazione, macabra pena inflitta prevalentemente alle donne.”

“Con la votazione di questo atto – conclude Elisa Paris – preceduto già da una mia lettera inviata ai massimi vertici del Municipio dati i tempi strettissimi, spero si possa aprire una nuova pagina per il nostro Municipio di prima linea nel rispetto dei diritti umani e della vita delle persone, e che il luogo simbolo del nostro territorio, la Torretta di Ponte Milvio, possa da oggi in avanti diventare un riferimento per tutte le battaglie future”.

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7 COMMENTI

  1. In attesa della gigantografia, il tempo stringe.
    Le autorita’ iraniane stanno tentando di cambiare le modalita’ di esecuzione della condanna a morte con lo scopo di ridurre la pressione internazionale. Infatti, forse, il mondo si indignerebbe meno se Sakineh Mohammadi Ashtiani fosse la duecentesima persona impiccata per omicidio, anziche’ la prima lapidata per adulterio nel 2010.
    Vi invito a firmare l’appello di Amnesty International:

    http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3827/P/5025

  2. Sakineh è rimasta sola!
    Riporto il comunicato di Amnesty International:
    la vita di Sakineh Mohammadi Ashtiani è sempre più in bilico. Questo anche perché chiunque tenti di difenderla viene arrestato o minacciato dalle autorità iraniane.

    Sajjad Qaderzadeh e Javid Houtan Kiyan, il figlio e l’avvocato della detenuta in attesa di esecuzione, sono stati arrestati e non hanno accesso ad alcun tipo di assistenza legale né possono incontrare la loro famiglia.

    La loro liberazione immediata e incondizionata è fondamentale per continuare a stare accanto a Sakineh Mohammadi Ashtiani e fare pressione sulle autorità iraniane in suo favore.

    Vi invito a firmare l’appello per il loro rilascio:

    http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4134/P/5032?utm_source=EM051110&utm_medium=email&utm_campaign=DEM%2BSakineh%2B051110

  3. Consiglieri, vergognatevi tutti ! Tante belle parole di solidarietà e dolore, tante dichiarazioni contro la pena di morte, avete fatto pure un documento formale e poi della povera Sakineh ve ne siete dimenticati il giorno dopo ! Paris lei che fa, perché non dice niente !
    Clara

  4. Mi domando – essendo il sottoscritto contrario alla pena di morte – come mai si continui a “personalizzare” la questione cercando di salvare un condannato (oggi Sakineh, ieri Paula Cooper…) perdendo di vista il fatto che la pena di morte è legge in moltissimi stati comunemente ritenuti “avanzati” come gli Stati Uniti.

    Nel solo 2009 sono state legalmente uccise 714 persone in 18 paesi diversi. mentre le condanne emesse sono state 2001 in 56 Stati.

    C’è bisogno di una Sakineh per essere contro la pena di morte?

  5. @ Sor Chisciotte, anch’io sono contro la pena di morte senza riserve od eccezioni. La “personalizzazione” credo sia utile per instillare il concetto della sua disumanità, oltre che dalla sua inutilità al livello della deterrenza dei crimini, formando nelle persone il convincimento che si tratta di barbarie legalizzata. I condannati a morte sono delle persone e non c’è niente di astratto nel boia e nella forca. E c’è bisogno di un volto, di un simbolo, di una storia che penetri le coscienze. Il passo successivo è quello di battersi anche (e soprattutto) contro la condanna a morte di personaggi spregevoli come Tarek Aziz (ecco il link di Amnesty per firmare l’appello: http://www.amnesty.it/iraq_Tareq_Aziz_condanna_morte). Quanto agli USA (o alla Cina o a tutti gli stati che mantengono questo istituto), avendo abbracciato da anni la filosofia di Amnesty International, non posso che essere d’accordo con lei (oltretutto, anche i minori e i disabili, in certi stati USA, sono condannabili a morte).
    Buona serata

  6. ………..L’associazione di Italians for Darfur lancia una petizione per salvarli
    Sudan, 4 bambini condannati a morte
    La sentenza emessa dal Tribunale Speciale istituito in Darfur, che ha negato il test per verificare l’età (dal corriere della sera)………

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