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Regione Lazio, Elezioni 2010: intervista a Giovanni Carapella, candidato PD

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Giovanni CarapellaCinque anni di governo, una eredità pesante lasciata dal centro destra. Cinque anni in cui è stato fatto molto, ma molto resta ancora da fare. Questo il tema dell’intervista a Giovanni Carapella, presidente della commissione Lavori pubblici e politica della casa della Regione Lazio e candidato nella lista del Partito Democratico alle elezioni del 28 e 29 marzo.

Carapella, quali sono le priorità che indica per i prossimi cinque anni? Lavoro, salute, casa, trasporti. Lavoro perché anche nel Lazio, malgrado gli interventi che abbiamo messo in campo, la crisi economica si fa sentire. La ripresa annunciata da più parti non fa sentire i suoi effetti e se non sosteniamo i consumi e le imprese agganciarsi al treno europeo sarà più difficile. Sul trasporto, le ferrovie devono uscire dalla logica che ha portato la gran parte degli investimenti sull’alta velocità. Il Lazio ha bisogno di una rete diffusa per il trasporto delle persone e delle merci.
Per quanto riguarda la salute, nel Lazio abbiamo lavorato per rimettere a posto i disastrati conti che ci ha lasciato in eredità la destra. L’abbiamo fatto senza incidere sulla qualità del servizio sanitario. Anzi, abbiamo incrementato la quantità e la qualità delle prestazioni.

Uno dei provvedimenti principali approvati in questi cinque anni è stato il piano casa. Qual è il significato di questo provvedimento? Intanto bisogna spiegare che il piano casa non è un provvedimento isolato. Nel Lazio rappresenta un pezzo di una serie di interventi per garantire il diritto all’abitare che abbiamo messo in campo. Dopo anni di totale abbandono, la Regione si è ripresa in pieno il suo ruolo. Bisogna fare di più. Io sono convinto che il ruolo dell’Ater debba andare oltre quello tradizionale. Non basta più l’offerta di case popolari, ma serve un intervento diretto a quelle fasce meno disagiate che però, la crisi economica da un lato, un mercato immobiliare impazzito dall’altro, stanno “spingendo” verso il basso. L’Ater può diventare, come accade in altri paesi europei, una vera e propria agenzia degli affitti, con canoni più bassi rispetto al mercato libero, svolgendo anche una positiva funzione di calmiere dei prezzi.

Finora abbiamo parlato del sociale ma cosa si può e si deve fare invece per il mondo delle imprese del Lazio? Per quanto riguarda le imprese dobbiamo metterle nella condizione di competere, premiare chi investe nella ricerca e nell’innovazione, aumentare la capacità di fare sistema, condizione essenziale per competere nell’economia globale. Competere significa anche avere una maglia infrastrutturale moderna. Su questo abbiamo lavorato molto, ma non basta ancora. Dobbiamo aumentare la velocità di realizzazione delle opere pubbliche con procedure più snelle e trasparenti. Anche questo vuol dire mettersi al servizio delle imprese e dei cittadini.

Qual è la novità rappresentata dalla candidatura di Emma Bonino? Emma Bonino è una candidatura di grande levatura. La sua storia parla chiaro sul versante dei diritti civili e sul piano dell’esperienza. Ciò che ha avuto modo di fare durante la sue permanenza alla Commissione Europea non potrà che avere un peso per una regione come la nostra che ha bisogno di avvicinarsi ancora di più agli standard europei rispetto a quanto ha già fatto negli ultimi 5 anni. Insomma con Emma Bonino e con un Pd forte il Lazio riuscirà ad aumentare la sua forza grazie alla buona politica.

www.carapella.it

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