Home ATTUALITÀ Nelle materne comunali del XX Municipio un bimbo su due resterà a...

Nelle materne comunali del XX Municipio un bimbo su due resterà a casa

Sul sito del XX Municipio sono state pubblicate le graduatorie provvisorie delle iscrizioni alle materne per l’anno scolastico 2010/11. Ben 1148 sono state le domande per le 17 scuole comunali dell’infanzia del Municipio la cui offerta totale era però di 571 posti. Dalle graduatorie emerge anche la visione della distribuzione territoriale della domanda.

Il rapporto è quasi sempre uno a due, ma diversi i casi dove la domanda è tripla rispetto all’offerta, come ad esempio per la scuola Soglian, 123 richieste di iscrizione per 40 posti. A volte anche quasi quadrupla come alla Peter Pan, a La Storta, 87 domande per 24 posti . Ma  un vero caso limite, dove la domanda diventa addirittura quintupla rispetto all’offerta,  si verifica per la scuola Il Bruchetto, a La Giustiniana, dove sono arrivate ben 98 domande per 20 posti. Segno di un grande bisogno e di un forte deficit nella risposta pubblica, soprattutto se paragonato all’altro caso limite, quello in cui il numero delle domande è stato inferiore a quello dei posti offerti. Accade alla scuola Saxa Rubra,  dove per 26 posti disponibili sono arrivate solo 16 richieste di iscrizioni.

Il XX Municipio ora avverte che fino alle ore 12,30 del giorno 23 aprile 2010 e’ possibile presentare ricorso contro tali graduatorie ma, attenzione, il ricorso è ammesso esclusivamente per gli eventuali errori materiali commessi dall’ufficio che le ha gestite. Per prendere visione delle graduatorie è sufficiente cliccare qui.

Il ricorso, tramite la compilazione di un apposito modulo (clicca qui), deve essere presentato all’ufficio Protocollo del XX Municipio, in via Flaminia 872, dal lunedi’ al venerdi’ dalle 8,30 alle 12,30 fino al prossimo venerdì 23. (red.)

Visita la nostra pagina di Facebook

6 COMMENTI

  1. Trovo scandalosa questa questione.
    In primo luogo , le graduatorie a Roma escono talmente tardi da costringerti a pagare la retta di iscrizione in una scuola privata per non rischiare di non trovare più posto neanche in quelle. I soldi dell’iscrizione che variano dai 180 euro ai 390 euro non te li ridà più nessuno se tuo figlio venisse poi eventualmente accolto alla scuola comunale. Inoltre i costi mensili delle scuole private, compresi i pasti, il riscaldamento e il materiale, variano dai 260 euro al mese (scuole delle suore) ai 450 al mese (scuole laiche). Ma ci rendiamo conto? Noi per esempio lavoriamo entrambi e dobbiamo pagare l’affitto ma come possiamo continuare ad affrontare una spesa del genere? Nostro figlio non è stato neanche mai preso al nido comunale e abbiamo dovuto pagare una donna che stesse conn lui. Dovremo continuare a sborsare queste cifre sino alla scuola dell’obbligo? Possono succedere queste cose in un paese civile?

  2. In altre città almeno le graduatorie sono uscite a febbraio/marzo in tempo per poter eventualmente ancora iscrivere i figli in qualche privata

  3. Per non parlare degli asili nido eh???Sono praticamente assenti quelli comunali e non solo…..per riuscire ad entrare o devi avere tutte le disgrazie di questo mondo ,o devi essere straniero.Io italiana che pago regolarmente le tasse non sono nè tutelata nè aiutata in nessun modo dallo stato e purtroppo questo succede solo in ITALIA!!!!!

  4. Cara Cecilia , non serve essere necessariamente straniero , basterebbe essere un evasore italiano.
    Me ne accorsi perchè successe a me di essere superato nelle graduatorie della Zandonai – qualche anno fa – da conclamati avvocati, dottori, commercialisti, liberi ( di non pagare ) professionisti , imprenditori eccetera.
    Ero commosso dal loro stato di ufficiale indigenza e pensavo a quali sacrifici dovessero andare incontro pur di mantenere l’agiata vita ai loro figli ( ed alla loro ).

  5. Quoto Aragorn completamente e tutti hanno avuto la possibilità di verificare quanto dice, quando pubblicarono le liste dei contribuenti (con relativo reddito lordo dichiarato nel 2005) sul sito dell’Agenzia delle Entrate… poi per la tutela della privacy dei ladri, vennero prontamente rimosse. Eh, le famiglie non ce la facciamo a tutelarle (che si arrangino a spese loro), ma con gli evasori siamo diligentissimi… anche tra uno scudo fiscale e l’altro!

  6. Mi permetto di fare un piccolo chiarimento: la scuola dell’infanzia (asili nido e materne) NON è scuola dell’obbligo, ma un servizio istituito per agevolare le famiglie (ormai la stragrande maggioranza) in cui entrambi i genitori lavorano.
    Pertanto la “filosofia” è: se i genitori dei bambini lavorano tutti e due hanno PIU’ diritto, A PRESCINDERE DAL REDDITO, ad usufruire del servizio rispetto a quelle in cui uno dei due genitori NON lavora e, pertanto, può dedicarsi ai figli.
    A parità di punteggio acquisito, si valuta il reddito.
    @ Cecilia, NON credo che tra “..tutte le disgrazie del mondo..” si possa includere l”essere straniero”.. Saluti, A.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome