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XX Municipio – Scipione, Petrelli (PdL): Ai nomadi diamo buoni casa anzichè campi

Al termine dell’odierno Consiglio straordinario del XX Municipio nel quale s’è discusso ed approvato un documento relativo al campo nomadi di via Tiberina, i consiglieri PdL Marco Petrelli e Antonio Scipione cosi’ si sono espressi: “Al fine di garantire una maggiore integrazione nel tessuto sociale cittadino dei nomadi è necessario cambiare rotta. Il nuovo piano nomadi del Comune di Roma è un buon inizio per regolamentare i controlli e assicurare una vita dignitosa agli ospiti, ma è ora necessario ripensare gradualmente l’intera materia. Con la risoluzione approvata oggi dal Consiglio del Municipio XX si è voluto dare un contributo costruttivo a quelle che dovrebbero essere le nuove linee guida di integrazione dei nomadi”.

“Al posto dei campi nomadi, che accrescono le tensioni sociali nei territori ove vengono istituiti – dicono Scipione e Petrelli – sarebbe necessario prevedere dei buoni casa da dare alle famiglie nomadi per un anno, nella misura di 5-8 famiglie per quartiere, in modo non solo da abbattere i costi elevati della gestione dei campi di oltre il 50%, ma anche di creare le condizioni per una reale integrazione dei nomadi nella nostra città”.

Nel documento approvato oggi dal Consiglio c’è inoltre una richiesta al Prefetto di Roma affinchè  nei pressi del campo nomadi di via Tiberina venga istituito un posto fisso di Polizia a tutela della sicurezza dei residenti nei dintorni del campo stesso. “E’ inspiegabile che vi siano controlli all’entrata e all’interno del campo ma nessun controllo nelle immediate vicinanze dove i cittadini vivono barricati nelle proprie abitazioni e con il timore di uscire di casa” concludono Antonio Scipione e Marco Petrelli.

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10 COMMENTI

  1. buono casa per i nomadi?!
    come coprire la spesa finanziaria di tale progetto considerato che non ci sono i fondi per una politica assistenziale neanche nei confronti dei contribuenti?
    un presidio fisso della polizia di stato?con quali soldi e quali uomini?non dimentichiamoci la recente manifestazione della polizia di stato in roma per l’emergenza risorse tipo mancanza di uomini e di finanziamenti.
    bellissimi discorsi propagandistici quelli indicati nell’articolo (ovviamente non mi riferisco ai redattori). beh in effetti in vista delle elezioni regionali un pò di rassicurazioni ai cittadini sono necessarie anche perchè altrimenti la poltica della sicurezza verrebbe messa a rischio.
    che ne dite di dotare la zona di telecamere ad ampio raggio?perchè non dotate anche di altoparlanti così la centrale della polzia municale possa intimare a grande voce “ehi tu metti giù le mani da quella macchina”.perchè non collocare direttamente il campo nomadi di fronte al municipio? del resto stanno costruendo una area di parcheggio con tanto di servizi annessi:fermata mezzi pubblici, uffici, centro commerciale.
    nessuna soluzione per la gestione dei campi nomadi finchè si sposta il problema nella periferia. slogan di riqualificazione del territorio e poi si incentiva il degrado.

  2. Cara Gaia, la nostra proposta mira a dare una soluzione concreta che al soslo spostamento da un territorio all’altro dei campi. Inoltre la nostra proposta è stata fatta perchè i campi nomadi inseriti in un tessuto sociale accrescono le tensioni. La nostra proposta prevedere dei buoni casa da dare alle famiglie nomadi per un anno, nella misura di 5-8 famiglie per quartiere, in modo da abbattere i costi elevati della gestione dei campi di oltre il 50% e di creare le condizioni per una reale integrazione dei nomadi nella nostra città. Inoltre i soldi risparmianti potrebbero essere utilizzati per attività o contributi per tanta gente in difficoltà (meno abili, anziani, giovani in difficoltà…)

  3. Mi sembra illusoria l’opinione di coloro i quali ritengono che in un anno soggetti impregnati di cultura nomade possano integrarsi nella società.
    Saranno semplicemente più vicini ai loro bottini.
    Visto che anche questa destra si ammanta di buonismo, perché non creiamo un campo nomadi presso i fori imperiali?
    Diamo loro una collocazione degna di questo nome!
    Avviciniamoli ai centri decisionali della politica comunale, saranno più facilmente controllabili e potranno frequentare l’aula consiliare ove prendere il buon esempio.
    A prescindere dal valore che si possa attibuire a detta cultura, visto che il lassaiz-faire non mi pare abbia dato risultati, non vedo altre alternative che un intervento legislativo volto a inasprire le pene sia per i genitori che sfruttano sia per i figli che delinquono abbassando l’età della soglia di punibilità.

