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Banca del Tempo nel XX Municipio, dove la merce di scambio non è il denaro

bancatempo2.jpgPensare di andare in banca ed aprire un conto corrente nel quale depositare ore anziché denaro sembra pura fantascienza. Eppure sul nostro territorio nazionale è possibile trovare istituti di credito che non gestiscono ed amministrano denaro, ma un altro bene assai importante, il tempo. Il loro nome è, per l’appunto, Banche del Tempo. Anche il XX° Municipio di Roma, dal 1997, ha la sua Banca del Tempo (BdT). Ma di cosa si tratta?

Le Banche del Tempo sono “libere associazioni nel cui ambito si organizzano scambi di prestazioni e servizi valutati in base al tempo impiegato per realizzare le attività oggetto degli scambi”. Sono veri e propri istituti di credito che, tuttavia, basano le proprie transazioni sulla circolazione del tempo anziché del denaro. Chiunque può aderirvi diventando titolare di un conto corrente in cui depositare le ore impiegate a realizzare attività a favore di altri correntisti, in questo modo si acquisisce la disponibilità di un credito di pari valore in termini di ore.
Nelle Banche del Tempo italiane gli scambi generalmente riguardano attività e l’unità di misura del valore è costituita dall’ora.

Un esempio. Il Signor Mario ha a disposizione due ore a settimana e decide di aderire alla Banca del Tempo della sua città. Diventa correntista e viene messo in contatto con la Signora Lucia che ha bisogno di qualcuno che l’aiuti a sistemare il giardino. A sua volta la Signora Lucia potrà utilizzare il tempo da lei messo a disposizione, ad esempio, per fare la spesa ad un anziano che non può muoversi da casa.

Ma quali sono gli obiettivi delle Banche del Tempo? Ce lo spiega bene il sito della BdT di Roma. Promuovere scambi di prestazioni finalizzati alla soddisfazione sia di esigenze pratiche, sia di bisogni di arricchimento culturale e di allargamento delle relazioni sociali; facilitare la conciliazione dei tempi del lavoro retribuito con quelli del lavoro di cura familiare; valorizzare competenze e vocazioni che altrimenti rischiano di rimanere inespresse, sostenendo così percorsi di rafforzamento dell’autostima personale; organizzare momenti e spazi di incontro, di comunicazione, di scambio intergenerazionale e interculturale; contribuire al superamento di condizioni di isolamento, solitudine, emarginazione culturale e sociale. Tra le attività che più di frequente vengono scambiate si possono distinguere due aree principali. Un’area che comprende le prestazioni attinenti allo svolgimento della vita quotidiana, ad esempio fare la spesa, clessidra.jpgsbrigare pratiche burocratiche, dare passaggi in auto, preparare pasti, fare piccole riparazioni, accudire persone anziane e bambini, aiutare i ragazzi a fare i compiti e così via; un’altra area che riguarda attività ricreative e scambi di “saperi”. In poche parole, l’aiuto che nei casi più diffusi si può ottenere da un familiare o da un amico, con le Banche del Tempo si può ricevere anche da un estraneo, il quale mette a disposizione una fetta del proprio tempo per poi essere contraccambiato. Nelle BdT le persone si scambiano reciprocamente attività, servizi, saperi.

Sul sito della BdT di Roma si legge che, secondo l’ultima rilevazione, gli iscritti alle Banche del Tempo della Capitale sono 6500, di cui il 67 per cento donne, il 32 per cento uomini e l’1 per cento persone giuridiche, ossia enti pubblici e privati, associazioni, scuole, ecc.
Nel 2005 sono state contabilizzate 57mila ore di scambi. Tra le attività scambiate al primo posto in termini di quantità di ore figurano le lezioni di lingue straniere e di informatica e le visite guidate; ci sono poi le riparazioni domestiche e i lavori di casa, insieme ad attività musicali e alla cucina; seguono le attività complessivamente classificate come artistiche, più il ballo e il teatro e tutti quegli scambi legati alla facilitazione della vita quotidiana, ad esempio aiuto agli anziani, baby sitting, stiro, cucito, giardinaggio. E ancora fotografia, creazione di video, ginnastica posturale, giochi di carte, organizzazione di feste e cene, massaggi shiastu, volantinaggio per la pubblicizzazione delle attività della banca, yoga, scacchi, tennis, vela, consulenze legali, cineclub, bricolage.

Secondo quanto riportato sul sito dell’Associazione Nazionale delle Banche del Tempo, il primo istituto del genere è nato a Parma nel 1992 per opera di un gruppo di donne. A Roma, nel 1996, è stato l’Ufficio “Tempi, Orari e Diritti dei cittadini” del Comune di Roma, sulla base di un accordo con i Coordinamenti regionale e cittadino delle donne della CGIL, a varare un progetto pilota di Banca del Tempo nella IX Circoscrizione, presso il centro anziani di Villa Lazzaroni.
L’iniziativa è stata inserita in una politica complessiva posta in essere dal Comune per cercare di adeguare i “tempi della città”, ossia orari degli uffici pubblici, delle scuole, degli ospedali, degli esercizi commerciali, dell’offerta culturale, alle esigenze di flessibilità nella gestione del tempo fortemente sentite dalla cittadinanza.
L’iniziativa ha avuto successo e l’Ufficio Tempi e Orari ha sviluppato l’esperienza, invitando le associazioni di volontariato interessate a presentare progetti relativi all’organizzazione delle Banche del Tempo nelle diverse parti della città. In breve sono state aperte Banche del Tempo in quasi tutti i Municipi di Roma.

