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Joss Stone è nata per cantare ed incantare. E domenica ha incantato l’Auditorium di Roma

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La scorsa domenica sera, 7 febbraio, Joss Stone, giovanissima e veterana soul singer inglese dalle qualità vocali eccelse, ha conquistato il pubblico della Sala Santa Cecilia dell’Auditorium del Parco della Musica con un concerto intenso e coinvolgente che ha suscitato applausi fragorosi e regalato novanta minuti di musica e gioia di vivere.

Sono passate da poco le 21.30 e, dopo gli ultimi controlli alla strumentazione, si spengono le luci nella splendida Sala Santa Cecilia.

Entrano i musicisti che accompagnano Joss Stone in tour, si crea fin da subito un’atmosfera calda e rilassata e dopo un paio di minuti fa la sua comparsa in scena la straordinaria cantante britannica, una ragazza di nemmeno 23 anni che ha già alle spalle una carriera di veterana, avendo venduto milioni di dischi, pubblicato quattro album e duettato con mostri sacri del calibro di James Brown e Stevie Wonder.

joss stone (5)Leggera, eterea e coloratissima nel suo vestito hippy, a piedi nudi come le è consueto, Joss non ha atteggiamenti da diva e ammalia immediatamente tutti con il suo fascino naturale e la sua bellezza, trasmette gioia di vivere e desiderio di liberarsi dai pesi della quotidianità.

Sexy senza bisogno di essere provocante, affascinante senza ricorrere ad alcun artificio, nei primi dieci minuti lascia tutti di stucco con la sua splendida voce, i suoi movimenti sinuosi e il suo sorriso accattivante.

Accecata dai fari, non riesce a vedere il pubblico che è seduto compostamente nelle accoglienti poltrone rosse della sala da concerto. Dice di vedere “tutto nero” ed invita gli spettatori ad alzarsi e a farsi più vicino.

Molti raccolgono l’invito prontamente e si posizionano sotto il palco. Lei continua a sorridere, è soddisfatta, completamente a suo agio.

joss stone (4)L’atmosfera si fa ancora più calda e raccolta. Manda un bacio a chi si è alzato, soltanto mezzo a chi è restato seduto. Continua a sorridere e a “mietere vittime”.

Qualcuno, che non vuole abbandonare il proprio posto, invita Joss a far sedere la gente, lei risponde dolcemente che per godere appieno della musica bisogna stare in piedi e avere lo spazio necessario per muoversi. Aggiunge con dolcezza – e sempre col sorriso sulle labbra –  che ci sono i ragazzi della band a proteggere lei e gli spettatori in piedi. Beve una tazza di tè.

La musica scorre fluida, la voce di Joss è vellutata, profonda, intensa, accorata, evocativa, ha mille sfumature, sprigiona e trasmette voglia e gioia di vivere, è un invito a sentirsi liberi.

La cantante inglese si lascia totalmente coinvolgere dalla musica, se ne impregna senza riserve e barriere, ha il piglio e la spontaneità della ragazza della porta accanto, ha una consapevolezza e una determinazione che spesso mancano ai veterani, balla totalmente coinvolta, è coinvolgente, fa avanti e indietro sul limitare del palco senza risparmiarsi.

joss stone (3)E’ una voce antica, la sua, espressione colorata di un’anima che non vuole distorsioni o sovrastrutture, che vuole esplorare tutti i colori, abolire il grigio e il nero, è un arcobaleno senza pioggia che esorcizza la prossima pioggia.

Tramite la sua voce ci arriva dritta al cuore Aretha Franklin e tutto il patrimonio inestimabile della soul music. E pensare che ha dovuto anche faticare per far uscire questo suo ultimo disco, Colour Me Free, che non ha venduto molto in patria ma che è stato un successo negli USA.

joss stone (1)Sono trascorsi novanti minuti dall’inizio del concerto. Non è un brano dopo l’altro, preso dall’uno dall’altro disco, ma si ha fin dall’inizio dello show la netta sensazione di aver sfondato un muro ed essere entrati in un altra dimensione, dove vibrano la leggerezza e la gioia di essere vivi.

Grazie al soul e al rithm & blues (al reggae e al rap), l’inno alla vita e all’amore di Joss Stone dura un’ora e mezza senza soluzione di continuità. Bravissimi i musicisti della band e in particolare le due coriste che supportano egregiamente le prestazioni vocali della soul singer britannica.

joss stone (2)Alla fine, Joss regala rose bianche al pubblico, fa il segno della pace e se ne va. Ci credete alle vocazioni? Noi sì: Joss Stone è nata per cantare e per incantare. WOW!

Giovanni Berti

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