  4. A parte il fatto che piuttosto che dare ai nomadi buoni casa anzichè campi , io sarei dell’idea -semmai- di dare casa ai buoni nomadi e gli altri mandarli sì nei campi ma a zappare.
    Ma poi , se gli diamo casa , non sono più nomadi ?
    O no ?
    Quindi se sgarrano a quel punto potremmo perseguirli come perseguiamo l’italico malfattore ?
    Io di famiglia nomade vicina, al momento comunque , non ne voglio neanche una.
    Figurarsi 5-8 per quartiere.
    Io che vivo a poche centinaia di metri da via mastrigli.
    Non voglio nomadi.
    E non è che non li voglio perchè ne ho già abbastanza degli altri , no, no poveracci.
    Non voglio nomsdi perchè loro hanno solcato un confine assai profondo tra il nostro vivere civile ( con tutti i suoi difetti ) ed il loro.
    Cominciassero con la pala a riempire il solco , poi ne riparliamo.

    Petrelli , perchè non te ne accatti un paio di famiglie tu ed un paio Scipioni nel vostro palazzo ?
    Così , tanto per esempio a tutti.
    A chiacchiere sono buoni tutti , con i fatti poi nessuno.
    Lo sforzo di integrazione mica lo dobbiamo fare noi , lo devono fare loro.
    E voi giocate sulla pazienza e sopportazione della gente.

    Lasciateli lì , ed i soldi usateli per mettere in sicurezza – ad esempio – la scuola de sanctis.
    Piove dentro lo stabile al fleming ,dove regnano i ratti e la palestra è inagibile.
    Sistemate il liceo farnesina dove ci si ghiaccia d’inverno e ci si schiatta d’estate.
    Mettete a posto le strade, gli ospedali, i trasporti eccetera eccetera eccetera…

    E devo pensare prima ai nomadi ?

  5. La maggioranza dei nomadi non vuole integrarsi, ha la loro cultura che prevede se va bene lavoro in nero, se va male sfruttamento di minori e accattonaggio, senza contare i cosidetti reati minori (furti in casa, borseggi, piccolo spaccio et similia).

    Non basta sopportare da anni questa presenza sgradita, no, la generosa comunità dei contribuenti romani adesso deve anche farsi carico del pagamento per gli appartamenti di questi signori.

    Cioe’, se sei italiano, la casa te la devi comprare sgobbando per anni e arricchendo le banche, se invece sei un nomade ci pensa il comune.

    Vorrei dire una cosa alla geniale coppia Petrelli/Scipione che ha partorito quest’amenità.
    Anzi, meglio di no.

  6. Gentili lettori,
    mi è obbligo intervenire sulla questione dal momento che, per mia colpa, il comunicato potrebbe essere male interpretato.
    Nessuno ha mai detto di essere favorevole alla presenza dei nomadi sul nostro territorio, ma essendo tutelati dalle norme internazionali….
    Lo scopo del documento votato è quello di voler proporre nuove linee nella gestione del “problema”.
    A fronte delle alte spese di gestione di un campo nomadi (stiamo parlando di qualche milione di euro), che peraltro a mio modo di vedere non offre grandi chance di integrazione, abbiamo proposto di concedere agli abitanti del campo un buono casa per un solo anno, nessuno ha mai detto di violergli dare casa.
    Gli scopi sono molteplici.
    1. La collettività risparmierebbe qualche milione di euro che potrebbe essere utilizzato per le fasce deboli della società italiana.
    2. Ai nomadi verrebbe offerta la possibilità reale di dimostrare l’intenzione di volersi integrare nella società civile (i vostri dubbi sono anche i miei, ma una possibilità non si nega a nessuno).
    3. I disagi della presenza di un campo nomadi verrebbero “sparsi” su tutto il Municipio (5-8 famiglie per quartiere) con un basso impatto e non andrebbero a gravare solo su una parte della popolazione, come nel caso degli abitanti di Via Tenuta Piccirilli che da un giorno all’altro si sono visti realizzare un campo nomadi tra le proprie case.
    Questo era il senso del documento votato.
    Chi ci vuole vedere dell’altro sbaglia.
    Dispiace leggere alcune considerazioni del tipo “un presidio fisso della polizia di stato?con quali soldi e quali uomini?”. Cara signora Gaia avrei voluto vedere Lei nei panni di chi ha comprato una casa trent’anni fa e oggi si trova un campo nomadi sotto le proprie finestre. Inoltre Lei non gli garantirebbe neanche la presenza fissa di una pattuglia delle forze dell’ordine…. Si commenta da sola.

