Home ARTE E CULTURA Auditorium: il maltempo cancella il concerto, Mannarino cancella la tristezza

Auditorium: il maltempo cancella il concerto, Mannarino cancella la tristezza

alessandromannarino.jpgIl forte maltempo ha causato il rinvio al 5 settembre p.v. del concerto di Alessandro Mannarino, previsto il 30 luglio all’Auditorium, con grossa delusione dei numerosi fan intervenuti, i quali, dopo aver atteso per oltre un’ora nei pressi della biglietteria, erano pronti ad incamminarsi mestamente verso casa quando è arrivato l’annuncio che il cantautore romano si sarebbe comunque esibito in un breve set acustico improvvisato sotto i portici; così le sorti di una serata, che si stava chiudendo nel segno della mestizia, sono state ampiamente risollevate.

Siamo arrivati all’Auditorium intorno alle 20.00; a sovrastare le cupole un bellissimo cielo plumbeo, foriero, di qui a poco, di un fortissimo temporale che durerà poi per tutta la serata. Chiediamo se c’è ancora disponibilità di biglietti e se il concerto verrà ugualmente ospitato nella cavea: alla prima domanda ci viene mostrata su monitor la pianta dei posti che, al contrario delle nostre aspettative, sono quasi tutti pieni; ma la vera sorpresa è la risposta alla seconda domanda: sì, il concerto si dovrebbe fare nella cavea, se non comincia entro le 21.45 verrà annullato.

Abbastanza perplessi ci riavviamo verso la macchina e appena fuori notiamo che in quei pochi minuti Giove Pluvio aveva aperto le danze, e che danze! Proviamo ad aspettare per vedere come evolve la situazione, ma non essendoci cenni di miglioramento, alla fine decidiamo di rientrare. Nel frattempo il parcheggio sotterraneo dell’Auditorium si è quasi allagato e dalle scale che portano al Foyer scende allegra una cascatella d’acqua.

Troviamo ora i locali della biglietteria e del bar adiacente affollati di persone che confabulano in piccoli gruppetti di composizione variabile, il tema unico del chiacchiericcio, spesso caratterizzato da toni abbastanza spazientiti, è se ci sarà o meno il concerto; gli inservienti continuano a dire che si dovrebbe fare, ma le lancette dell’orologio si avvicinano, con lentezza ma comunque inesorabili, sempre più alle fatidiche 21.45, anzi vanno oltre: solo alle 22.00 finalmente qualcosa si muove e nell’androne, accolto da grandi applausi e manifestazioni di affetto e  urla di gioia, a sorpresa fa la sua comparsa Alessandro Mannarino.

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L’artista annuncia che il concerto è rinviato al 5 settembre nella sala Santa Cecilia (almeno così il meteo non rappresenterà un problema) e che per il biglietto si sarebbe potuto chiedere il rimborso o la sua sostituzione con quello della nuova data. Sono solo pochi minuti, ma che comunque danno gioia ed emozione ai presenti, sentimenti che sarebbero scemati rapidamente dopo il rientro di Mannarino nei meandri dell’Auditorium, se non fosse stato per un inserviente che, salito sul bancone, dà il seguente annuncio: “Alessandro è rimasto molto felice del vedervi qui numerosi e ha anche saputo che alcuni di voi sono venuti da molto lontano… [e a questo punto l’annuncio è stato interrotto da un urlo che diceva forte e chiaro “La Spezia!”] e per questo si esibirà in breve set acustico sotto i portici di fronte la libreria.”; il sorriso torna su quasi tutti i volti e ci si avvia, o forse sarebbe meglio dire ci si accatasta, tutti insieme nel punto convenuto.

Pochi minuti ed ecco Alessandro che, chitarra a tracolla e accompagnato da due ottoni, contrabbasso ed una corista, si fa strada tra la folla che si apre al suo passaggio e subito dopo si richiude alle sue spalle.

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Raggiunto l’angolo partono le note: un medley di un dieci mintuti un quarto d’ora che passa in rassegna alcuni brani dell’ultimo album: Tevere Grand Hotel, Me so’mbriacato, Osso di Seppia e Scietate Vajò. Il gruppo suona letteralmente schiacciato dalla folla che in realtà è un coro uniforme che non perde neanche una battuta. Pochi minuti intensissimi che sono bastati a raddrizzare gli umori della gente, che ora scema via sotto una pioggia, fina ma persistente, che ancora non accenna a smettere.

E ora, appuntamento imperdibile, ci si ritroverà tutti qui il 5 settembre; speriamo con molti altri ancora.
↓seppe Guernica Reitano

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