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Auditorium – Buon compleanno, Aung San Suu Kyi!

aung-san-suu-kyi.jpgGiovedì 17 Giugno con inizio alle 20.30 la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica ospiterà una serata pubblica in onore dei 65 anni di Aung San Suu Kyi, la leader birmana e premio Nobel per la pace tuttora agli arresti domiciliari in un paese in cui la cui democrazia è negata da 20 anni da una spietata giunta militare.

Organizzato da CISL, www.birmaniademocratica.org e ISCOS, patrocinato dal Comune e dalla Provincia di Roma nonchè dalla Regione Lazio, questo evento costituirà l’occasione per esprimere solidarietà al popolo birmano e al suo leader carismatico e non violento e per respingere con fermezza il tentativo della giunta militare di legittimarsi tramite le elezioni farsa previste per l’autunno prossimo.

L’iniziativa (l’ingresso è gratuito, previo ritiro del voucher di invito presso l’InfoPoint dell’Auditorium) prevede anche la proiezione del documentario candidato all’Oscar Burma VJ, la cronaca della “rivoluzione zafferano” birmana del settembre 2007, raccontata attraverso le immagini dei videoreporter clandestini di Democratic Voice of Burma, che, rischiando le torture e il carcere, rappresentano una delle pochissime fonti di informazioni provenienti da un paese schiacciato dalla dittatura militare. Il girato, contrabbandato clandestinamente al di fuori dei confini birmani, è giunto nelle mani di Anders Østergaard, il regista danese che ne ha ricavato uno dei film documentari più intensi e significativi degli ultimi anni (moltissimi sono stati i riconoscimenti internazionali, oltre alla candidatura all’Oscar).

Il docufilm racconta la protesta senza precedenti dei monaci buddisti (lo “zafferano” si riferisce proprio al colore delle loro vesti) che, ispirati dai metodi non violenti di Aung San Suu Kyi, scesero in strada per guidare i cittadini birmani nelle manifestazioni antigovernative che poi vennero represse dalla giunta con violenze e minacce.

Nel 1988, l’anno in cui la giunta militare prende il potere in Birmania (ufficialmente Myanmar), Aung San Suu Kyi, ispirandosi agli ideali della non violenza che furono propri di Gandhi, fonda la Lega Nazionale per la Democrazia (NLD). Nemmeno un anno dopo, questa donna graziosa e minuta, dolce e determinata, viene condannata agli arresti domiciliari, con una concessione “velenosa”: la possibilità di lasciare il paese. Il futuro premio Nobel per la pace (glielo attribuiranno nel 1991) decide di non farlo, avendo la certezza che non le avrebbero consentito di rientrare.

Riferendosi a questa circostanza, alla sua corporatura esile e alla sua lotta non violenta per la libertà e per il proprio paese, gli U2 le dedicheranno una decade più tardi la splendida Walk On (avresti potuto esser volata via, un uccello che canta in una gabbia aperta, che volerà solo, volerà solo per la libertà…) contenuta nell’album All  That You Can’t Leave Behind.
Nel 1990, la NLD stravince le elezioni indette dalla giunta militare, che però non permetterà mai ad Aung San Suu Kyi di formare il governo.
Nel 1995, le  vengono revocati gli arresti domiciliari, ma la sua libertà d’azione è sempre limitata.
Nel 2002, a causa delle pressioni della comunità internazionale, le viene concessa più libertà, ma l’anno successivo si salva per miracolo da un attacco di militari armati che massacrano parecchi dei sostenitori della NLD.

Violazioni reiterate dei diritti umani, stupri, uccisioni extragiudiziali, lavori forzati, bambini soldato, espropriazioni delle terre, attacchi ai villaggi delle minoranze etniche, la giunta militare che ha messo in ginocchio la Birmania ha approfittato persino della devastazione della natura (il ciclone Nargis uccise centinaia di migliaia di persone) per far passare nel 2008 un referendum costituzionale diretto a legittimare il suo potere. Per l’autunno di quest’anno, la dittatura ha indetto una tornata elettorale il cui unico scopo è consentire ai militari, molti dei quali sono divenuti civili a seguito di dimissioni date ad hoc, di mantenere e consolidare la loro egenomia sotto un’altra forma.
cronache-birmane.jpgLa serata ha anche lo scopo di raccogliere fondi a sostegno della coalizione di organizzazioni democratiche e del sindacato birmano. Ne approfittiamo per arricchire la nostra rubrica cibo per la mente consigliando caldamente “Cronache birmane” di Guy Delisle, un graphic-book che con acume, profondità ed ironia racconta di un popolo generoso ed accogliente impoverito, terrorizzato e schiacciato dalla dittatura militare.  Buon compleanno, Aung San Suu Kyi!

Giovanni Berti

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4 COMMENTI

  1. Un buon compleanno a Aung San Suu Kyi , nella speranza che ritrovi presto la sua libertà.
    E comunque , un buon compleanno a tutti gli oppositori del regime iraniano , un buon compleanno a tutti gli oppositori del regime castrista , un buon compleanno a tutti gli oppositori del regime cinese , un buon compleanno a tutti gli oppositori dei vari regimi africani , un buon compleanno a tutti i pacifici oppositori della politica degli illegali insediamenti israeliani , un buon compleanno al Tibet , un buon compleanno a tutti gli oppositori di mafia-camorra-d’drangheta-sacra corona unita …..

    Sicuramente scordo qualcuno e qualcosa , ma sicuri che siamo nel terzo millennio della civiltà ?

    http://www.guerrenelmondo.it/?page=static1258218333

  2. Un buon compleanno a Aung San Suu Kyi e un augurio a tutto il popolo birmano (popolo mite e coraggioso) perchè possa raggiungere al più presto la libertà e la democrazia, valori di cui nessuno dovrebbe esserne privato.

  3. Aung San Suu Kyi è stata liberata! Dopo quasi quindici anni di arresti domiciliari e all’indomani delle elezioni farsa che si sono svolte in Myanmar, la leader birmana e premio nobel per la pace è finalmente libera! Nel rallegrarci per questa splendida notizia, speriamo che il popolo birmano – mite, ospitale e generoso – abbia di nuovo la possibilità di essere guidato da un governo eletto in modo democratico e rispettoso dei diritti umani: “WALK ON!”.

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