    Buona salute a tutti.

    Antonio Scipione

  7. Mi sembra, che si rasenti sempre più l ‘assurdo.
    Mi associo ad Aragon al 100%, anzi di più.
    Politici perchè vi scaldate tanto,quando le persone vi dicono come la pensano?
    Non riuscite neanche a mantenere sicure le strade del XX municipio. Fatevi un giro prima di arrivare in ventesima, ad azzuffarvi ogni seduta.
    Vi tirate la la vela dove vi fa sempre più comodo e il detto che vi si addice …………..

  8. Preliminarmente chiarisco che condivido pienemente il pensiero dell’amico Scipione.
    Ritengo anche opportuno l’inserimento di una richiesta di un presidio fisso delle forze dell’ordine sul posto, perché deve essere riconosciuto ai cittadini che non hanno proprio quei servizi che altri dentro il campo hanno, quanto meno proprio quel diritto alla “sicurezza” dentro casa o nelle strade di fronte a casa.
    Durante la votazione ho chiesto a Scipione di autoemendare la questione del buono estendendola a tutto il Comune, vale a dire alla totalità dei campi insistenti sul territorio del Comune di Roma e del Piano Nomadi.
    La conseguenza altrimenti sarebbe stata che il Piano Nomadi comunale sarebbe stato leso in una parte.
    Di fatto ha ragione quando dice che i campi sono un retaggio di politiche integrative di sinistra e che contrastano con i nostri modelli di assimilazione e debbono essere sradicati prima o poi.
    Per questo abbiamo chiesto al Comune di valutare tale opportunità.
    Però è quantomeno difficile pensare che uno zingaro usi un buono casa per andare a prendersi un appartamentino al Fleming o a Via Cortina D’Ampezzo.
    Allora è più facilmente prevedibile che possano essere utilizzati per farsi nuovi ghetti in zone dove, per ragioni fisiologiche, i prezzi sino più alla loro portata, con l’ulteriore rabbia, qui accennata, dei vicini che debbono sbarcare il lunario per avere un buco dove vivere.
    Inoltre io ricordo bene i giorni in cui l’amministrazione Rutelli-Veltroni dotava i campi di ogni tipo, di bagni chimici che prontamente erano rivenduti. Che succederebbe ?
    Allora personalmente penso che, nonostante nel merito la proposta sia giustissima, potrebbe avere effetti peggiori di quelli che vorrebbe raggiungere.
    Ecco che il Piano Nomadi nella sua totalità appare una mediazione più efficace, che però ha il solo, ma grande problema, di scaricare sulle periferie già afflitte da molti altri problemi, un nuovo carico sociale di entità rilevante.

    G.Mori
    Presidente Commissione Politiche Sociali – Sanità – Immigrazione – Integrazione XX Municipio

  9. io non garantirei la presenza di una pattuglia fissa della polizia?aspetto di vederla. con quali fondi le ripeto? qui non si tratta di non consentire la sicurezza. se avesse letto bene consigliere avrebbe colto il senso. oppure lo ha colto benissimo ma la sua posizione politica non le permette di riconoscere che di polizia non se ne vedrà neanche l’ombra. forse all’inizio ma poi sopraggiungeranno altre chiamate, altri presidi fissi di fronte alle abitazioni di illustri politici parlamentari…

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