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Regione Lazio, Elezioni 2010 – Il XX Municipio fanalino di coda: al voto un elettore ogni due

Chiuse le urne alle 15, si fanno i primi conti sull’affluenza e sul fenomeno astensionismo che ha raggiunto valori rilevanti nella Capitale ma in particolar modo nel XX Municipio dove, su 123.914 iscritti, hanno votato in 65.280 pari al 52,68%, facendo del XX l’ultimo municipio di Roma in termini di affluenza.

Confrontando infatti questo dato con i risultati delle precedenti elezioni l’astensionismo che ha caratterizzato questa tornata elettorale nel territorio di Roma Nord balza subito agli occhi: circa 25mila cittadini del XX Municipio sono rimasti a casa rispetto alle amministrative del 2008 nelle quali a votare fu il 73,3% degli aventi diritto: 20,6 punti percentuali in meno, un dato estremamente rilevante.
Guardando invece alle regionali del 2005 sono quasi 15 i punti in meno, allora a votare si recò il 67,4% degli elettori.

Oggi il XX è dunque il fanalino di coda dei 19 Municipi romani: un’ampia riflessione attende le forze politiche locali che non potranno esimersi dal chiedersi cosa abbia indotto a non recarsi alle urne fra ieri ed oggi 25mila residenti di Roma Nord che nel 2008 invece andarono a votare. Ma 25mila rispetto al 2008, perché il dato assoluto è davvero preoccupante: il 28 e 29 marzo 2010 solo un elettore ogni due ha votato nelle 144 sezioni del XX Municipio.

A caldo Alessandro Sterpa, capogruppo PD, dichiara a VignaClaraBlog.it che “il motivo di tanta dissafezione è da ricercarsi nell’immobilismo della maggioranza e della Giunta del XX Municipio, impegnate da mesi ad assestare gli equilibri interni al PdL locale, giungendo anche a plateali fratture pubbliche ma dimenticando in tal modo i reali problemi del territorio. Tutto ciò non può che allontanare i cittadini dalla politica”.
Non tanto diverso è il parere di Simone Ariola consigliere PdL e presidente del Consiglio del XX Municipio, secondo il quale “negli ultimi tempi la politica locale si è troppo involuta su sè stessa ed i pochi interventi concreti sul territorio possono aver generato una visione distorta dell’amministrazione pubblica ai primi livelli generando effetti negativi sul momento elettorale”. La sua ricetta per recuperare la disaffezione è “meno tempo nelle stanze del municipio e più presenza sul territorio, fra i cittadini, ad ascoltare ed a recepire lo loro istanze”.

Per la cronaca e gli amanti delle statistiche, è nel II Municipio che è stata registrata la più alta percentuale di votanti nel Comune di Roma: si è infatti recato alle urne il 61,03% degli aventi diritto. Seguono il XVII Municipio (60,35%) ed il IV (59,26%). In terz’ultima posizione il XIX (53,27%), in penultima ex-equo il l e l’VIII (53,71%) ed ultimo il XX con il suo 52,68%.

Ma se nel XX si piange a Roma non si ride. Nella Capitale ha votato il 56% degli elettori, ben 17 punti in meno rispetto alle amministrative del 2008 e 13, non certo pochi, in meno rispetto alle regionali del 2005. (red.)

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