Home ATTUALITÀ Regione Lazio, Elezioni 2010: intervista ad Alessio D’Amato, candidato PD

Regione Lazio, Elezioni 2010: intervista ad Alessio D’Amato, candidato PD

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alessio d'amatoIn prima persona’: è lo slogan scelto da Alessio D’Amato, giovane consigliere regionale uscente (è nato nel 1968 a Roma) che si ripresenta al voto del 28 e 29 marzo nelle file del Partito Democratico.

 Consigliere D’Amato, come giudica il “pasticcio” del Pdl per la mancata presentazione della lista nella circoscrizione della Provincia di Roma? Non entro nel merito della vicenda, che sarà compito della magistratura chiarire in tutti i suoi aspetti. Tuttavia registro un atteggiamento di fondo del Pdl che mi lascia molto perplesso: non si può invocare un’ipotetica mancanza di democrazia quando non si rispettano le leggi per la presentazione delle liste in campagna elettorale. Le norme esistono per tutti, sono precise e parlano chiaro. D’altronde, se un’azienda si presenta ad una gara pubblica oltre i tempi stabiliti per legge, non viene automaticamente esclusa?

Un bilancio sui cinque anni di amministrazione del centrosinistra. Rispondere a questa domanda e spiegare il lavoro svolto nel quinquennio che ci lasciamo alle spalle è un’impresa ardua, sia per la quantità degli atti adottati nei diversi settori in questo lungo periodo, sia perché molti riflessi concreti di queste iniziative politiche saranno valutabili solo negli anni a venire. Ad ogni modo è doveroso evidenziare quelli che, a mio giudizio, sono stati gli atti innovativi che hanno contraddistinto il governo del centrosinistra alla regione Lazio: nel welfare la legge sul reddito minimo garantito, che ha assicurato un sostegno economico alle fasce più svantaggiate della popolazione come i disoccupati e le famiglie a baso reddito; nella tutela dell’ambiente e nella ricerca di fonti energetiche alternative la realizzazione della centrale fotovoltaica di Montalto di Castro, la più grande d’Italia con una produzione di 24 Megawatt, destinata a salire ad 84 entro l’anno; nel settore dell’edilizia l’adozione del ‘Piano casa’, che stanzia nuove risorse per far fronte all’emergenza abitativa del Lazio e di Roma, in particolare; nel settore imprenditoriale la creazione del fondo per il sostegno alle piccole e medie imprese, che assicura l’accesso al credito ad un vasto numero di aziende. Di sicuro il nostro compito non si è esaurito qui, ma le basi che abbiamo posto sono solide e, se saremo confermati alla guida della regione, sono certo che sapremo continuare e migliorare quanto finora fatto con impegno massimo e costante.

Parliamo di sanità, settore che riveste un ruolo centrale nel governo della Regione. E’ l’argomento principe di questa campagna elettorale, e non poteva essere altrimenti. Attorno alla sanità, alla quale sono destinate circa il 70 per cento delle risorse del bilancio regionale, ruotano infatti interessi enormi. Ospedali pubblici e privati, aziende farmaceutiche, Asl, rappresentano i tasselli di un sistema che è chiamato a garantire assistenza e tutela della salute dei cittadini del Lazio. Questo diritto primario va salvaguardato con grande attenzione, poiché l’entità finanziaria in gioco può far gola a molti soggetti con ben altri scopi che quelli di assicurare il buon funzionamento del Sistema sanitario regionale. Mi riferisco, ad esempio, alla vicenda della cosiddetta Lady Asl, il più grave episodio di corruzione e tangenti della malasanità laziale che durante la giunta Storace ha prodotto un buco nelle finanze della regione di circa 82 milioni di euro, coinvolgendo diversi esponenti politici fra i quali l’ex vicepresidente della regione Giorgio Simeoni, attuale parlamentare del Pdl, il cui processo per i fondi sottratti alla formazione si è aperto in questi giorni. I soldi sottratti sono soldi pubblici, dei contribuenti, rubati ai cittadini da politici ed imprenditori senza scrupoli che hanno messo in ginocchio l’intero comparto. È dunque primario ed essenziale da parte della politica vigilare e controllare, ma anche far sì che non si dimentichi quanto accaduto, perché il rischio che si ripetano certe vicende è più che un’ipotesi: nel centro destra odierno che si presenta alle regionali ci sono molti personaggi che hanno avuto un contatto diretto con coloro che sono stati ritenuti colpevoli nella vicenda Lady Asl. Per questo ho scelto di scrivere un libro – inchiesta intitolato proprio ‘Lady Asl, la casta della sanità. Fatti e misfatti’, da cui recentemente è stata tratta una docufiction con la collaborazione del regista Massimo Ferrari. Il video ed il libro vogliono essere un contributo a mantenere viva la memoria di ciò che è accaduto, per scongiurare il pericolo che si torni ai tempi dello Sheraton, l’hotel di Roma dove Lady Asl riceveva i politici corrotti.

Quali sono le altre priorità del futuro presidente regionale? Rimaniamo sul tema sanità. Ci sono voluti anni per arginare la falla finanziaria aperta da Lady Asl e compagni, che ancora oggi non è stata completamente riparata. La prima sfida del prossimo governo regionale sarà dunque quella di conciliare il mantenimento della qualità dei servizi sanitari erogati con le necessità di bilancio, senza intaccare il sistema del welfare e migliorando il meccanismo delle prestazioni sanitarie. Una sfida che abbiamo portato avanti fino ad oggi e, naturalmente, raccogliamo per il futuro.
L’altra priorità è affrontare la crisi economica garantendo l’occupazione ed il sostegno alle piccole e medie imprese, che sono un tassello fondamentale del tessuto produttivo della nostra regione.

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