La Banca del Tempo del XX° Municipio è gestita dall’Associazione di volontariato “Insieme si può”, la cui sede è in via Inverigo, 28 (Prima Porta) Aula B. bdt-2.jpgL’Istituto conta più di 300 correntisti e all’anno scambia circa mille ore. L’iscrizione alla Banca del Tempo è gratuita. VignaClaraBlog.it ha contattato l’Associazione di volontariato “Insieme si può” e ha scoperto qualcosa in più. Innanzitutto per aderire alla Banca del Tempo del XX Municipio è sufficiente presentarsi allo sportello di via Inverigo, 28 durante l’orario di apertura (martedì 09.30 – 12.30, mercoledì 15.30 – 18.30, giovedì 15.30 – 18.30, sabato 09.30 – 12.30), sostenere una piccola intervista con l’operatrice di turno per stabilire il tipo di scambi possibili, prendere visione e sottoscrivere il regolamento delle BdT di Roma. L’iscrizione si completa con la consegna della tessera e il libretto di assegni.

Come spiegato dall’Associazione “Insieme si può”, alla banca sono iscritti 317 correntisti; la maggior parte sono occupati a vario livello nel mondo del lavoro, ci sono poi casalinghe, pensionati, studenti e disoccupati. Lo sportello è a disposizione di tutto il XX Municipio. Ci sono iscritti di diverse zone, ma soprattutto persone che vivono a Prima Porta, Labaro, Giustiniana, Flaminia.
La coordinatrice Ornella Cannone ci ha fatto sapere che fra gli iscritti si registrano laureati, diplomati, persone con la licenza media ed elementare; mentre per quanto riguarda l’età, domina la fascia dai 35 ai 55 anni seguita dai 55 ai 70 e dai 18 ai 35, ma c’è anche un buon numero di persone dai 70 anni in su. Secondo quanto spiegatoci dall’Associazione che gestisce la BdT del XX Municipio, il Comune di Roma ha promosso la creazione delle BdT e ne sostiene, con parziali rimborsi delle spese vive, il funzionamento mediante convenzioni con l’associazione che le riunisce e cioè il “Coordinamento delle BdT di Roma”.

“Per il 2010 non è stata firmata ancora nessuna convenzione – ci ha fatto sapere la coordinatrice – ma abbiamo deciso di continuare l’attività, ossia favorire gli logo2.jpgscambi fra gli iscritti, finché sarà possibile”. Dal 1997, ovvero da quando la Banca del Tempo del XX Municipio è nata, sono stati raggiunti diversi risultati, primo fra tutti quello di “aver conosciuto e fatto conoscere, nel momento in cui avveniva lo scambio, tanta gente che, in molti casi, non si è limitata al solo scambio di attività, ma è andata oltre tramutando il semplice scambio in amicizia”. Si è quindi creata una sorta di “comunità” dove non c’è chi riceve solamente o chi dà solamente, ma piuttosto “si è creato un luogo dove si cerca di garantire una continua reciprocità, nonostante la diversità delle attività scambiate”. La coordinatrice ha poi affermato: “Certo, in una banca i risultati li fanno i numeri e, verificando il nostro numero di ore di scambi attivati in 13 anni, il totale è stato di 12.299 ore scambiate”.

Da qualche giorno l’iniziativa è approdata anche sul popolarissimo social network Facebook. Tra un click e l’altro è possibile accedere alla pagina della Banca del Tempo del XX Municipio ed entrare in contatto, ancora più facilmente, con una realtà davvero interessante. In un mondo dove il tempo non è mai abbastanza, il compito svolto dalle BdT, ossia mettere in contatto persone disposte ad offrire una piccola parte del proprio tempo e a riceverne altrettanto in cambio, sembra quanto mai utile e prezioso.

Stefania Giudice

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6 COMMENTI

  1. Menomale che nonostante la cessazione dei piccoli contributi da parte del Comune la Banca del tempo di via Inverigo prosegue la propria attività. Forse potrebbe intervenire il Municipio, oppure è solo fantascienza?.

  2. Ho letto con interesse la notizia sulla banca del tempo e mi è venuta un’idea: perchè non unire gli sforzi tra chi sostiene due idee straordinarie che potrebbero migliorare la qualità della nostra vita? Banca del tempo è una grande idea: ciacuno di noi ha sempre degli spiccioli di tempo da investire: mettiamo accompagnare in macchina due o tre gentili signore al punto di sosta del pullman di andanteconbus e prelevarle, previa chiamata, al ritorno scollandosi per una mezz’oretta complessiv dal televisore: non sarebbe un modo per impiegare meglio il proprio tempo? Senza contare il piacere di conoscere nuova gente…. Per converso Andante con bus è un’idea semplice come fumarsi una sigaretta e complessa come un motore a scoppio ma certamente meno inquinante e meno pericolosa. Oltretutto è un’idea che è stata realizzata e sperimentata da migliaia di persone che l’hanno trovata straordinariamente valida. Perchè non cerchiamo di recuperarla? Propongo a tutti i sostenitori delle due iniziative di postare un commento su ciascuna delle due presentazioni: vediamo chi riesce ad essere più convincente 🙂
    Giuseppe Carloni

  3. L’idea di Giuseppe mi piace molto: che bello tornare ai tempi andati e sentirsi di nuovo compagni di…banca magari…andando con bus 

  4. Si potrebbe cominciare con l’organizzare l’accompagnamento in auto di chi desidera iscriversi alla Banca del tempo ma abita lontano da via Inverigo e magari non guida. Con l’inefficiente sistema di trasporti pubblici e la vastità del territorio per alcuni Prima Porta è irrangiungibile. VCB potrebbe preparare una delle sue splendide piante e mettere insieme offerta e domanda.

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